Una piazzetta restituita alla memoria collettiva, un nome inciso nella storia della città e un’opera d’arte a custodirne il significato più profondo. Si è svolta questa mattina, in via Eroi 1799, di fronte a Palazzo De Nobili, la cerimonia di inaugurazione della piazzetta dedicata a Federico Tallarico, per tutti “Frico”, partigiano calabrese protagonista della Resistenza in Piemonte e testimone autentico dei valori di libertà e democrazia.
Un momento solenne e partecipato, scandito dal raccoglimento delle istituzioni, dalla presenza degli studenti e dall’emozione dei familiari, nel cuore di una città che ha scelto di riconoscere pubblicamente uno dei suoi figli più coraggiosi.
L’intitolazione, deliberata dalla Giunta comunale di Catanzaro, rappresenta un tassello del percorso di valorizzazione della memoria storica cittadina – iniziati diversi anni fa durante la consiliatura di Rosario Olivo – presente all’iniziativa – , in un tempo in cui il richiamo ai principi antifascisti assume un significato ancora più forte e necessario.
 


A fare gli onori di casa è stato il sindaco Nicola Fiorita, che nel suo intervento ha sottolineato il valore civile dell’iniziativa, ricordando come “Frico” abbia incarnato, con la sua storia personale, il senso più autentico della lotta per la libertà. Accanto a lui il Prefetto Castrese De Rosa, il sindaco di Marcedusa Domenico Garofalo, il direttore dell’Accademia di Belle Arti Virgilio Piccari, il rappresentante provinciale dell’ANPI Mario Vallone e una delegazione di studenti delle scuole cittadine.
Particolarmente toccante il momento dedicato allo scoprimento dell’opera “Fili Libertatis”, realizzata dall’artista Pierluigi Portale e donata dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Un segno artistico permanente che intreccia memoria e futuro, pensato come simbolo di impegno civile e coscienza democratica.
A casa della condizioni meteorologiche avverse, dopo la scopertura dell’opera, la cerimonia si è spostata nella sala Concerti di Palazzo De Nobili dove l’Anpi ha consegnato la tessera ad onorem dell’associazione partigiani ai familiari del compianto Tallarico.

FILI LIBERTATIS
L’opera, realizzata in basalto lavico dell’Etna, è composta da due frammenti di volto privi di connotazioni individuali, orientati in direzioni opposte e sospesi in una condizione di equilibrio precario. Questa instabilità non è casuale, ma nasce dal tentativo dei volti di divincolarsi e separarsi da un elemento rigido e geometrico: una lastra poligonale che simboleggia l’oppressione, il vincolo, la costrizione imposta.
Nel loro slancio di liberazione, i volti restano tuttavia ancora connessi alla struttura centrale attraverso sottili filamenti, simili a colla o residui di un legame forzato. Questi elementi accentuano la tensione tra desiderio di emancipazione e persistenza del controllo, generando una dinamica di
lotta continua che conduce alla centralità e alla verticalità dell’intera composizione. La scelta del materiale assume un valore fortemente simbolico: la durezza e resistenza della roccia lavica, nata da un processo di trasformazione violento e primordiale, diventa metafora della forza
della volontà umana nella ricerca della libertà. Una volontà che, nel corso della storia e in particolare durante la Seconda guerra mondiale, ha spinto uomini e donne a sacrificarsi e affrontare pericoli estremi per sottrarsi all’oppressione e restituire dignità e libertà alla comunità.
L’opera si sviluppa verticalmente per un’altezza di circa tre metri, enfatizzando l’idea di slancio, resistenza e aspirazione verso una condizione di liberazione.