Il Movimento Terra e Libertà e il Coordinamento Controvento chiamano a raccolta cittadini e amministratori contro il progetto del parco eolico, rivendicando una transizione ecologica «rispettosa dell'ambiente e delle comunità locali»
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«L’energia rinnovabile in Italia si è manifestata ed imposta all’interno della logica bellica del sacrificio: protetta dallo scudo normativo ma incostituzionale dell’interesse nazionale prevalente ha preteso che sul suo altare si immolassero i territori, la loro vita economica e sociale con gli ecosistemi, la biodiversità, la storia, la spiritualità e la cultura. Non ha abbracciato, invece, la logica pacifista dell’armonia, dell’inserimento felice, calibrato sulle caratteristiche di ogni luogo, senza consumo di suolo e occupazione del mare, policentrico, finalizzato al raggiungimento di una produzione e di una gestione collettive e democratiche.
I nodi di questa impostazione prepotente e vandalica sono venuti al pettine: i territori – si legge nella nota diffusa dal Movimento Terra e Libertà-Calabria Coordinamento regionale Controvento-per il paesaggio e il territorio calabrese – cercano di non essere impiccati al capestro di una transizione insostenibile, contrastano la decarbonizzazione / truffa perché vogliono la decarbonizzazione vera, rispettosa delle matrici ambientali e delle attività ed esigenze di chi li abita. Ma nei territori, purtroppo, si sono incistati pure gli ascari, coloro che lavorano per favorire i profitti di gruppi finanziari internazionali, come fa la società a capitale risibile Parco eolico San Vito s.r.l., cavalier servente del fondo infrastrutturale statunitense JP Morgan.
Il 2 agosto nella montagna sopra San Vito sullo Jonio un popolo in cammino, con una biblica marcia verso la dignità e la consapevolezza, esprimerà il bisogno di confronto con i decisori politici e la volontà di bloccare il progetto dei ricconi americani presentato dai loro vassalli, pronti a piazzare un impianto eolico industriale nel bel mezzo del percorso Coast to coast di Kalabria Trekking, che richiama ogni anno 30-40 mila visitatori e alimenta un indotto di attività connesse al turismo di qualità e ai prodotti locali. La gente delle Serre Occidentali, sospinta dagli organizzatori del “Kalabria Eco Fest” e guidata dai sindaci di Polia e Monterosso Calabro, Luca Alessandro e Antonio Lampasi, partirà dalla faggeta della Gigghiara per raggiungere Passo Napoli dove la popolazione della dorsale orientale e dell’altopiano convergerà muovendo dal Lago Acero con il sindaco di Serra San Bruno Alfredo Barillari, il sindaco di Petrizzi Giulio Santopolo, quello di Chiaravalle Centrale Domenico Donato e altri amministratori in testa.
Una marcia per la fine della guerra coloniale – continua nella nota il Movimento Terra e Libertà-Calabria – per la cessazione della rapina di risorse ed opportunità, per la possibilità di dedicarsi ad attività lavorative dignitose e liberamente scelte. Il movimento che si è organizzato e consolidato in questi anni ha un respiro come minimo nazionale, e la questione dell’impianto progettato a San Vito contro le attività economiche locali e contro l’ambiente è paradigmatica: riassume e rappresenta altri casi scellerati dello stesso tenore.
Perciò, per esempio, parteciperanno all’iniziativa, convinti della necessità dell’unione delle vertenze e della contestazione delle cause del fenomeno (un affare privato garantito da troppo generose sovvenzioni pubbliche), anche i contadini di Maierato, minacciati nelle loro coltivazioni di grano Rosìa da un progetto di mega impianto fotovoltaico, che hanno dato vita nei giorni scorsi a una partecipatissima assemblea pubblica; ci saranno alcuni componenti del Comitato spontaneo Costa Viola, che fronteggia un assurdo progetto per un impianto idroelettrico a pompaggio dell’acqua marina, candidatosi a massacrare Scilla, Favazzina, Melìa e tutto il loro celebrato comprensorio, e non mancheranno i vivaci Pacciamanti, presenti in numerose aree della Calabria, che praticano l’ecoagricoltura e stili di vita ecocompatibili. Tante realtà geografiche insieme alle Serre per far prevalere la giustizia e il buon senso, l’energia rinnovabile come cura del Pianeta e non più come cancro mascherato di verde».



