C'è un modo diverso di inseguire un sogno. È quello di non fare necessariamente le valigie. Di non considerare la propria terra un punto di partenza dal quale fuggire, ma il luogo dal quale cominciare a costruire qualcosa.

La storia di Rocco Vitaliano, 22 anni, stilista e soprattutto artigiano di Girifalco, racconta proprio questo. Un giovane che ha scelto di scommettere sulla propria passione e, contemporaneamente, sulla Calabria. Lo ha fatto recuperando una tradizione antica, quella della tessitura, e trasformandola in qualcosa di contemporaneo: abiti, accessori e creazioni capaci di portare nel mondo il nome del piccolo centro del Catanzarese.

Vitaliano è stato protagonista di una puntata del format “L'Intervista”, in onda su LaC OnAir, canale 17 del digitale terrestre, dove ha raccontato il suo percorso, il rapporto con le proprie radici e quella scelta che oggi assume quasi il valore di un manifesto: restare per costruire.

Il giovane stilista di Girifalco Rocco Vitaliano è intervenuto in una puntata del format "L'intervista" in onda dalla suite aeroportuale di Lamezia Terme su LaC On Air. Un'occasione per raccontare del suo percorso professionale e del suo impegno nel custodire le antiche tradizioni tessili calabresi.

A Girifalco ha dato vita al suo laboratorio, un luogo nel quale il passato non è un ricordo da conservare sotto una teca, ma una materia viva da lavorare. Qui utilizza antichi telai, alcuni dei quali recuperati con fatica, e produce autonomamente le proprie fibre, dal lino alla seta fino alla ginestra. Un processo che parte dalla materia prima e arriva al prodotto finito.

«Più che stilista sono un artigiano», ha spiegato durante l'intervista ai microfoni del network LaC. Una definizione che racconta bene la sua idea di moda: recuperare ciò che rischiava di scomparire e restituirgli una nuova vita.

La sua storia comincia molto presto. A tre anni, accanto alla nonna paterna, una delle sarte più abili di Girifalco. Prima la macchina da cucire, poi il desiderio di andare oltre. A 15 anni comincia a cercare i primi telai, investendo i risparmi accumulati attraverso piccoli lavori. Alcuni erano abbandonati nelle soffitte, altri erano stati addirittura bruciati o gettati via. Lui li ha recuperati, uno dopo l'altro.

È una storia di moda, ma anche di memoria. Perché nei tessuti di Rocco Vitaliano ci sono i motivi della tradizione calabrese, le tecniche tramandate dalle generazioni precedenti e persino i canti che un tempo accompagnavano le donne mentre tessevano. E c'è soprattutto la volontà di dimostrare che ciò che appartiene al passato può diventare una risorsa per il futuro.

La stessa filosofia emerge nel lavoro sulla ginestra, fibra naturale presente nella macchia mediterranea e recuperata attraverso procedimenti completamente manuali. Vitaliano ha anche coinvolto la comunità di Girifalco in momenti dedicati alla riscoperta di queste tecniche, riportando le persone a toccare con mano una fatica che apparteneva alla vita quotidiana delle nonne e dei nonni.

E poi c'è il riciclo. Gli scarti tessili non vengono necessariamente considerati rifiuti, ma possono diventare nuova materia. Strisce di stoffa, ritagli e tessuti destinati a essere buttati possono trasformarsi in borse, tappeti e altri oggetti. È il filo che unisce tutta la sua esperienza: recuperare, trasformare, tramandare.

Ma forse il messaggio più forte arriva quando Rocco parla dei giovani. Perché la sua storia non vuole essere soltanto quella di un ragazzo che è riuscito a trasformare una passione in un lavoro. Vuole diventare un esempio. «La nostra terra ha tantissimo potenziale. Siamo noi giovani che dobbiamo solo saperlo sfruttare», ha detto. Parole che assumono un significato ancora più profondo perché arrivano da chi avrebbe potuto scegliere altre strade e invece ha deciso di investire proprio a Girifalco.

Il suo sogno, però, non è piccolo. Al contrario, guarda lontano: aprire negozi in tutto il mondo, vendere le proprie creazioni oltre i confini italiani, farsi conoscere internazionalmente. Ma senza cancellare il luogo da cui tutto è partito. Anzi, portandolo con sé.

È questa, forse, la sua idea più potente: non scegliere tra Calabria e mondo. Portare la Calabria nel mondo. E così anche un abito può diventare una forma di promozione del territorio. Alla fine dell'intervista, il messaggio di Rocco è diretto ai ragazzi calabresi: «Credete nei vostri sogni e giorno dopo giorno portateli avanti, facciamo qualcosa nel nostro territorio».

Non è un invito a rinunciare al mondo. È l'esatto contrario. È l'idea che si possa guardare lontano senza dimenticare da dove si è partiti.