La Giunta Fiorita ha approvato un'apposita delibera con la quale è stata formalizzata l'adesione alla campagna nazionale "R1PUD1A 2026", promossa da Emergency, accogliendo l'appello "Io obietto la guerra".

L'iniziativa mira a sensibilizzare la cittadinanza e, in particolare, le nuove generazioni, diffondendo i valori della pace, della solidarietà, della nonviolenza e della pacifica convivenza tra i popoli.

Sulla scia di quanto già intrapreso da numerosi Comuni italiani, l'amministrazione di Catanzaro ha raccolto l'invito di Emergency a riprendere l'annotazione nelle liste di leva delle dichiarazioni di obiezione di coscienza al servizio militare e a informare i cittadini di questa possibilità, seguendo l'esempio avviato per primo dal Comune di Capaci.

Sebbene il servizio militare in Italia sia stato sospeso nel 2005, la normativa vigente prevede che esso possa essere ripristinato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, nei casi di guerra o di grave crisi internazionale. Per questo motivo, l'Amministrazione comunale informerà i giovani residenti a Catanzaro che, nel corso dell'anno, compiranno il diciassettesimo anno di età, della possibilità di sottoscrivere una dichiarazione preventiva e collettiva di obiezione di coscienza all'eventuale ripristino del servizio militare, mediante l'iscrizione in un apposito registro.

"Si tratta di un gesto dal forte valore civile e simbolico - ha commentato il sindaco Nicola Fiorita - che rientra nel percorso volto a fare di Catanzaro una città della pace, attraverso l'impegno volto ad affermare il rifiuto della guerra e della militarizzazione delle relazioni internazionali, promuovendo una cultura fondata sul dialogo, sulla cooperazione e sulla tutela dei diritti umani.

Con questa adesione, il Comune di Catanzaro entra a far parte della rete degli enti locali che offrono un contributo concreto per alimentare la responsabilità civile, educando le nuove generazioni ai valori della convivenza democratica e del rifiuto di ogni forma di violenza".