Il corteo partirà da piazza Garibaldi per concludersi all’Area Teti, dove si terrà il concerto finale: attese anche le esibizioni di Eman, Gioman & Killacat, Antheal, Priscilla Drag, Karma B, Simonetta Musitano e numerosi altri artisti
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Catanzaro si prepara a ospitare il suo primo Pride. L’appuntamento è fissato per venerdì 8 agosto, al termine di un calendario di iniziative che accompagnerà la città nelle prossime settimane con incontri, dibattiti e momenti di aggregazione nell’ambito del percorso “Road to Catanzaro Pride”.
La manifestazione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i rappresentanti di Arci Calabria, Arci Equa, dell’Amministrazione Comunale e delle realtà che hanno sostenuto l’iniziativa.
Il corteo partirà da piazza Garibaldi per concludersi all’Area Teti, dove si terrà il concerto finale. Sul palco saliranno BigMama, ospite principale della manifestazione, insieme a Eman, Gioman & Killacat, Antheal, Priscilla Drag, Karma B, Simonetta Musitano e numerosi altri artisti. Il programma prevede anche i talk con Francesco “Chicco” Colella e Vera Dragone, le esibizioni delle performer di Arci Equa, il dj set del Muccassassina e quello di Freddy, Trisha, Dylan Jay e Adriana Perulli.
Bressi: «Il Pride è uno strumento per costruire una città migliore»
Ad aprire gli interventi è stato il presidente di Arci Calabria, Rosario Bressi, che ha sottolineato come il Pride rappresenti un percorso culturale prima ancora che un evento. «A ogni iniziativa vediamo volti nuovi e, soprattutto, vediamo persone della comunità LGBTQIA+ che normalmente non partecipano alla vita sociale della città sentirsi finalmente a proprio agio nell’occupare quegli spazi», ha spiegato. Per Bressi l’obiettivo non è organizzare iniziative rivolte esclusivamente alla comunità LGBTQIA+, ma contribuire alla costruzione di una città più inclusiva. «Vogliamo costruire una città migliore per tutte e tutti. La comunità LGBTQIA+ è il punto da cui partiamo, ma non il punto in cui vogliamo fermarci».
Carpanzano: «Dietro questo Pride c’è un grande noi»
Il presidente di Arci Equa e portavoce del Catanzaro Pride, Giovanni Carpanzano, ha voluto innanzitutto ringraziare le decine di persone, associazioni, sindacati, partiti e collettivi che hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione. «Il risultato che vedete oggi è frutto di un lavoro collettivo», ha affermato. Carpanzano ha ribadito che il Pride sarà sì una festa, ma anche un momento di riflessione.
«Le persone che saliranno su quel palco non sono le etichette con cui troppo spesso vengono insultate. Sono persone. Se oggi siamo qui è perché qualcosa sta cambiando, ma tutto questo non l’ha costruito una persona sola. Dietro questo progetto c’è un “noi” enorme.»
Il sostegno dell’amministrazione comunale
Nel corso della conferenza è stato ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale all’iniziativa. La vicesindaca Giuseppina Iemma ha definito il Pride un’occasione per promuovere una cultura dell’accoglienza e del rispetto. «Questo non è un evento dedicato soltanto alla comunità LGBTQIA+, ma a tutte le persone che credono nella libertà, nell’uguaglianza e nel contrasto a ogni forma di discriminazione».
L’assessora all’Ambiente Irene Colosimo ha parlato del Pride come di «un motivo di orgoglio per l’intera città», auspicando che possa diventare un appuntamento stabile negli anni. Sulla stessa linea anche la consigliera comunale delegata del sindaco Daniela Palaia, secondo cui il sostegno al Pride rappresenta «un cambio di passo nelle politiche cittadine sui diritti civili» e l’inizio di un percorso destinato a proseguire.
Fiorita: «È già un fatto storico»
A chiudere gli interventi è stato il sindaco Nicola Fiorita, che ha definito il primo Pride di Catanzaro «un fatto storico». «Questa città non aveva mai ospitato un Pride. Non aveva mai dedicato le sue piazze e il proprio impegno istituzionale a un evento come questo. Credo che, già solo per questo, il Pride abbia contribuito a cambiare il modo in cui Catanzaro guarda a sé stessa e viene percepita anche all’esterno.»
La testimonianza della Chiesa Valdese
Tra gli interventi anche quello della pastora della Chiesa Evangelica Valdese di Catanzaro, Giuseppina Bagnato, che ha ricordato il lungo percorso di apertura della Chiesa Valdese nei confronti delle persone LGBTQIA+. «I movimenti per i diritti ci insegnano che il cambiamento è sempre una scelta. Le marce non si fanno da soli, si fanno insieme», ha dichiarato, sottolineando come anche le realtà di fede possano contribuire alla costruzione di una società più inclusiva.
Una città che si mette in cammino
L’8 agosto Catanzaro ospiterà il suo primo Pride. Di per sé è un dato di cronaca. Ma è anche il segnale di una città che sceglie di aprire uno spazio pubblico di confronto su temi che per troppo tempo sono rimasti ai margini del dibattito. Non significa che le discriminazioni siano finite, né che le differenze di vedute siano scomparse.
Significa, però, riconoscere che una comunità cresce quando nessuno è costretto a sentirsi invisibile. Ed è probabilmente questa la sfida più importante che il primo Catanzaro Pride consegna alla città: trasformare una giornata di festa in un punto di partenza, più che di arrivo.




