Impugnata la sentenza del Tar che aveva annullato la decadenza della vecchia autorizzazione. I comitati esultano, ma il futuro del parco eolico resta incerto: resta l’allarme per il patrimonio naturalistico delle Serre e per il cammino da Soverato a Pizzo
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La battaglia contro il progetto del parco eolico sulla montagna di San Vito sullo Ionio approda al Consiglio di Stato. La Regione Calabria ha infatti impugnato la sentenza del Tar che, lo scorso primo aprile, aveva annullato il decreto regionale con cui era stata dichiarata la decadenza della vecchia autorizzazione rilasciata alla società proponente. Una decisione che riapre il confronto istituzionale sulla vicenda e viene accolta con soddisfazione dalle associazioni e dai comitati impegnati da anni nell'opposizione all'impianto.
«La mobilitazione civile e seria paga», è il commento affidato a una nota dal Movimento Terra e Libertà Calabria, da Italia Nostra Calabria e Soverato-Guardavalle e dal Coordinamento regionale Controvento. I promotori della protesta considerano il ricorso un segnale importante, pur precisando che non rappresenta ancora la parola fine sulla vicenda. La partita giudiziaria, dunque, resta aperta.
Un progetto contestato da vent'anni
Il progetto eolico, presentato nel 2006 e finito anche al centro di un'inchiesta della magistratura, interessa un'area montana che le associazioni descrivono come un patrimonio naturalistico da tutelare, tra boschi e faggete a ridosso del Parco regionale delle Serre. Da anni cittadini, comitati e amministratori locali contestano l'intervento, ritenuto incompatibile con il valore paesaggistico e ambientale del territorio.
Il ricorso della Regione al Consiglio di Stato arriva dopo la pronuncia del Tar che aveva cancellato il provvedimento con cui la stessa amministrazione regionale aveva dichiarato decaduta la precedente autorizzazione. Per i gruppi ambientalisti, l'impugnazione rappresenta una possibilità concreta di proseguire la battaglia a tutela della montagna, anche se l'esito del contenzioso resta tutto da definire.
Il rischio per il cammino Coast to Coast
Tra le preoccupazioni sollevate dai firmatari c'è anche il futuro del cammino Coast to Coast, il percorso escursionistico ideato da Kalabria Trekking che collega Soverato a Pizzo e richiama ogni anno migliaia di visitatori. Attorno all'itinerario gravitano cooperative e operatori economici che hanno costruito attività e opportunità di lavoro facendo leva sul patrimonio naturalistico, storico e spirituale attraversato dal sentiero.
Secondo le associazioni, l'installazione delle grandi pale eoliche proprio nel cuore del percorso rischierebbe di comprometterne in modo irreversibile l'identità e la fruibilità, con ricadute non soltanto paesaggistiche ed ecologiche, ma anche sociali ed economiche. Una prospettiva che, nella loro valutazione, metterebbe in discussione un modello di sviluppo turistico fondato sulla valorizzazione dei luoghi e sulla loro conservazione.
Le manifestazioni e la pressione sulla Regione
Il ricorso viene letto anche come un possibile risultato della mobilitazione portata avanti negli ultimi mesi. I firmatari richiamano, in particolare, le manifestazioni del 2 agosto al Lago Acero e del 9 ottobre alla Cittadella regionale, oltre alle numerose assemblee organizzate con cittadini e amministratori. Iniziative che hanno tenuto alta l'attenzione pubblica sul progetto e chiesto alle istituzioni di assumere una posizione a tutela del territorio.
La nota si chiude con una rivendicazione politica e ambientale: secondo le associazioni, la protesta dimostra che una mobilitazione partecipata, creativa e basata sulla corretta informazione può spingere cittadini e governanti a muoversi nella stessa direzione. Nel mirino resta quella che i comitati definiscono una logica speculativa, capace di trasformare la montagna in una «zona di sacrificio» senza garantire benefici concreti alle comunità locali.
Il passaggio davanti al Consiglio di Stato sarà ora decisivo per il futuro amministrativo del progetto. Intanto, per chi si oppone all'impianto, il ricorso regionale rappresenta una prima risposta alle richieste avanzate da anni: la difesa della montagna di San Vito e del territorio attraversato dal Coast to Coast.

