Il magistrato subentra a Salvatore Curcio procuratore a Catanzaro. Nella città della piana da sostituto ha già coordinato numerose inchieste contro la criminalità organizzata
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Si è insediato a Lamezia il nuovo procuratore della Repubblica Elio Romano. Questa mattina la cerimonia ufficiale avvenuta stamattina alla presenza, fra gli altri, del presidente del Tribunale, Giovanni Garofalo, della presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, del procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio, del procuratore della Dda catanzarese, Salvatore Curcio.
«Il primo passo sarà quello di calarmi nel nuovo ruolo che, giocoforza, dovrà avere un aspetto organizzativo molto importante rispetto a quando ero un semplice sostituto, e chiaramente poi individuare quelle che sono le priorità. E nel territorio di Lamezia ci sono tante priorità, dai reati ambientali fino ad arrivare a quelli più gravi che possono essere quelli contro la pubblica amministrazione, oppure addirittura gli omicidi, reati contro il patrimonio» – ha detto il nuovo procuratore.
Romano era stato nominato dal plenum del Consiglio superiore della magistratura dopo la decisione della quinta commissione che aveva indicato il magistrato all'unanimità. Già sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, subentra a Salvatore Curcio procuratore a Catanzaro. Quella di Lamezia è una piazza conosciuta dal magistrato dove ha coordinato numerose inchieste contro la criminalità organizzata scardinando diverse cosche.
Un ritorno a Lamezia, dunque, per Romano che poi, soffermandosi con i giornalisti ha ricordato la precedente esperienza in città da sostituto. «Sono arrivato come sostituto qui il 30 settembre del '99 e di lì a poco purtroppo si scatenava la terza guerra di 'ndrangheta dall'indomani della sentenza 'Primi passi'. Poi - ha evidenziato - il mio percorso è proseguito per 10 anni qui, successivamente sono andato a Catanzaro dove, come Direzione distrettuale antimafia, ho continuato ad occuparmi della zona di Lamezia, quindi diciamo che la conosco abbastanza bene».

