Un lungo corteo si è snodato questo pomeriggio sul lungomare di Catanzaro, animato da associazioni e collettivi cittadini in occasione della giornata internazionale della donna. “Lotto marzo. Noi lottiamo”, questo il titolo dell’iniziativa organizzata dalla Casa del Popolo, dal Collettivo Aurora e da Colli Attivi con il sostegno di Usb, che ha registrato una ampia partecipazione.

«Il corteo di oggi è il risultato di un percorso collettivo costruito durante assemblee aperte» hanno dichiarato le attiviste Cassandra Castro e Claudia Gullà. «Si propone di essere il punto di partenza di un processo di costruzione dal basso di una lotta femminista intersezionale, militante, antirazzista, contro ogni forma di discriminazione e di violenza e che raccolga le necessità reali delle soggettività oppresse. Il femminismo è una lotta più che mai attuale, specialmente in Calabria, dove le disparità sono ancora troppo elevate e gli spazi inclusivi sono ancora limitati».

«Abbiamo voluto fortemente intraprendere un percorso atto alla realizzazione di questo corteo – hanno aggiunto – perché abbiamo sentito ma anche intercettato diverse necessità. Da un lato l’esigenza di poter esprimere la propria individualità anche quando non corrispondente a definizioni binarie; e di poterlo fare in uno spazio sicuro e inclusivo. Dall’altro quella di una socialità diversa, costruita dal basso e staccata dalle logiche di mercato, distaccata dalla dinamica del consumo e costruita su relazioni e ascolto».

«Come Usb abbiamo sempre sostenuto e promosso lo sciopero per l'8 marzo ponendoci al fianco di manifestazioni e del movimento femminista e transfemminista presente in tutte le città d'Italia» » ha dichiarato Rosa Mattei, responsabile legale Usb

«Siamo sempre stati al fianco delle donne che subiscono molestie e discriminazioni sul lavoro. E' molto bello che quest'anno, per la prima volta, Catanzaro sia presente in questa manifestazione che sta riscuotendo un successo più ampio di quanto sperato. Quello che ci auguriamo è di riuscire a proseguire questo confronto con tutte le soggettività che si avvicineranno a noi per arrivare l'anno prossimo ed essere più pronte, più preparate e anche molte di più numericamente».

«Otto marzo all’insegna della difesa dei diritti delle donne e di tutte le persone transessuali e non binarie» ha sottolineato Luigia Allevato, avvocato e attivista. «Il diritto delle donne deve essere inteso come tutela della propria autodeterminazione, elemento messo oggi in crisi dal ddl Bongiorno. Disegno di legge che da vittime trasforma le donne in persone che devono quasi giustificarsi per ciò di cui sono state vittime».