Il Tribunale di Catanzaro ha accolto le tesi difensive escludendo sia l’appropriazione di risorse pubbliche sia l’esistenza di un beneficio personale dell’allora presidente della Fondazione
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Il Tribunale di Catanzaro, in accoglimento delle tesi difensive degli avvocati Salvatore Cerra e Francesco Gambardella, ha definito il procedimento penale a carico di Giuseppe Galati, relativo alla Fondazione Calabresi nel Mondo, pronunciando, all’esito del dibattimento, sentenza di assoluzione con formula ampia per un capo d’imputazione, ed il non luogo a procedere per l’altro. La pm Graziella Viscomi aveva invocato la condanna a cinque anni.
«La decisione – riporta una nota degli avvocati – chiarisce in modo significativo la posizione dell’ex presidente della Fondazione ed ex parlamentare della Repubblica, escludendo ogni profilo di responsabilità penale in relazione alla presunta distrazione di fondi pubblici per finalità personali».
L’assoluzione investe uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio, quello concernente la contestata stipula di un contratto di locazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe determinato un vantaggio esclusivo.
«Su tale profilo – fanno sapere i legali –, il Tribunale ha ritenuto non sussistenti le condotte contestate, escludendo sia l’appropriazione di risorse pubbliche sia l’esistenza di un beneficio personale riconducibile a Galati. Le risultanze dibattimentali hanno – dunque – escluso la configurabilità della distrazione di fondi e di un utilizzo delle risorse pubbliche per finalità estranee agli scopi istituzionali, restituendo un quadro coerente e privo di elementi penalmente rilevanti».
«Nel corso del giudizio è infatti emerso come l’operato dell’allora presidente della Fondazione si sia svolto nel perimetro delle finalità istituzionali dell’ente, senza violazioni dei vincoli di destinazione delle risorse regionali né indebite interferenze nella gestione amministrativa», concludono.


