Gli incarichi professionali, i rapporti tra funzionari pubblici e professionisti, una consulenza che sarebbe stata sollecitata a una ditta e persino una procedura concorsuale sulla quale pesano sospetti di manipolazione. Il restauro del Duomo di Catanzaro, chiuso dal 2018 dopo alcuni cedimenti strutturali, è finito al centro di un’inchiesta della Procura del capoluogo che punta a fare luce sulla gestione dei lavori e su una serie di presunte irregolarità.

La Guardia di Finanza, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Domenico Assumma, ha notificato nei giorni scorsi un avviso di garanzia alla direttrice della Soprintendenza ai beni culturali, Stefania Argenti, accompagnato da un decreto di perquisizione e sequestro. Le ipotesi di reato contestate sono corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. 

Si tratta di contestazioni ancora da verificare. Per cercare riscontri alle ipotesi investigative, i finanzieri hanno effettuato accertamenti negli uffici della Soprintendenza e acquisito copia dei contenuti dello smartphone e dei supporti informatici della dirigente. Il materiale è ora al vaglio degli investigatori. Per l'indagata, come per ogni persona sottoposta a procedimento penale, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Le nomine incrociate e i due incarichi all'ex funzionario

L'inchiesta, secondo quanto riporta la Gazzetta del Sud, sarebbe partita da un esposto anonimo. Uno dei primi filoni riguarda due incarichi professionali che Argenti avrebbe affidato, tra maggio 2024 e giugno 2025, a un ex funzionario della Soprintendenza ormai in pensione. Affidamenti che, presi singolarmente, sarebbero previsti dalla normativa e non costituirebbero di per sé un’irregolarità.

Gli investigatori, tuttavia, li avrebbero messi in relazione con un'altra nomina arrivata nel febbraio 2025: quella della stessa Argenti a direttrice dei lavori del cantiere del Duomo, gestito dal Provveditorato alle Opere pubbliche. Per gli inquirenti, questa doppia posizione potrebbe aver determinato una situazione di conflitto di interessi, con la dirigente chiamata a svolgere funzioni di controllo in qualità di sovrintendente e, contemporaneamente, a dirigere i lavori.

Un ulteriore elemento riguarda la procedura attraverso la quale è stata conferita la direzione dei lavori. La nomina sarebbe arrivata in seguito a un interpello pubblico redatto da una funzionaria del Provveditorato che, secondo la ricostruzione investigativa, è la moglie dell'ex dipendente della Soprintendenza destinatario dei due incarichi professionali.

L'avviso sarebbe rimasto aperto per appena cinque giorni. In quel periodo sarebbe arrivata una sola candidatura, quella di Argenti, nonostante l'incarico fosse retribuito e prevedesse una corsia preferenziale per il personale dei Provveditorati. Sono circostanze che gli investigatori stanno valutando per ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti e verificare l'eventuale esistenza di accordi illeciti.

La consulenza allo studio del professionista amico

Un secondo filone dell'indagine riguarda la gestione di un'altra parte dei lavori di restauro. Il finanziamento dell'intervento sul Duomo è stato assicurato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal ministero della Cultura, attraverso due distinti appalti. Se nella prima tranche Argenti era stata nominata direttrice dei lavori, nella seconda avrebbe assunto il ruolo di responsabile unico del progetto, il Rup.

È proprio su questa fase che si concentra l'attenzione degli investigatori per una consulenza affidata dalla ditta incaricata della progettazione a uno studio di ingegneria. Secondo l'ipotesi accusatoria, la sovrintendente avrebbe esercitato pressioni sull'operatore economico, inducendolo a rivolgersi a quello specifico studio professionale.

Il beneficiario dell'incarico sarebbe un professionista legato da rapporti di amicizia alla dirigente. A sostegno di questa ricostruzione, gli investigatori avrebbero raccolto intercettazioni e svolto servizi di osservazione. Anche su questo punto sarà necessario verificare il contenuto degli elementi acquisiti e la loro effettiva rilevanza penale.

Il concorso pubblico e il sospetto di una graduatoria alterata

L'ultimo capitolo riguarda una procedura pubblica per la selezione di personale destinato a essere assunto presso la Soprintendenza. In questo caso, l'ipotesi degli inquirenti è che Argenti abbia falsificato alcuni atti per far risultare al primo posto in graduatoria una persona di sua conoscenza.

Anche per ricostruire questa vicenda la Guardia di Finanza si sarebbe avvalsa di intercettazioni. C'è però un particolare: la persona che sarebbe stata favorita, secondo la contestazione, avrebbe poi rifiutato l'incarico. Un elemento che non esaurisce gli accertamenti, ma che entra nella ricostruzione complessiva della vicenda.

Gli accertamenti sui dispositivi sequestrati, mentre il cantiere prosegue

Il lavoro degli investigatori è adesso concentrato soprattutto sull'analisi dei dispositivi informatici e del materiale acquisito durante le perquisizioni. L'obiettivo è verificare se le conversazioni, i rapporti professionali e gli atti amministrativi raccolti possano confermare le ipotesi formulate dalla Procura.

La vicenda giudiziaria si sviluppa intorno a un'opera particolarmente importante per la città. La cattedrale di Catanzaro è chiusa dal 2018, dopo i crolli che hanno reso necessario l'intervento di restauro. I lavori però continuano.