Uno spiraglio di sole nella domenica appena trascorsa si è fatto largo tra le nuvole. Abbastanza per rivedere qualche piazza animata, sfilate di maschere, stelle

filanti e coriandoli alzarsi leggeri nell’aria. È il contrasto di questo Carnevale 2026: il colore che prova ad imporsi, mentre l’orizzonte resta carico di pioggia. Da gennaio la regione è stata attraversata da quattro cicloni mediterranei: Harry, Ulrike, Nils e Oriana. Non semplici perturbazioni di passaggio, ma sistemi intensi che hanno colpito in sequenza il territorio con piogge persistenti, raffiche di vento, mareggiate lungo le coste ioniche e tirreniche, frane nelle aree interne, smottamenti e criticità diffuse sulla viabilità provinciale e statale. Un inverno segnato da una pressione continua che non ha lasciato tempo al territorio di assorbire e stabilizzarsi. E adesso un quinto ciclone è atteso nelle prossime ore.

Il dato che colpisce non è soltanto l’intensità dei singoli eventi, ma la loro frequenza ravvicinata. I terreni risultano saturi, i versanti più fragili restano sotto osservazione, i corsi d’acqua vengono monitorati costantemente. Ogni nuova perturbazione trova una Calabria già provata dalla precedente. Il sistema di allertamento del Dipartimento della Protezione Civile è stato attivato più volte dall’inizio dell’anno. L’emergenza è diventata gestione ordinaria. Ma quando l’eccezione si ripete con questa regolarità, significa che lo scenario climatico è cambiato. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha parlato di “preoccupazione per le prossime ore”, richiamando l’attenzione su “torrenti e fiumi in piena” e sulla necessità di accelerare gli interventi contro il dissesto idrogeologico. “Serve accelerare”, ha ribadito, evidenziando come la velocità degli eventi estremi superi spesso i tempi delle procedure amministrative.

Il Mediterraneo continua a registrare temperature superiori alla media stagionale. Un mare più caldo significa maggiore energia disponibile per alimentare sistemi ciclonici intensi e persistenti. Le precipitazioni sono più concentrate, più violente, più brevi. In poche ore può cadere la pioggia di giorni. Ma il clima non basta a spiegare tutto. Consumo di suolo, manutenzione irregolare dei corsi d’acqua, infrastrutture progettate su parametri climatici superati e una diffusa esposizione al rischio idrogeologico rendono il territorio particolarmente vulnerabile. È l’intreccio tra fattori naturali e fragilità strutturali che trasforma il maltempo in emergenza.

Intanto il Carnevale prova a resistere. Non è spensieratezza fuori luogo: è la volontà di non sospendere del tutto la normalità. In molti comuni calabresi si è scelto di rinviare, non cancellare il calendario degli eventi La Calabria, e Catanzaro in particolare, riconosce in Giangurgolo una delle sue figure simboliche più rappresentative: ironico ma fiero, popolare ma mai piegato. Una maschera che attraversa le difficoltà senza perdere dignità. Oggi Giangurgolo diventa metafora di una terra che può essere colpita dal vento e dalla pioggia, ma che non vuole essere definita soltanto dalle emergenze. Il quinto ciclone arriverà. Passerà, come sono passati Harry, Ulrike, Nils e Oriana. La vera questione è se questa sequenza di tempeste segnerà finalmente un cambio di passo. Perché la festa può adattarsi. La sicurezza del territorio no.