Non sarà soltanto una grande festa del gusto. La terza edizione de “La Cena Straordinaria” vuole lasciare qualcosa di concreto alla città di Catanzaro, trasformando una serata dedicata all’enogastronomia in un’occasione di inclusione, lavoro e solidarietà.

È questo il cuore dell’edizione 2026 dell’evento, presentato nella Sala Verde della Cittadella regionale di Catanzaro e promosso dall’associazione “Città del Vento”, presieduta da Alessandro Astorino. Dal 4 al 6 settembre il capoluogo calabrese sarà protagonista di un appuntamento che mette insieme alta cucina, valorizzazione del territorio, arte, spettacolo e soprattutto impegno sociale.

La novità più significativa riguarda proprio la destinazione del ricavato. Una parte dei fondi raccolti sarà infatti destinata alla realizzazione di “PittaPop”, una “pitteria popolare” che dovrebbe nascere nel centro storico di Catanzaro attraverso una cooperativa sociale. L’obiettivo è ambizioso: creare concrete opportunità di lavoro per persone con disabilità e altre fragilità, coinvolgendo anche ragazzi che stanno affrontando percorsi alternativi alla detenzione.

A spiegare il progetto, tra gli altri, è stato Vincenzo Merante, dell’associazione Città del Sole: «Quest’anno abbiamo pensato di lasciare qualcosa alla città, all’intero territorio». Da qui l’idea di finanziare l’apertura della pitteria, legando il progetto a uno dei simboli della tradizione gastronomica catanzarese, la pitta. Un prodotto identitario che diventa così anche uno strumento per costruire autonomia, partecipazione e futuro.

«PittaPop» nasce dunque con una doppia ambizione: valorizzare un prodotto della tradizione e trasformarlo in un'opportunità di inclusione attraverso il lavoro. Un modello nel quale la cucina non è soltanto cultura e promozione del territorio, ma può diventare anche uno spazio concreto di riscatto sociale.

Il progetto ha incassato il sostegno della Regione Calabria. L’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo ha sottolineato come la manifestazione rappresenti un’occasione per mostrare una Calabria capace di valorizzare le proprie eccellenze e, allo stesso tempo, di mettere la solidarietà al centro.

«La Calabria migliore scende in piazza e scende per una cena», ha detto Gallo, evidenziando anche il valore della scelta di destinare le risorse raccolte alla nuova cooperativa che realizzerà PittaPop. Particolarmente importante, secondo l’assessore, è proprio l’attenzione rivolta alle persone con disabilità, anche alla luce delle opportunità che il settore agroalimentare può offrire.

Ma la solidarietà viaggerà insieme alla grande cucina. Sono mille i commensali attesi, per una tavolata lunga circa 400 metri che il 6 settembre trasformerà Corso Mazzini in un enorme ristorante a cielo aperto. Ai fornelli alcuni dei più importanti chef calabresi: Caterina Ceraudo, Antonio Abbruzzino, Luca Abbruzzino, Antonio Biafora, Luigi Lepore, Nino Rossi e Riccardo Sculli, chiamati a interpretare e valorizzare le eccellenze della regione.

L’edizione 2026, inoltre, si amplia a tre giornate. Il 4 e 5 settembre il Chiostro del Complesso Monumentale San Giovanni ospiterà i “Percorsi del Gusto”, con degustazioni, incontri e racconti dedicati ai prodotti e alle tradizioni enogastronomiche calabresi. Una delle novità sarà la mostra curata da Massimo Sirelli al Chiostro del Complesso monumentale del San Giovanni che vedrà protagonisti 10 artisti. Il 6 settembre sarà invece il momento della grande tavolata di Corso Mazzini.

Un programma pensato per raccontare una Calabria capace di esprimere qualità e creatività, ma anche di restituire valore alla propria comunità.

Ed è proprio questo il significato più profondo della Cena Straordinaria: sedersi tutti allo stesso tavolo per condividere non soltanto un pasto, ma un’idea di futuro. Perché dietro mille piatti, centinaia di metri di tavola e le mani degli chef stellati c’è un obiettivo ancora più importante: trasformare la convivialità in un’occasione di lavoro per chi rischia di rimanere ai margini.

La vera portata straordinaria, quest’anno, potrebbe essere proprio questa: una cena che finisce a tavola, ma che prova a cominciare da lì a costruire nuove possibilità.