Dal 2015 al 2024 i dirigenti medici in servizio sono diminuiti del 12,6%. Nel 2025 appena 131 assunzioni a tempo indeterminato contro 316 uscite tra pensionamenti e dimissioni. Il dato più preoccupante riguarda proprio queste ultime: erano 14 nel 2015, sono diventate 155
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La sanità calabrese perde medici e, soprattutto, fatica a rimpiazzarli con assunzioni stabili. È uno dei dati più significativi che emerge dall'analisi decennale di Anaao Assomed sul personale medico ospedaliero del servizio sanitario nazionale, che ricostruisce l'andamento di assunzioni, pensionamenti e dimissioni nelle diverse regioni italiane tra il 2015 e il 2025.
Il caso Calabria
In Calabria il quadro scattato dallo studio è quello di un progressivo indebolimento degli organici. I dirigenti medici in servizio sono passati dai 3.734 del 2015 ai 3.264 del 2024, con una riduzione di 470 unità, pari al 12,6%. Un calo che assume un peso ancora maggiore se confrontato con la dinamica delle uscite. Nel 2025, secondo i dati riportati da Anaao Assomed, sono stati 316 i medici usciti dal sistema tra pensionamenti e dimissioni volontarie, mentre le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state appena 131. Il saldo indicato dallo studio è dunque di -185 unità.
Il boom delle dimissioni
È soprattutto la crescita delle dimissioni volontarie a rappresentare uno dei segnali più evidenti della trasformazione in corso. Nel 2015 in Calabria avevano lasciato volontariamente il servizio appena 14 dirigenti medici, pari allo 0,4% del personale in servizio. Il numero è progressivamente aumentato, raggiungendo 106 dimissioni nel 2021, pari al 3% degli organici. Nel 2024 il fenomeno sembrava essersi ridimensionato, con 42 dimissioni, pari all'1,3%. Ma nel 2025 si registra una nuova e brusca accelerazione: le uscite volontarie arrivano a 155, quasi quattro volte quelle dell'anno precedente.
Secondo la metodologia dello studio, il "trend regionale nel decennio" misura la variazione in punti percentuali della quota di dimissioni volontarie tra il 2015 e il 2025. Per la Calabria il dato è +0,9 punti percentuali. Il dato non equivale automaticamente a un'unica causa: le dimissioni comprendono diverse fattispecie, incluso il passaggio ad altre amministrazioni. Resta però evidente la crescita del fenomeno nel decennio.
Pensionamenti, il picco nel 2023
A pesare sugli organici sono anche i pensionamenti. Nel 2015 erano stati 114, pari al 3,1% dei medici in servizio. La curva è cresciuta negli anni successivi fino a raggiungere il massimo nel 2023, quando i pensionamenti sono stati 241, pari al 7,1%. Nel 2024 le uscite per pensionamento sono scese a 190, corrispondenti al 5,8%. Nel 2025, secondo i dati riportati nello studio, sono state 161. La pressione determinata dai pensionamenti si somma dunque a quella delle dimissioni volontarie, producendo un ricambio che non viene compensato da un numero sufficiente di assunzioni a tempo indeterminato.
Assunzioni stabili in frenata
Anche sul fronte del reclutamento emerge una dinamica significativa. Le assunzioni a tempo indeterminato hanno raggiunto in Calabria due picchi: 332 nel 2018 e 335 nel 2023. Successivamente, però, il numero è diminuito rapidamente: 216 nel 2024 e appena 131 nel 2025. Contemporaneamente, il ricorso alle assunzioni a tempo determinato è rimasto consistente. Dopo i 388 ingressi registrati nel 2015, il dato ha raggiunto il massimo di 404 nel 2024. È una forbice che fotografa una delle criticità messe in evidenza da Anaao Assomed: alla necessità di sostituire i medici che escono dal sistema si accompagna un ricorso significativo a forme di reclutamento non a tempo indeterminato.
Il ruolo del Decreto Calabria
Nel quadro nazionale assume particolare importanza il cosiddetto decreto Calabria, introdotto per consentire, in deroga alle procedure ordinarie, l'ingresso nella dirigenza medica di professionisti in formazione specialistica. Secondo Anaao Assomed, dal 2019 alla fine del 2025 sono stati quasi 10.000 i medici entrati nel servizio sanitario nazionale attraverso questo canale, che sarebbe arrivato a rappresentare fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato a livello nazionale. Nello studio il decreto Calabria viene quindi descritto non più soltanto come una risposta emergenziale alla carenza di specialisti, ma come uno dei principali strumenti attraverso cui il servizio sanitario ha continuato a reclutare personale medico.
Medici uomini sempre più anziani
Un altro elemento riguarda l'età media dei dirigenti medici. In Calabria, tra il 2015 e il 2024, l'età media delle donne è scesa da 52,9 a 52 anni, mentre quella degli uomini è aumentata da 55 a 56,9 anni. Proprio quest'ultimo dato viene indicato da Anaao Assomed come il valore più alto registrato in Italia. La fotografia che ne emerge è quindi quella di un sistema nel quale il ricambio generazionale procede in modo disomogeneo e gli organici continuano a essere sottoposti alla pressione combinata di pensionamenti, dimissioni e difficoltà nel garantire nuove assunzioni stabili.
Una sanità regionale sotto pressione
Il caso calabrese si inserisce in una questione più ampia che riguarda il futuro del personale del servizio sanitario nazionale. Per Anaao Assomed, l'aumento delle borse di specializzazione rappresenta un passo positivo ma non sufficiente: la capacità del servizio sanitario di trattenere i giovani professionisti dipende anche da retribuzioni, condizioni di lavoro, sicurezza, prospettive di carriera e possibilità di conciliare attività professionale e vita privata.
Piano straordinario
Per questo il sindacato propone un piano straordinario articolato in dieci punti, dalla stabilizzazione del percorso previsto dal decreto Calabria al superamento del tetto di spesa per il personale, passando per il rafforzamento delle retribuzioni, la sicurezza negli ospedali, il welfare, gli incentivi per le aree disagiate e un osservatorio nazionale sulle dimissioni.

