Il primo cittadino di Serra San Bruno conta sulla sponda del capoluogo di regione ed anche sulla riapertura del dibattito relativo alla fascia della Calabria centrale
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Di urgente ci sono tante altre situazioni sociali, anche drammatiche, da affrontare, ma la politica con la sua burocrazia fa il suo corso anche a fari spenti. È il caso della richiesta di accorpamento alla provincia di Catanzaro di alcuni comuni vibonesi, che è prossima alle ulteriori tappe.

«E’ un percorso che sapevamo fosse lungo quando l'abbiamo iniziato con le delibere di Consiglio Comunale, – dice al nostro Network LaC Alfredo Barillari, sindaco di Serra San Bruno – adesso c'è il parere della Regione, che non è vincolante, però è importante, quindi noi chiederemo che la Regione si esprima sulla nostra richiesta territoriale di rientrare nella provincia di Catanzaro. Poi faremo step by step«.
Il fronte delle adesioni è rimasto compatto?
«Sì, l'ultimo comune è Brognaturo che ha deliberato a fine luglio, insieme a Mongiana, insieme

a Simbario e appunto Serra San Bruno, che vogliono questo rientro, perché crediamo che tutti i rapporti economici, sociali, storici, siano sul versante ionico e quindi con Catanzaro e vogliamo anche mandare un messaggio ben
preciso, un messaggio che vada ad analizzare il ruolo delle province oggi come oggi, che è svuotato totalmente»
Lei ha sondato già la sponda catanzarese?
«Ho già visto delle reazioni entusiaste – aggiunge il primo cittadino serrese – anche perché con questa iniziativa si riapre il dibattito sull’Area centrale della Calabria, che chiaramente non può essere più ignorato».
C'è una data da cerchiare sul calendario?

«Stiamo pensando anche, come prevede la legge, a un referendum territoriale, quindi saranno gli stessi cittadini magari ad esprimersi, faremo un passaggio nella commissione preposta in Consiglio regionale e poi vedremo chiaramente i prossimi step, passo dopo passo, perchè a mano a mano si aprono anche delle riflessioni politiche importanti».

