Il vicepresidente nazionale dell’associazione consumatori Di Lieto denuncia il paradosso, il sindaco del centro catanzarese smentisce
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Non ci sono solo gli autovelox a turbare i viaggi degli automobilisti, soprattutto quelli calabresi ed in specialmodo sulla già famigerata - ma per altri motivi - Statale 106. Nel mirino del Codacons stavolta cade un sistema di rilevamento delle targhe utilizzato dal Comune di Cropani. Il vicepresidente nazionale avv.

Francesco Di Lieto dichiara che il Codacons ha depositato istanza di accesso civico per capire con quali atti e tipo di contratti, collaudi, conformità, fatture e pagamenti si sia arrivati ad utilizzare materiale non omologato.
E se quei dispositivi, per canoni, licenze, assistenza, manutenzione o altro continuino in qualche modo ad incidere sui bilanci, configurando eventuali ipotesi di danno erariale.

Non si è fatta attendere la reazione del sindaco cropanese Raffaele Mercurio il quale ha definito inesatte e fuorvianti le affermazioni dell’associazione di
consumatori. In particolare il primo cittadino del centro catanzarese collinare, che ha una rinomata frazione marina a ridosso della SS 106, replica che già da maggio 2025, a seguito di rilievi prefettizi, il suo Comune ha tempestivamente sospeso ogni attività di rilevamento e di emissione delle sanzioni e che lo stesso sistema di rilevazione delle targhe risulta, allo stato attuale, completamente inattivo
Fatto sta che le richieste di pagamento continua ad arrivare agli automobilisti, costretti a fare ricorso o a sborsare.

Anche il prefetto del capoluogo di regione, Castrese De Rosa, ha confermato al nostro Network LaC che il rilevatore di Cropani risulta sequestrato.
Il Codacons tuttavia nella sua denuncia va oltre, chiedendo la quantità delle multe elevate ed annullate per stimare la portata del fenomeno. In questo modo secondo Di Lieto si avrebbe un quadro indicativo dei costi di gestione degli atti annullati, con notifiche, personale applicato, piattaforme utlizzate; ed arrivando ai conti finali del contenzioso con i ricorsi, le istruttorie, i rimborsi, le ore di lavoro sottratte ad altre mansioni. Un novero di situazioni tali da innescare - secondo Codacons - l’interesse della Corte dei Conti.

