Quattro giornate di confronto tra università, professioni e istituzioni su scuola, sanità, diritto ed etica
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C’è un dato che, prima ancora dei numeri, racconta il senso di questo congresso: quattro Comuni delle Preserre catanzaresi — Satriano, San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale — hanno scelto di fare rete attorno a un tema che di solito si discute nelle capitali, nei campus universitari e nei quartieri generali delle Big Tech. Non una somma di eventi locali, ma un unico laboratorio diffuso: quattro giornate, quattro sedi, 36 relatori e venti ore complessive di confronto sull’impatto dell’intelligenza artificiale su scuola, sanità e professioni.
A tenere insieme il progetto è stata la guida scientifica del rettore dell’Università eCampus, Enzo Siviero; a conferirgli ulteriore profondità, tra gli altri, la lectio del vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi. È la dimostrazione che il governo dell’innovazione non è una prerogativa dei grandi centri: quando le istituzioni locali si alleano con università, scuola e Ordini professionali, anche un territorio interno può produrre pensiero e iniziative di rilievo nazionale.
Il primo appuntamento, a Satriano, ha avuto un valore fondativo: l’ingresso ufficiale del Comune nell’Accordo di rete dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale. Alla presenza del sindaco Massimiliano Chiaravalloti, del presidente della rete e sindaco di Torre di Ruggiero Vito Roti e dei rappresentanti delle amministrazioni di Cardinale e San Vito sullo Ionio, è stata ribadita la volontà di costruire una collaborazione stabile tra enti locali, scuola e mondo della ricerca.
L’incontro, moderato dal giornalista Giorgio De Filippis, ha visto gli interventi del direttore tecnico dell’Osservatorio Francesco Pungitore e dell’amministratore delegato di Soluzioni Integrate Maggioli, Alessandro Carellario, sui temi dell’AI Act, dell’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale, della protezione dei dati e della responsabilità amministrativa negli enti locali. Un patto istituzionale, non una semplice passerella: la rete dei Comuni è stata la vera infrastruttura sulla quale il congresso ha costruito il proprio percorso.
La seconda tappa, a San Vito sullo Ionio, ha posto al centro la scuola con il confronto “AI e scuola: educare nell’epoca dell’intelligenza artificiale”. L’apertura è stata affidata a Lucio Falvo, con la lettura di una poesia di Vittoria Camobreco. Dopo i saluti dei sindaci Antonio Tino e Vito Roti, degli amministratori di Cardinale, del consigliere provinciale e sindaco di Gagliato Salvatore Sinopoli e del consigliere regionale Enzo Bruno, il professore Ulderico Nisticò ha proposto un inquadramento storico e culturale della trasformazione tecnologica, mentre il rettore Siviero ha richiamato la necessità di governare l’innovazione senza smarrire la dimensione umana della conoscenza.
La sessione, coordinata da Francesco Pungitore, ha riunito docenti, dirigenti scolastici, esperti di progettazione europea e professionisti dell’innovazione educativa. Paolo Tealdi, Pietro Curatola e Igor Guida si sono alternati alle testimonianze di Francesco Giuseppe Mancuso — studente dell’ITTS “Scalfaro” di Catanzaro, diplomato con 100 e lode e autore di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale — e dello scrittore Gabriele Ruggiu. La tavola rotonda, moderata da Vittoria Camobreco, ha insistito su tre priorità: formazione dei docenti, tutela degli studenti e sviluppo di un uso critico e consapevole degli strumenti generativi. Le conclusioni, affidate a Mattia Davì, hanno proposto applicazioni concrete dell’intelligenza artificiale nei laboratori professionalizzanti.
La giornata centrale, ospitata a Torre di Ruggiero e dedicata alla sanità digitale e alla relazione di cura, si è aperta con gli interventi del sindaco e presidente dell’Osservatorio Vito Roti, del vicepresidente della Provincia di Catanzaro Francesco Fragomele, del capitano Gianluca Girardo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Soverato, dei rappresentanti degli Ordini sanitari e del rettore Siviero.
Le relazioni introduttive dei responsabili scientifici Francesco Pungitore ed Emilia Cutullè hanno delineato la cornice del confronto: la tecnologia può migliorare diagnosi, organizzazione, ricerca e assistenza, ma il suo valore dipende dalla capacità di preservare la dignità del paziente e la qualità della relazione di cura.
L’elemento più significativo è stato il confronto tra docenti provenienti da tre università — eCampus, Magna Graecia di Catanzaro e “Foro Italico” di Roma — riuniti attorno allo stesso tavolo. Giuseppe Quintieri ha illustrato le applicazioni cliniche dell’intelligenza artificiale in gastroenterologia, mentre Marco Alì, responsabile dei processi gestionali della ricerca del Centro Diagnostico Italiano di Milano, ha approfondito il rapporto tra innovazione tecnologica, organizzazione sanitaria e responsabilità professionale.
Nel pomeriggio il confronto, moderato dal dottor Pino Pipicelli, si è esteso alla medicina dello sport, all’attività fisica, alle professioni infermieristiche e all’evidenza scientifica, con i contributi di Attilio Parisi, già rettore del “Foro Italico”, di Gian Pietro Emerenziani e Francesca Greco, studiosi del Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica della Magna Graecia, e di Isabella Corea e Giovanni De Giorgio. Un mosaico di esperienze che ha collegato ricerca, scienze motorie, diritto del lavoro e responsabilità professionale.
Il momento più intenso è arrivato con la lectio di monsignor Serafino Parisi, “L’intelligenza artificiale alla prova dell’umano: persona, educazione e bene comune”. Muovendo dalla Magnifica Humanitas, il presule ha indicato il criterio con cui misurare ogni progresso tecnologico: la dignità della persona e la qualità delle relazioni, ammonendo a non trasformare la tecnologia in un nuovo “vitello d’oro”.
La giornata ha ospitato anche la consegna dei premi “Futuro Etico – Vitaliano Corapi”, attribuiti alla ricercatrice Nilde Fera, al docente Francesco Gualtieri e al professore e musicista Francesco Denaro, alla presenza di Rosetta Candelieri, moglie del compianto Ninì Corapi, e del presidente dell’Ordine provinciale dei Farmacisti Carlo Barbalace. È intervenuto anche il professor Carlo Cosentino, ordinario di Bioingegneria e presidente del corso di laurea magistrale in Ingegneria biomedica della Magna Graecia, che ha sottolineato il valore della ricerca e della formazione interdisciplinare. Uno spazio commemorativo è stato infine dedicato a Giovanni Sestito, con gli interventi dei rappresentanti della Uildm.
La sessione conclusiva, a Cardinale, organizzata con gli Ordini degli Avvocati, degli Ingegneri e degli Architetti e moderata dall’avvocato Tiziana Catricalà, ha affrontato uno dei temi più delicati: chi risponde delle decisioni quando a suggerirle è una macchina?
Al centro del dibattito la relazione del rettore Enzo Siviero sulla trasformazione delle professioni tecniche e intellettuali, con il ponte come metafora della capacità di unire persone, discipline e territori, seguita dall’analisi del professore Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del lavoro alla Magna Graecia, sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sul potere economico, sui dati e sulle infrastrutture digitali.
La responsabilità giuridica è stata uno dei punti centrali. L’avvocato Tiziana Catricalà ha illustrato casi concreti di errori e riferimenti giurisprudenziali inesistenti prodotti dai sistemi generativi — le cosiddette “allucinazioni algoritmiche” — ricordando che la responsabilità civile, penale e professionale resta sempre in capo al professionista. Nessuna delega tecnologica può trasferirla altrove.
La presidente dell’Ordine distrettuale degli Avvocati di Catanzaro, Vincenza Matacera, ha invece richiamato il valore della deontologia, della riservatezza delle informazioni e del dovere di verifica da parte di chi utilizza strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Sul versante tecnico, gli ingegneri Gerlando Cuffaro e Domenico Stefanucci e il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Catanzaro, Eros Corapi, hanno evidenziato come gli strumenti di IA possano accelerare progettazione, modellazione e verifiche, senza però sostituire il giudizio professionale e la responsabilità verso il territorio. Di particolare rilievo il collegamento con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo, rappresentato dall’ingegnere Paolo Tealdi, che ha rafforzato la dimensione nazionale dell’iniziativa. In collegamento è intervenuta anche Stefania Gallo, fondatrice di Fashion Law Italia, sui temi della proprietà intellettuale, del design e della tutela dei contenuti creativi.
La riflessione conclusiva di Roberta Ussia ha riportato il confronto alla missione originaria dell’Osservatorio: la tutela dei minori e delle persone più vulnerabili. Dipendenze digitali, piattaforme costruite per catturare attenzione e dati, protezione di anziani e soggetti fragili sono stati indicati come alcuni dei principali fronti sui quali professionisti, istituzioni e famiglie saranno chiamati a confrontarsi nei prossimi anni.
Formazione qualificata e gratuita
Il congresso ha lasciato anche un risultato concreto sul piano formativo: 11,4 crediti ECM per le professioni sanitarie, quattro crediti formativi agli avvocati, quattro agli architetti, tre agli ingegneri e quattro ore di formazione dedicate al mondo della scuola. Tutte le attività sono state offerte gratuitamente ai partecipanti, un aspetto che testimonia la volontà di rendere la formazione accessibile e diffusa.
Una direzione, non uno slogan
Le quattro giornate hanno confermato l’Osservatorio come luogo di incontro tra università, professioni, istituzioni e territori. Il messaggio emerso è chiaro: l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo soltanto se resta al servizio della persona, della libertà, della responsabilità e del bene comune. L’esperienza dei quattro Comuni delle Preserre dimostra che il futuro digitale non si subisce: si governa. E si governa meglio facendo rete.



