Il cinema come occasione di crescita per i giovani e volano di sviluppo per la Calabria: è la scommessa lanciata da SMEET – Meeting del cinema nel Sud Mediterraneo, che nella sua prima edizione ha trasformato il Complesso Monumentale del San Giovanni, a Catanzaro, in un punto d’incontro tra autori emergenti, produttori e professionisti affermati nel panorama nazionale dell’audiovisivo.

Tre giorni di formazione, confronto e nuove relazioni, culminati nel Pitch Day, con dodici progetti di lungometraggio presentati a quindici realtà produttive. Un’esperienza che punta a lasciare un segno oltre la manifestazione, costruendo opportunità concrete per chi vuole fare cinema e rafforzando il ruolo del territorio nella geografia dell’industria audiovisiva.

«È stato un importante meeting che ha messo insieme giovani registi  provenienti da tutto il territorio italiano, qui per lavorare con grandi professionisti del cinema e affinare i progetti da presentare ai produttori» ha dichiarato l’assessora alla cultura Donatella Monteverdi. «Il mercato del cinema non è molto diffuso alle nostre latitudini, ma c’è grande entusiasmo per quello che stiamo sperimentando. Cerchiamo di dare il nostro contributo creando format interessanti per i giovani e per la città».

Per Monteverdi, il valore dell’iniziativa risiede anche nella possibilità direstituire alla comunità uno spazio di incontro e crescita: «Il nostro senso di comunità si recupera offrendo alla cittadinanza, soprattutto ai giovani, la possibilità di dialogare e confrontarsi con il resto del mondo».

Soddisfatto anche il sindaco Nicola Fiorita, che ha definito SMEET «un’idea ambiziosa trasformata in un grande successo, capace di fare di Catanzaro un luogo in cui scambiarsi idee, ragionare sulla formazione e sulle possibili progettualità future». 

Al centro del progetto c’è la volontà di creare un ponte tra i giovani autori e il mercato audiovisivo, portando in Calabria competenze e relazioni che spesso si concentrano altrove. «Quando ero piccolo e volevo fare cinema, non c’era nessuna possibilità di formarsi. Un meeting con professionisti era

inimmaginabile» ha ricordato Mauro Lamanna, attore e regista calabrese e programmer della sezione Film sul Mediterraneo. «Stiamo cercando di offrire al territorio la possibilità di inserirsi nel panorama nazionale delle eccellenze. Siamo sicuri che da qui potrà nascere una nuova generazione di cineasti, capaci di attraversare il territorio nazionale. Stiamo portando in questa città il nostro circuito di relazioni per aiutare i giovani a costruire il proprio percorso».

A tracciare un bilancio della prima edizione è  stato anche il regista Alessandro Grande, che ha curato la sezione Formazione e Industry: «Sono molto soddisfatto della qualità degli incontri e dell’apprezzamento che autori e produttori arrivati da tutta Italia hanno riservato al nostro territorio» ha affermato. «Credo che il senso più profondo di SMEET sia creare le condizioni

affinché persone, idee e sensibilità diverse possano incontrarsi, superando le distanze geografiche e professionali. Perché il cinema nasce dalle storie, ma prende forma soprattutto attraverso le relazioni che siamo capaci di costruire».

Il legame tra cinema e territorio, storie e identità dei luoghi è emerso anche dalle parole di Matteo Paolillo, tra gli ospiti di SMEET Nights, la rassegna che ha accompagnato le proiezioni con incontri aperti al pubblico. «È giusto valorizzare anche i nostri territori, spesso dimenticati, che in realtà sono pieni di storie da raccontare, talenti e idee. È giusto investire sui nostri territori» ha

sottolineato.

Tra gli ospiti anche Aurora Ruffino, protagonista del talk che ha preceduto la proiezione di Io non ho paura di Gabriele Salvatores. «Questa rassegna è un regalo per i giovani talenti» ha detto l’attrice, che ha condiviso con il pubblico la propria esperienza professionale: «Ho iniziato a 19 anni, ho studiato tanto e spero di poter trasmettere agli altri il coraggio per realizzare i propri sogni». Per Ruffino, il ritorno in Calabria ha anche un significato personale: «Sono stata cresciuta dai miei nonni calabresi, di Guardavalle. Qui trascorrevo le mie estati, mi sono sempre sentita più calabrese» ha raccontato.

Altrettanto legato alle sue origini calabresi è anche Cristiano Caccamo, ospite della serata dedicata a Malèna di Giuseppe Tornatore, che ha richiamato una delle difficoltà più grandi per chi vuole affermarsi nel mondo dello spettacolo: «Trovare il modo di farsi sentire è la cosa più difficile.

Soprattutto i momenti formativi sono molto importanti per sostenere i giovani che stanno cercando la propria strada nel mondo del cinema».

Finanziato nell’ambito della Strategia Urbana Integrata di Catanzaro – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027 e affidato per l’organizzazione a Indaco Film, SMEET ha intrecciato la sezione professionale, curata da Grande e Lamanna, con gli appuntamenti rivolti alla cittadinanza. Il programma ha coinvolto dodici autori selezionati tra cento candidati, accompagnati nello sviluppo dei loro progetti dai mentor Teresa Pasquini, Marco Compiani e Mirco Da Lio, e ha proposto masterclass di sceneggiatura e regia con Carlo Sironi, oltre a un approfondimento sul rapporto tra cinema e territorio con la Calabria Film Commission. Le proiezioni e gli incontri con gli ospiti hanno completato un programma che ha voluto tenere insieme industria e partecipazione culturale,

professionisti e cittadini.

La sfida, adesso, è consolidare le relazioni avviate e accompagnare i progetti verso nuove opportunità produttive. Il valore del Meeting si misurerà anche nella capacità di trasformare gli incontri in collaborazioni e le idee in film. Perché, come ha sottolineato Luca Marino di Indaco

Film, fiducioso nelle prospettive future di SMEET, «investire nei talenti significa anche investire nel futuro culturale ed economico del territorio».