La realizzazione della metropolitana di superficie di Catanzaro continua ad animare il dibattito politico locale, ma non senza polemiche. Con una nota, il Segretario Provinciale del Partito Democratico Gregorio Gallello interviene per ristabilire quella che definisce la 'verità storica' di un'opera strategica.

«Alcuni componenti delle forze del centrodestra catanzarese, in questi giorni, si stanno arrampicando sugli specchi per sostenere la sola bontà delle azioni della loro parte politica nel raggiungimento di un obiettivo strategico per la città di Catanzaro: l'inaugurazione della metropolitana di superficie – scrive Gallello – . La cosa non sorprende noi, come non sorprenderà i cittadini e le cittadine catanzaresi che, come gli italiani, stanno conoscendo sempre di più una destra che, ad ogni livello, racconta una realtà altra rispetto a quella esistente prendendosi gioco della verità e, cosa ancora più grave, prendendosi gioco delle Istituzioni della nostra Italia. L'abbiamo visto con la Presidente del Consiglio che, quando occupava i banchi dell'opposizione, rivendicava una certa autorevolezza contro i dinosauri della burocrazia europea ed esigeva autonomia di manovra dinnanzi agli imperialismi contemporanei. Alla fine, quando è andata al governo del Paese, le scelte economiche vengono declinate dalla burocrazia europea e la politica estera viene dettata dagli Stati Uniti d'America».

Nella nota, il segretario provinciale dem aggiunge: «Potremmo fare tanti altri esempi di questa destra che, quando era nelle piazze o dai banchi dell'opposizione, prometteva, come buona tradizione populista impone, la risoluzione di molti problemi e il benessere della "Patria". Le accise sui carburanti, la riforma delle pensioni, la diminuzione della pressione fiscale sono solo degli esempi a carattere triste di come la propaganda, con la destra al governo, superi la realtà. Passerà questa stagione; bisogna solo avere pazienza e forza di resistenza».

Per Gallello «anche la destra calabrese, poi, con in testa il Presidente Occhiuto, sta raccontando da anni uno schema di società calabra che solo lui e i suoi sodali vedono». «È vero che il responso delle urne li ha premiati – prosegue - ma questo non ci esente dal dare un giudizio politico-amministrativo duro. Ricordiamo, a futura memoria, di quanto Occhiuto abbia giocato con le Istituzioni prima dimettendosi e poi ricandidandosi. Questo sfregio istituzionale la dice tutta sulla qualità della nostra destra. La Calabria, oltre a queste posture inedite, si presenta ferma nei suoi adempimenti strutturali più importanti. Lo è nella proposta sanitaria; e qui rischiamo di essere poco precisi nel non descrivere adeguatamente tutti i fallimenti e le nefaste gestioni. La mancanza di una medicina territoriale adeguata, le liste d’attesa bibliche, i servizi sanitari non all’altezza delle richieste e delle esigenze della popolazione calabrese sono la forma più alta di disservizi e di manomissione del diritto essenziale della tutela della salute».

«Siamo al palo per la mancanza di una strategia utile ad arginare il decremento demografico e la fuga dei giovani – sostiene ancora il segretario provinciale dem -; siamo al palo per un balbettio costante nell’affrontare l’impoverimento demografico e dei servizi nelle aree interne (uno dei primi atti del nuovo governo regionale doveva essere il contributo fino a 100.000 euro per chi sceglie di trasferirsi in un paese interno); siamo al palo nelle strategie di connessione fisica e digitale. L’elenco potrebbe essere lungo e pedante, però, lo diciamo con convinzione, speriamo di essere smentiti. Nel rapporto con le realtà locali, con gli enti locali, inoltre, questa gestione regionale (prendiamo per il momento in esame quella pre-elezioni ottobre 2025) è stata quella che nell’ultimo ventennio ha fatto meno bandi rivolti ai comuni. Basterebbe chiedere a chiunque abbia ricoperto il ruolo di sindaco in una qualsiasi comunità calabrese in questi ultimi quattro lustri per sapere se queste affermazioni siano vere o meno. E per fortuna, oltre alla gestione dei soliti fondi comunitari, c’è in essere anche il PNRR con tutto ciò che ne consegue in termini di risorse e di strategie. Ma anche qui, questa fase di racconto edulcorato che ci propinano verrà meno; bisogna avere pazienza e forza di resistenza».

«Il centrodestra catanzarese – si legge in conclusione – , avendo questi riferimenti più in alto, non poteva che emulare alcune abitudini e predisporsi con attenzione all’impostazione narrativa proveniente da Meloni, da Occhiuto e dalle truppe cammellate al seguito. Ecco perché, dinnanzi ad una evidenza storica come l’impegno del centrosinistra per la metropolitana di Catanzaro (penso ai vari Olivo, Loiero, Oliverio…), esso si spinge a prendersi meriti altrui e a innalzare pratiche da continuità amministrativa a visioni strategiche e a efficienza amministrativa per la città capoluogo. Sarà bene, come centrosinistra, differenziarsi in maniera sempre più netta per la qualità delle informazioni e per la difesa del servizio principale che la politica dovrebbe offrire ai propri cittadini: quello della verità. Nel rimarcare con forza alcune differenze si potrebbe giungere a nuovi equilibri amministrativi con eventuali insidie (soprattutto dove una maggioranza chiara non è stata espressa dalle urne), ma è necessario farlo per la serietà, per la chiarezza e per la responsabilità che debbono contraddistinguere un partito politico e, più generosamente, una coalizione politica».