La notizia è arrivata a seguito della riunione della Commissione pubblico spettacolo svoltasi nei giorni scorsi: il Miraya, punto di riferimento della movida e dell'intrattenimento del quartiere Lido, ha comunicato ufficialmente la decisione di chiudere i battenti, dichiarando che non vi sono più le condizioni per fare impresa. Un duro colpo per la vita notturna e il tessuto economico locale che ha subito innescato accese reazioni politiche.

Sulla vicenda è intervenuto con una nota durissima il consigliere comunale del Gruppo Misto, Fabio Celia: «La storia del Miraya non è semplicemente la storia di un locale che chiude, ma è la storia di una città che perde un pezzo importante di economia, di identità e di orgoglio del quartiere Lido. Questo marchio ha portato il nome di Catanzaro oltre i confini regionali, riempendo la marina di vita, giovani, visitatori e prestigio. Oggi prendiamo atto di un comunicato che sa di resa per l'intero territorio».

Celia affronta direttamente il tema delle verifiche amministrative e dei controlli operati dalle autorità competenti: «Sentiamo già i soliti benpensanti parlare di regole, controlli e burocrazia. Sia chiaro: le norme si verificano e si rispettano, nessuno chiede favori o scorciatoie. Ma qui il problema non è il singolo verbale, il problema è squisitamente politico e nessuno può far finta di non vederlo. Quando un’eccellenza che ha investito, rischiato e dato lustro a Catanzaro e all’intera Calabria dichiara di non farcela più, chi governa cosa fa? Si limita a guardare con le mani in tasca? No, chi governa deve sporcarsi le mani: deve convocare le parti, ascoltare e mettersi a un tavolo per trovare una soluzione capaci di coniugare il rispetto della legge con la tutela del lavoro e la difesa di chi produce ricchezza per la nostra terra. Governare significa questo, non fare semplicemente i vigili».

In conclusione, il consigliere del Gruppo Misto rivolge un appello corale a tutte le realtà istituzionali della città e della regione: «È una situazione che chiama in causa tutti: Comune, Regione e istituzioni locali. Tutti devono assumersi le proprie responsabilità sul futuro del territorio. Se il Miraya chiude davvero, non è il momento di rimanere spettatori: è il momento di ribellarsi. Serve un’azione immediata, perché il Miraya non è solo un posto dove si balla: è economia, attrattività ed è il cuore pulsante del quartiere Lido».