È stata la Casa delle Culture del Palazzo della Provincia di Catanzaro a ospitare un confronto serrato sulla riforma della disabilità, promosso dalla Cgil Area Vasta Catanzaro–Crotone–Vibo Valentia. Al centro del dibattito il Decreto legislativo numero 62 del 2024, un provvedimento che ambisce a scardinare il vecchio sistema assistenzialistico per approdare a una presa in carico globale della persona. La Calabria, in questo scenario, si ritaglia un ruolo di primo piano: da regione spesso in affanno, si riscopre oggi laboratorio nazionale, essendo l'unica realtà in Italia ad aver esteso la fase sperimentale del nuovo sistema a tutte le sue cinque province.

L’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface ha sottolineato come la riforma segni «una trasformazione profonda del sistema welfare calabrese», spiegando che l'obiettivo è superare un approccio parcellizzato. Secondo l'assessore, «si passa da un sistema frammentato, concentrato su prestazioni singole, dipartimentali e compartimentali, ad un sistema unitario che mette al centro la persona». Questo processo avviene attraverso la costruzione di un progetto di vita basato sui bisogni effettivi del singolo. Straface ha poi rivendicato la scelta politica della Regione: «Siamo di fronte ad una scelta di responsabilità istituzionale dove la Regione Calabria vuole governare questa trasformazione. Si passa da un sistema esclusivamente sanitario e assistenzialistico e si va verso la costruzione di un sistema che mette al centro la persona. Quindi avremo salute, autonomia, contesto familiare, relazionale, opportunità di inclusione lavorativa e abitativa».

Sul fronte operativo, i dati presentati dal direttore dell’Inps Calabria Giuseppe Greco, fotografano una realtà confortante. Greco ha confermato che la Calabria è l’unica regione in Italia ad aver scelto di entrare completamente nella sperimentazione e che, proprio grazie all'esperienza maturata negli anni, oggi vanta primati significativi. Il direttore ha infatti dichiarato che «sulla valutazione di base, la Calabria oggi ha i migliori tempi in Italia: non è più fanalino di coda, ma una realtà di riferimento nazionale». Tuttavia, lo stesso Greco ha chiarito che la sfida si sposta ora sulla fase multidimensionale, dove si registrano ancora difficoltà «perché non si tratta solo di valutazioni sanitarie, ma di comprendere i bisogni reali delle persone». 

Dal lato sindacale, la Cgil ha ribadito la propria disponibilità al confronto, pur mantenendo un ruolo di stimolo e vigilanza. Gianfranco Trotta, segretario generale Cgil Calabria, ha evidenziato come nel percorso di vita debbano trovare spazio l'assistenza, il lavoro e il "dopo di noi". Trotta ha lanciato un appello alla politica affinché ascolti le parti sociali: «Chiediamo alla Regione che deve coordinare il tutto di sentire che in questo percorso i soggetti interessati». Il segretario ha poi posto l'accento sul tema dell'occupazione, definendo il lavoro «un diritto che viene poco esercitato specialmente in una Regione come la nostra» e lodando la forza comunicativa delle persone con disabilità.

Ad allargare il cerchio delle riflessioni è stato Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta, il quale ha ricordato che la validità di una norma si misura sulla sua applicazione pratica. Scalese ha affermato con convinzione che «non basta fare delle riforme ma poi le riforme vanno calate sui territori», ponendo l'accento sulla necessità di una sintesi complessiva che garantisca diritti fondamentali oggi carenti. Lo spirito dell'iniziativa, ha concluso il segretario, è quello di «portare avanti un ragionamento affinché una riforma non rimanga solo sulla carta ma vada sui territori», con l'obiettivo ultimo di dare finalmente dignità e inclusione reale a tutti i cittadini.