Alla Cittadella regionale di Catanzaro partecipatissimo confronto tra assessore Straface, Ordine degli assistenti sociali e qualche rappresentante dei Comuni
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Si chiamano Leps, livelli essenziali delle prestazioni sociali e sono i diversi servizi che i comuni sono obbligati a derogare in modo omogeneo, assicurando ogni diritto senza differenze.
Alla Cittadella di Catanzaro un partecipatissimo confronto con l'ordine degli assistenti sociali. Dobbiamo mettere nelle condizioni le persone in qualsiasi luogo della Calabria si trovino di poter avere un accesso ad un nucleo di servizi certi, esigibili ma soprattutto di qualità.Tre i temi strategici, dimissioni protette, pronto intervento sociale, supervisione professionale.
Quando un anziano esce da un ospedale e deve andare presso la sua famiglia o presso una struttura deve avere la continuità assistenziale. Persone che abitano sotto i ponti, senza tetto, quando parliamo di donne che devono lasciare la propria abitazione, quando parliamo di minori fragili c'è la necessità di attivare subito il pronto intervento sociale.
Tutto questo farà parte del piano sociale. Una cabina di regia controllerà modalità e risultati. Ci sarà soprattutto la capacità di verificare come le risorse incidono sulla vita delle persone. Perché è vero che in Calabria ci sono ambiti che funzionano e quando funzionano gli ambiti devono diventare un patrimonio comune per quegli ambiti che non funziona
I lavori ed il bilancio
I lavori della giornata sono stati introdotti dalla presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, Sonia Bruzzese, e moderati da Mario Gatto, funzionario del Dipartimento per l’Inclusione sociale, la Sussidiarietà e il Welfare di comunità della Regione Calabria, e da Alessandra Mesoraca dell’Ordine degli Assistenti sociali.
L’approfondimento si è articolato in tre panel tematici dedicati ai singoli Leps, durante i quali sono state analizzate criticità applicative, esperienze territoriali e proposte operative, successivamente condivise in sessione plenaria. Un percorso di confronto finalizzato a individuare soluzioni concrete e a rafforzare il coordinamento tra istituzioni e professionisti del sistema sociale calabrese.
L’evento, accreditato dall’Ordine degli Assistenti sociali della Calabria, riconosce 5 crediti formativi, di cui 2 deontologici.
A margine dell’iniziativa, l’assessore Straface ha tracciato anche un bilancio del lavoro svolto dalla Regione Calabria per il recupero delle risorse destinate alle politiche sociali.
“Dal momento del mio insediamento – ha spiegato l’assessore – grazie al lavoro portato avanti dal dipartimento regionale, insieme agli Ambiti territoriali sociali, siamo riusciti a sbloccare tre annualità di risorse. Un risultato che non riguarda soltanto le rendicontazioni, ma anche il rafforzamento delle attività di monitoraggio e controllo sull’effettivo utilizzo di tali somme”.
“Abbiamo sbloccato – ha proseguito – 50 milioni di euro sul Fondo nazionale per le non autosufficienze e altri 50 milioni sul Fondo nazionale per le politiche sociali. Un risultato particolarmente significativo riguarda anche il programma Dopo di Noi, per il quale ci trovavamo nella condizione di dover restituire tre milioni di euro al Ministero. Oggi, invece, grazie al lavoro di recupero e riallineamento amministrativo, il Ministero destinerà alla Calabria sette milioni di euro, risorse fondamentali per sostenere percorsi di autonomia, inclusione sociale e qualità della vita delle persone con disabilità”.
“ Vogliamo – ha concluso l’assessore Straface - che ogni euro destinato al welfare si traduca in servizi, opportunità e risposte concrete per i cittadini calabresi”.

