Il sindacato Nursing Up critica duramente il regolamento sull’orario di lavoro del comparto e della dirigenza operante in Azienda Zero approvato, con deliberazione del direttore generale n. 143, lo scorso primo dicembre. «Frutto di un confronto che si è limitato all’indispensabile come tempistica, oramai consuetudine con Azienda Zero» si legge in una nota firmata dalla segreteria regionale.

«In linea generale questo regolamento, a nostro parere, risulta essere estremamente burocratizzato e molto incline a dare enfasi agli aspetti sanzionatori e punitivi, anziché privilegiare la partecipazione, la condivisione e la responsabilizzazione del personale interessato» afferma il segretario regionale Stefano Sisinni. «Si tratta di un regolamento che disciplina il lavoro di personale che rientra nella categoria dei professionisti, con la P maiuscola, e come tale dev’essere trattato.

L’approccio non può essere … “se non ti comporti bene ti metto in punizione in ginocchio dietro la lavagna”, paventando l’ipotesi di provvedimenti disciplinari, alquanto discutibili, per un semplice cambio turno. Oltre a questi aspetti che riguardano l’approccio metodologico/culturale quello che più ci ha spinto a non firmare il regolamento in questione sono stati determinati articoli che, per questioni tecnico/giuridiche, a nostro avviso, contrastano con il vigente CCNL.

Pertanto, ai sensi del D.lgs. n. 165 del 2001, art. 40, comma 3 quinquies risulterebbero nulle, in quanto la contrattazione integrativa non può porsi in contrasto con la contrattazione collettiva nazionale, dovendo svolgersi nelle materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti da quest’ultima. 

In particolare, l’art. 19 comma 5 del regolamento che riconosce al personale che lavora su turni lavorativi H24, quindi al personale del servizio emergenza urgenza, 118 venti minuti per le operazioni di vestizione e passaggio di consegne, distribuiti in dieci minuti in ingresso e dieci minuti in uscita, purché risultanti dalle timbrature effettuate a nostro avviso - afferma ancora Sisinni – contrasterebbe con l’art. 27 comma 14 del CCNL 2022/2024 che, invece, riconosce tale tempo ai lavoratori in modo complessivo, tenendo conto delle timbrature sia in entrata che in uscita senza mettere alcun tetto.

Per comprendere meglio il concetto si può fare un semplice esempio: se un lavoratore con profilo orario 8:00 - 14:00 timbra l’entrata alle 8 e l’uscita alle 14:20 in base al regolamento approvato da Azienda Zero gli verrebbero riconosciuti, come orario di lavoro aggiuntivo, soltanto 10 minuti in uscita, quelle effettuate oltre le 14, precisamente dalle ore 14 alle ore 14:10.

Mentre applicando i principi normativi stabiliti dal CCNL i minuti da considerare, come orario di lavoro aggiuntivo, allo stesso lavoratore sarebbero 20, proprio perché il contratto nazionale riconosce l’orario di lavoro aggiuntivo in modo flessibile e complessivo, sempreché risultante dalle timbrature tra entrata ed uscita».

In sostanza il fatto di aver eliminato la flessibilità, prevista dal contratto nazionale, ed aver inserito il tetto dei 10 minuti in entrata e dei 10 minuti in uscita, secondo il Nursing Up, farebbe perdere molte ore di lavoro al personale dell’area emergenza urgenza.

«Di fatto capita spesso, per ovvi motivi, che chi lavora al SEU 118 deve arrivare prima per dare il cambio al collega stanco dopo 12 ore di lavoro, oppure deve rimanere in servizio oltre il normale orario di lavoro, per cui deve avere il tempo necessario per poter indossare la divisa, svestirsi e anche dare le consegne al collega che inizia il turno successivo di lavoro.

Inoltre, lo stesso art. 19 comma 5 risulta contraddittorio rispetto al precedente comma 4 che, invece recepisce in pieno i dettami del CCNL. In sostanza nell’applicazione pratica si verrebbe a creare una situazione paradossale con un differente trattamento tra gli stessi lavoratori.

Anche l’art. 22 (norme transitorie), che sancisce che le ore in eccedenza rispetto al normale orario di lavoro effettuate dal lavoratore prima dell’entrata in vigore del regolamento, inserite nella banca delle ore, si possono utilizzare soltanto come riposi compensativi, risulta in contrasto con il vigente CCNL comparto sanità che disciplina la materia.

Sta di fatto che proprio l’art. 48 (banca delle ore) stabilisce che le ore accantonate possono essere richieste da ciascun lavoratore o in retribuzione o come riposi compensativi. In questo caso al lavoratore verrebbe tolta la facoltà di decidere in favore della retribuzione delle spettanze.

Ci teniamo a precisare - afferma il segretario regionale - che il Nursing Up in sede di confronto ha dato un importante contributo, per migliorare la bozza iniziale del regolamento proposta dall’Azienda. Diverse nostre proposte sono state accolte, ma si capisce bene che di fronte a tale situazione non potevamo certamente approvare il testo definitivo che ci è stato proposto.

Proprio perché riteniamo che ci siano aspetti di illegittimità il sindacato ha deciso, come prima azione da mettere in atto, di trasmettere la delibera n. 143 del 01/12/2025 al collegio sindacale di Azienda Zero, tramite il proprio ufficio legale, confidando che l’organismo di controllo intervenga per rimettere in discussione l’atto approvato. Intanto nei giorni scorsi era arrivata la nuova convocazione, da parte di Azienda Zero, per giorno 9 gennaio p.v. ma l’incontro è stato successivamente rinviato, con nota del 05 gennaio u.s. – prot. n. 114, a data da destinarsi.

L’ordine del giorno riguardava gli sviluppi delle attività per il passaggio di funzione “Emergenza Urgenza” dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale ad Azienda Zero. La materia è senz’altro complessa e delicata, per cui all’atto del confronto cercheremo di porre molta attenzione a tutela dei lavoratori interessati».

Il Nursing Up in merito all’organizzazione e gestione del SEU 118 ad oggi delegata all’ASP di Cosenza, ha chiesto in più occasioni al direttore generale Miserendino l’attivazione di un apposito tavolo tecnico, necessario per risolvere le tante problematiche, anche molto serie, segnalate dal personale operante, ma finora tale richiesta non è stata accolta, e di fatto permangono numerose criticità.

Sempre il Nursing Up già da più di un anno, esattamente tramite PEC inviata in data 13/12/2024, ha posto la grave questione riguardante la pulizia e sanificazione del vano sanitario dei mezzi di soccorso, che ancora oggi viene garantita dagli infermieri e dagli autisti di ambulanza che si trovano costretti a demansionarsi per garantire il servizio.

Al riguardo il sindacato, visto il lungo silenzio istituzionale, ha già dato mandato al proprio studio legale di procedere con le numerose cause per demansionamento e risarcimento danni ai lavoratori interessati. «Se il buon giorno si vede dal mattino confrontarsi con Azienda Zero sarà sempre più difficile» conclude il Nursing Up.