VIDEO | Dopo aver dato alle fiamme le schede elettorali, i manifestanti portano sul tavolo della Prefettura le loro istanze. Domani attesi i sindaci del comprensorio
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Schede elettorali date alle fiamme. E' il gesto simbolico dei manifestanti in presidio prmanente a Davoli contro il caro carburante per esprimere la rabbia contro il governo. Si è conclusa così la giornata di ieri lungo la SS 106 per ripartire oggi, terza giornata di mobilitazione, con il sostegno del mondo della scuola e i bambini della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo di Davoli. «La nostra scuola è imaprontata alla sensibilità e alla solidarietà – spiega la docente Romilda Curcio –. In particolarw questo problema ci tocca perchè la maggior parte di nostri genitori sono agricoltori quindi va da se che anche i nostri alunni ne risentono del caro vita. Sono convinta che tutti dovremmo essere in piazza, perché quello che sta succedendo non è una cosa che riguarda solo loro. Il Caro Vita riguarda tutti noi, ci penalizza in tutte le cose che facciamo. In maniera particolare la scuola, perché la scuola è l'istituzione principale per l'educazione, per formare gli uomini di domani e quindi è necessario ed è fondamentale essere qui oggi. I bambini sono consapevoli di cosa sta accadendo perché purtroppo vivono il disagio all'interno delle loro famiglie, dove diventa anche impossibile comprare uno zaino nuovo o il materiale scolastico, visto che i guadagni si sono dimezzati completamente per il caro benzina».
Accanto agli imprenditori del catanzarese oggi c'è anche Antonio Zangari, conosciuto come il "gigante buono" di Polistena, titolare di un’azienda agricola: «Da Rosarno a Davoli perché Rosarno, Davoli e tutti gli altri sit in che ci sono in Calabria e in Sicilia stanno portando avanti un’unica battaglia, siamo tutti uniti, non c'è differenza tra Davoli, Rosarno. Tutto questo serve, anche se non dovevamo essere qua oggi perché la politica doveva prendere provvedimenti prima di arrivare qua e prima che arrivassero questi innocenti in piazza a fare manifestazione, perché questa è una cosa vergognosa per la politica, non è una cosa da poco».
Per domani sono attesi i sindaci del comprensorio intanto le richieste dei manifestanti arrivano in Prefettura: «è il terzo giorno, siamo stremati, però siamo consapevoli che è per una giusta causa. Stamattina abbiamo avuto la sorpresa con i bambini delle scuole del comprensorio presenti, una cosa che non è mai successa e che ci rende veramente orgogliosi. Qualcosina si sta muovendo perché abbiamo avuto un contatto dalla parte della Prefettura, hanno chiesto di incontrare una delegazione per esporre le nostre problematiche al Prefetto, la sua figura è importante, siamo convinti di quello che stiamo facendo. Noi non molleremo assolutamente – sottolinea l’imprenditore Vittorio Procopio, tra i promotori del presidio -. Prima di mollare ci vogliono i risultati, le chiacchiere stanno a zero, le promesse anche, molleremo quando ci diranno faremo questo o faremo quest'altro, altrimenti continueremo ad oltranza. Siamo stremati, stiamo fallendo? Pazienza, lo stiamo facendo per i nostri figli, è per loro che stiamo facendo questo perché dobbiamo dare un segnale forte. Dobbiamo dare un esempio ai nostri figli, devono capire che i loro diritti valgono e devono farli valere e questa è la nostra direttiva».





