Il consigliere Parisi (Azione) sollecita l'amministrazione: «Servono mappatura certa, sanzioni contro gli abusi e un albero per ogni neonato. Serve responsabilità verso il patrimonio collettivo»
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«Catanzaro al 12° posto nella classifica sulla qualità del clima pubblicata da Il Sole 24 Ore. L’indagine, svolta insieme a 3BMeteo, colloca il capoluogo calabrese tra le città con le migliori condizioni climatiche: basso indice di calore, buona circolazione dell’aria, numero medio di giorni freddi all’anno e altri indicatori positivi. Tutte qualità che rappresentano un dono della natura ma che, allo stesso tempo, richiedono cura, responsabilità e tutela da parte della comunità», è quanto si legge in un comunicato stampa diramato dal consigliere comunale Gianni Parisi di Azione.
«Proprio per questo – prosegue la nota – oggi più che mai — anche alla luce dei numerosi episodi di taglio, eradicazione, potatura e capitozzatura che hanno interessato e continuano a interessare la città di Catanzaro e la sua provincia — appare urgente dare piena attuazione alla Legge 14 gennaio 2013, n. 10, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, pubblicata in G.U. il 1° febbraio 2013. Si tratta di una normativa nata per garantire la salvaguardia degli alberi monumentali e per creare una mappatura dell’intero patrimonio arboreo nazionale, così da assicurarne una tutela adeguata. La normativa è stata inoltre recepita dalla Regione Calabria con la Legge regionale 7 dicembre 2009, n. 47, che avrebbe dovuto trovare piena applicazione anche nei comuni calabresi, chiamati a darne concreta attuazione. È bene ricordare che anche gli alberi fanno parte del patrimonio collettivo pubblico: sono un bene comune e, come tali, devono essere amministrati, valorizzati e protetti. Bene l’iniziativa, presentata dall’Assessore Colosimo, di monitoraggio strumentale dello stato di salute delle alberature urbane della nostra città in collaborazione istituzionale con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria».
«Ma Catanzaro – afferma Parisi – essendo un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, dovrebbe :
1. porre a dimora un albero per ogni neonato, nel periodo più idoneo alla piantumazione;
2. censire e classificare, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, gli alberi piantati;
3. rendere pubblico il bilancio arboreo del Comune due mesi prima della scadenza naturale del mandato del Sindaco uscente, indicando il numero di alberi presenti all’inizio e alla fine del mandato;
4. censire gli alberi monumentali, i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, storico e culturale, al fine di garantirne la tutela e la salvaguardia.
Perché il nostro Comune non riesce ad adeguarsi a questa normativa, rappresentando così un esempio di civiltà e di tutela ambientale anche per i comuni limitrofi?
Perché, invece, un patrimonio verde così prezioso sembra essere lasciato troppo spesso alla mercé di vandali e piromani?
Disponiamo di una mappatura certa degli alberi distrutti dagli incendi estivi che negli ultimi anni hanno colpito il nostro territorio?
Siamo in grado di quantificare con precisione quanto patrimonio boschivo abbiamo perso?
Sappiamo quali specie arboree risultano più colpite dagli incendi, dai tagli indiscriminati e dalle potature drastiche e non segnalate?
È stata valutata l’entità dei danni arrecati all’habitat faunistico strettamente legato alla presenza degli alberi? Troppi alberi rischiano di scomparire per mano di individui senza scrupoli che privano la collettività di un bene di valore inestimabile.
Abbiamo davvero considerato i danni che questa incuria provoca al patrimonio naturale e alla salute dei cittadini?».
Ed ancora: «L’attuazione della legge e il conseguente censimento arboreo con mappatura territoriale consentirebbero di:
• prevenire attività dannose per alberi e arbusti;
• programmare interventi di gestione ordinaria e straordinaria;
• applicare sanzioni — da 5.000 a 100.000 euro — in caso di abbattimento o danneggiamento illegittimo, condotte che costituiscono comunque reato.
Gli alberi secolari sono un patrimonio di tutti e devono essere difesi dallo scempio dell’abusivismo e dell’incuria.
Oppure preferiamo limitarci a riempirci la bocca con i principi del “green deal” senza tradurli in azioni concrete?
Quale sarà, ad esempio, il futuro della Pineta di Siano con il suo parco, luogo di straordinario valore naturalistico e sociale per l’intera cittadinanza? Dopo il terribile incendio che nell’estate del 2021 ha devastato l’area per giorni, sembra che questo patrimonio non rientri tra le priorità dell’amministrazione comunale.
Eppure in Consiglio comunale siedono anche qualificati esperti del settore, oltre a un’amministrazione che si definisce attenta ai temi ambientali. Fino ad oggi, tuttavia, non si è potuto ascoltare nulla di concreto in merito a mappatura, rimboschimento e tutela della Pineta.
In conclusione, si rivolge un invito all’Assessore competente e all’intero Consiglio comunale, all’indirizzo del quale sarà proposta specifica mozione, affinché si proceda finalmente all’attuazione della Legge 14 gennaio 2013, n. 10, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, e della Legge regionale 7 dicembre 2009, n. 47, “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali, dei boschi vetusti, dei filari, delle alberate e della flora spontanea di alto pregio della Calabria”. Sarebbe un segnale importante di crescita civile, rispetto per l’ambiente e maturità istituzionale per tutta la comunità».

