“Bene Caivano, ma qui ad Aranceto e Viale Isonzo lo Stato non c’è”

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale di Catanzaro Antonello Talerico (consigliere regionale e commissario di Noi Moderati)

Ho letto della maxi operazione (droga, armi et altro) al Parco Verde di Caivano e del commento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che afferma che in Italia non ci saranno più ”zone franche” poiché il Governo si è impegnato per ripristinare legalità e sicurezza e per far sentire forte la presenza dello Stato ai cittadini.

Anche il Ministro dell’Interno Piantedosi ha parlato della necessità di riportare la sicurezza in ogni periferia chiedendo ai prefetti di fare una ricognizione su tutte le periferie italiane.
Proprio per queste ragioni ho inteso scrivere alla Premier Meloni, al Ministro Piantedosi, alla Procura della Repubblica, al Prefetto ed al Questore di Catanzaro, per ribadire nuovamente che a Catanzaro abbiamo due quartieri quali quelli dell’ Aranceto e di Viale Isonzo che presentano condizioni assai più gravi di quelle accertate al Parco Verde di Caivano, ma nessuno interviene e neanche la stampa nazionale se ne occupa, perché qui siamo nel profondo Sud e certe situazioni non fanno notizia e non attirano i media.

Se lo Stato dovesse organizzare un blitz all’Aranceto o a Viale Isonzo come quello avviato su Caivano molto probabilmente troverebbe molta più droga, armi e banconote rispetto a quelle rinvenute nel Parco verde!
Ma ci sarebbe molto di più.

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Discariche abusive, danneggiamenti ai beni della collettività, cittadini disperati ed impauriti che non possono lasciare la propria abitazione incustodita (trattasi di case popolari) neanche per andare a fare la spesa, poiché verrebbe occupata immediatamente da terzi, pronti a viverci subito o peggio ancora a “rivenderla” nonostante la proprietà sia in capo all’Aterp, altro ente pubblico che è costretto a subire le condotte criminose a danno del proprio patrimonio immobiliare.

Ma in questi quartieri vivono anche cittadini quotidianamente minacciati, aggrediti e costretti a vivere in un angolo per evitare danni ai propri beni o alla loro persona o ai propri cari e, che non possono neanche denunciare quello che subiscono, in quanto sarebbero costretti a trasferirsi per evitare le gravi ripercussioni.
Ricordiamoci che in questi quartieri degradati e abbandonati dallo Stato (Aranceto e viale Isonzo) anche le forze dell’ordine vengono aggredite ed hanno subito linciaggi e aggressioni fisiche, senza che però si ricorresse successivamente ad azioni di estirpamento radicale di questi nuclei che dominano e controllano questi territori attraverso l’illegalità. Siamo nel bronx del Sud.
In queste aree se solo venissero fatti anche dei semplici controlli amministrativi riguardanti il rispetto del Codice della Strada e delle condizioni di salubrità ambientale ed igienico-sanitaria, avremo numeri assai più alti di quelli riportati a Caivano, dove sono state controllati 110 veicoli e sequestrate 10 autovetture e accertate 11 violazioni del Codice della Strada, ritirate 7 patenti di guida.

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Se a Caivano sono stati mandati 400 operatori delle Forze dell’Ordine all’Aranceto ed a Viale Isonzo forse non sarebbero neanche sufficienti, in ragione dei controlli che dovrebbero essere eseguiti per assicurare il sequestro di armi, droghe e autovetture non in regole o peggio ancora rubate.
Lo dicono anche i numeri dei processi penali a carico di molti residenti o domiciliati nei quartieri di Aranceto e Viale Isonzo, perloppiù di etnia rom.

In questi quartieri non solo si spaccia, ma si spara anche e si danneggiano veicoli e abitazioni e vengono aggrediti anche fisicamente molti cittadini, che ovviamente non denunciano per paura di ulteriori e più gravi conseguenze e ripercussioni.

Lo Stato fino ad oggi nonostante le tante denunce di qualche cittadino coraggioso e/o depositate da parte di qualche ente pubblico è rimasto totalmente assente, le poche forze dell’ordine presenti nonostante il grande lavoro e sacrificio (meriterebbero un encomio) non possono combattere un “mondo” così grande e pericoloso, molto più numeroso di loro e, che non ha freni inibitori, rischierebbero la vita anche fuori dall’orario di lavoro, anche le loro famiglie !
Ed allora, chiedo alla Premier Meloni, al Ministro Piantedosi, alla Procura della Repubblica, al Prefetto ed al Questore di Catanzaro di intervenire subito, prima che sia troppo tardi ma cosa importante interrompere il monopolio della criminalità nei quartieri dell’Aranceto e di Viale Isonzo, diventati territorio dove lo Stato e le leggi non esistono da troppo tempo, così come in altri quartieri di Calabria.

 

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