Sarà l'unica manifestazione dell'orgoglio LGBTQIA+ in Calabria per il 2026. L'amministrazione comunale rilancia la sfida culturale: «Sui diritti civili non si arretra di un centimetro»
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Sabato 8 agosto 2026 segnerà una svolta storica per il capoluogo calabrese. Per la prima volta nella sua storia, le strade di Catanzaro ospiteranno l'onda colorata, festosa e rivendicativa del Pride. La data è stata ufficializzata nel corso di una conferenza stampa densa di significato, svoltasi nella cornice istituzionale della sala concerti di Palazzo De Nobili. L'evento assume quest'anno una rilevanza strategica che va ben oltre i confini comunali: si tratterà infatti dell'unica grande manifestazione dell'orgoglio LGBTQIA+ a tenersi sul territorio regionale nel corso del 2026, catalizzando il sostegno e l'adesione di diversi movimenti, partiti e sigle.
Il percorso è già tracciato: la sfilata si svilupperà sul lungomare del quartiere Lido per culminare in una grande assemblea politica e di festa nella suggestiva zona del porto. Un appuntamento che si preannuncia massivo, sostenuto formalmente da una rete che unisce Arcigay Cosenza, Arcigay Reggio Calabria, Due Mari e Agedo. L'obiettivo dichiarato è trasformare la parata in un momento di visibilità collettiva e inclusione, capace di parlare in modo aperto e trasparente a tutta la cittadinanza.
«Il Pride a Catanzaro è un evento importantissimo, unico nel suo genere – ha spiegato con emozione Giovanni Carpanzano, presidente di Arci Equa – . Ci riempie di orgoglio poterlo fare qui. Sarà una meravigliosa parata fino al porto, dove leggeremo il nostro manifesto, che la Giunta comunale approverà ufficializzando il suo sostegno. Il Pride continuerà a esistere finché non avremo tutti gli stessi diritti».
Nel suo intervento, Carpanzano ha voluto scardinare la retorica dell'inutilità della manifestazione con esempi tangibili tratti dalla quotidianità delle famiglie arcobaleno e delle persone transgender: «Spesso l'ignoranza, intesa nel senso latino del termine ovvero l'ignorare le cose, porta le persone a commentare dicendo che i diritti ci sono già e non serve manifestare. Non è così. Io e mio marito non abbiamo gli stessi diritti di genitorialità nei confronti di nostro figlio Enea. Una persona trans deve affrontare una trafila lunghissima, scontrandosi spesso con medici obiettori di coscienza o cisgender, vedendo allontanarsi il proprio percorso di affermazione di genere. È per questo che siamo qui».
La manifestazione dell'8 agosto non si esaurirà nella sola parata, ma sarà arricchita da una serata di celebrazione sul palco del porto, che vedrà la partecipazione di figure di rilievo pubblico. Tra le prime presenze confermate spicca la celebre Priscilla Drag nel ruolo di madrina d'eccezione, affiancata da Chicco Colella e dal critico e influencer cinematografico lametino Francesco Gullo.
Il forte valore politico della piazza catanzarese emerge anche in risposta a un quadro normativo ed esecutivo nazionale percepito come stringente dalle realtà sociali. Un'analisi marcata da Rosario Bressi, Presidente di Arci Calabria, che ha inquadrato l'evento all'interno dell'attuale contesto socio-politico: «È un evento storico, un'occasione per sperimentare un modello di città inclusiva che non ha paura e scaccia gli stereotipi condizionati dal giudizio altrui. Il Pride non è divisivo, è una festa in cui la visibilità si fa politica e prende posizione. Viviamo un periodo nazionale delicato: i decreti sicurezza del governo dimostrano che anche manifestare per i propri diritti può significare un fermo preventivo. Il periodo non è bello, ma proprio per questo siamo convinti che muoversi sia l'unica cosa da fare».
Questo legame di solidarietà e accoglienza ha trovato una sponda immediata e convinta del Comune, presente in prima linea a sostegno della piattaforma di rivendicazione. A ribadire il pieno appoggio di Palazzo De Nobili è stato il presidente del consiglio comunale, Gianmichele Bosco, che insieme alla consigliera Daniela Palaia ha espresso profondo entusiasmo.
«L'amministrazione comunale c'è ed è felicissima di questo evento – ha dichiarato fermamente Bosco –. Questo primo Pride deve rappresentare l'abbattimento di tutti i pregiudizi e dei muri che essi generano. Sosteniamo questa iniziativa sin dal principio perché sui diritti civili non si arretra neanche di un centimetro. Purtroppo nel 2026 c'è ancora chi sceglie l'auto-esclusione, vittima del rancore e della rabbia: chi aggiunge diritti non toglie nulla a nessuno, e chi resta ancorato ai pregiudizi si perderà solo una meravigliosa festa di libertà».
La marcia di avvicinamento all'8 agosto non sarà però un'attesa passiva, ma sarà scandita da un cartellone di eventi formativi e culturali, pensati per radicare il dibattito nel tessuto urbano e dialogare direttamente con la popolazione nei diversi quartieri.


