Ascensione, tradizionale pellegrinaggio al Santuario S. Maria delle Grazie

Come da tradizione, si è svolto oggi, domenica 12 maggio, solennità dell’Ascensione del Signore, presso il Santuario Diocesano “Santa Maria delle Grazie” in Torre di Ruggiero, l’annuale pellegrinaggio diocesano presieduto dall’Arcivescovo Claudio Maniago.
Rivolgendosi ai pellegrini convenuti per rendere omaggio alla Madonna, monsignor Maniago ha sottolineato l’importanza del convenire insieme “in questo santuario che non è un luogo qualunque; siamo qui richiamati dalla voce così tenera, calda, materna di Maria, come solo una voce di una madre può essere. Siamo qui perché siamo stati chiamati, radunati. È un modo davvero importante per dire che, oltre alle nostre comunità, c’è proprio un senso di Chiesa che supera anche i confini delle nostre parrocchie, delle nostre diocesi e ci raduna intorno all’unico Signore, il nostro Signore, che ci convoca come una famiglia all’unica Madre”.

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“Nel segreto del nostro cuore – ha detto monsignor Maniago – ci sono tante cose che vogliamo condividere, delle gioie che sicuramente ci sono della nostra vita. Accade sempre nelle nostre famiglie che quando abbiamo un motivo magari di grande gioia da condividere o piuttosto un motivo invece più triste e più faticoso di sofferenza, che ci si raduni come famiglia. La forza di una famiglia è proprio questa, quella di essere unita e nel cammino insieme di condividere le cose. Ebbene, anche la Chiesa è una grande famiglia che vive nelle comunità delle nostre parrocchie, dove insieme, da fratelli e sorelle nella fede, ci si raduna per condividere i momenti di gioia, i momenti belli in cui il Signore ci fa grandi doni che condividiamo perché vogliamo che si moltiplichino, perché diventino sempre più motivo della nostra gioia, certo, ma anche forza nella nostra vita di tutti i giorni”.

“Noi tutti non viviamo in un mondo astratto e non viviamo solo nel segreto della nostra casa – ha detto ancora l’Arcivescovo – ma viviamo in una Regione, in uno Stato, in un mondo, in un’Europa, in un’umanità. E tutti siamo non solo spettatori, ma partecipi dei destini di questo mondo. È il motivo per cui oggi noi non possiamo non condividere la sofferenza atroce che la guerra sta portando in varie parti del mondo, anche a noi così vicine. La guerra non guarda in faccia a niente e a nessuno. La guerra è un male che distrugge case, ambienti, distrugge tutto. Oggi preghiamo perché torni la pace, perché la pace sia davvero l’ambiente in cui l’umanità cresce e si mostra per quello che è, quella bella umanità che Dio ha pensato”.

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“La parola del Signore oggi ci fa risuonare un’altra grande cosa – ha detto ancora l’Arcivescovo. Siamo nella domenica in cui, con Maria, contempliamo il mistero di Gesù asceso al cielo, che in verità non è una partenza. Egli infatti ci ha rassicurati, resterà con noi sempre continuando a indicarci la via che porta tutto il nostro impegno a vivere la vita nuova che Lui, attraverso il suo Vangelo, la sua Parola ci offre. Siamo un popolo in cammino. Verso dove dobbiamo andare? Gesù ci indica la strada, il cielo, che non è un luogo geografico. Noi non dobbiamo salire in cielo, però dobbiamo andare là dove lui è andato, all’incontro con il Padre che è l’incontro in cui si manifesta l’amore grandissimo che sta all’origine di tutto quello che Gesù ha fatto. A fianco abbiamo Maria: lei da buona madre, con i suoi consigli, la sua vicinanza, la sua preghiera, per noi è importantissima, indispensabile perché il progetto di Dio si realizzi”.