Per due anni ha alternato lo studio con le cure oncologiche, senza mai fermare neanche gli impegni da sacerdote. Grande festa ora per il conseguimento del Diploma accademico di I Livello in Direzione di Coro e Composizione Corale
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Per oltre due anni ha alternato le stanze del reparto di Ematologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro alle aule del Conservatorio Fausto Torrefranca di Vibo Valentia, senza interrompere il ministero sacerdotale, lo studio e l'attività musicale. Sabato quel percorso, segnato insieme dalla malattia e dall'impegno accademico, si è concluso con il conseguimento del Diploma Accademico di I Livello in Direzione di Coro e Composizione Corale.
Il riconoscimento è stato conferito a don Pino Latelli nell'Auditorium dello Spirito Santo del Conservatorio di Vibo Valentia, al termine di una prova che ha unito ricerca musicologica e direzione corale.
Don Pino ha discusso la tesi dal titolo “Riforma Liturgica e Innovazione Musicale: Analisi della Sacrosanctum Concilium come Fondamento per la Musica Sacra Post-Conciliare”, dedicata al ruolo della Costituzione conciliare nell'evoluzione della musica liturgica dopo il Concilio Vaticano II. Un lavoro che ha approfondito il rapporto tra tradizione e rinnovamento pastorale nella musica sacra contemporanea.
La commissione, presieduta dalla vicedirettrice del Conservatorio Chiara Macrì, in sostituzione del direttore Francescantonio Pollice, era composta da Gianfranco Cambareri, relatore della tesi, Sergio Coniglio, Gaetano Costa e Francesco Caruso. Tra il pubblico era presente anche la correlatrice Mateja Černič, oggi docente al Conservatorio "Vincenzo Bellini" di Catania.
Dopo la discussione dell'elaborato, la prova finale è proseguita con la direzione del Coro del Conservatorio in un programma dedicato alla musica sacra con composizioni di Domenico Bartolucci, Quirino Gasparini, Giuseppe Liberto e Morten Lauridsen, concluso dall'esecuzione della composizione originale di don Pino, “Il mio cuore cerca Te, Signor”. Il coro, preparato dal maestro Gianfranco Cambareri, ha accompagnato la prova offrendo un'interpretazione che ha raccolto l'apprezzamento del pubblico presente.
Ma il significato della giornata è andato oltre il conseguimento del titolo accademico. Negli ultimi due anni, infatti, il percorso universitario si è intrecciato con quello delle cure. Un periodo durante il quale don Pino ha continuato a dirigere cori, comporre musica e svolgere il proprio servizio sacerdotale.
È infatti il rettore della Rettoria della Beata Vergine Addolorata di Lamezia Terme-Sambiase, parroco emerito della Beata Vergine del Carmine, canonico del Capitolo Cattedrale e direttore del Coro polifonico "La Corale" di Feroleto Antico. Una testimonianza la sua che è stata richiamata anche durante la celebrazione eucaristica, animata dai cori della Rettoria della Beata Vergine Addolorata di Sambiase e della Parrocchia, accompagnati da Enzo Perri e Domenico Sacco alle chitarre e da Ferruccio Messinese e Pasqualino Scaramuzzino all'organo.
Il parroco della Parrocchia della Pietà, don Emanuele Gigliotti, ha voluto soffermarsi soprattutto sul valore umano del percorso affrontato dal sacerdote: «Don Pino è un esempio per tutti noi: ci sta insegnando con i suoi gesti che, nonostante la grave malattia, la vita va affrontata non rassegnandosi o chiudendosi nella sofferenza, ma aprendosi alla fiducia in Dio e alla speranza. Rappresenta una testimonianza di coraggio, perseveranza e amore per la vita e per la cultura».
E ancora: «Nonostante la malattia è fedele agli impegni del suo ministero sacerdotale: anche quest'anno è stato sempre presente e puntuale».
Alle sue parole si è unito il consigliere comunale Giancarlo Nicotera, che ha collegato l'esperienza di don Pino al significato del Premio "Si può", nato proprio nella Parrocchia della Pietà: «Anche nel mio ruolo di consigliere comunale desidero dirle grazie, a nome della nostra comunità, per averci donato questa testimonianza. Ci ha mostrato che nella vita si può sempre continuare a crescere e ad andare avanti. La città, con gioia, è orgogliosa di lei». Secondo Nicotera, il cammino compiuto dal sacerdote rappresenta «un incoraggiamento soprattutto per i giovani», dimostrando come studio, fede e formazione possano proseguire anche nei momenti più difficili.
La giornata si è poi conclusa con il concerto del Coro della Rettoria della Beata Vergine Addolorata di Sambiase e del Coro Polifonico "La Corale" di Feroleto Antico, diretto dallo stesso don Pino.
Tra i presenti anche volontari e pazienti dell'Acmo, l'Associazione calabrese malati oncologici, che ha accompagnato il sacerdote durante il percorso di cura. Nel suo saluto conclusivo, don Pino ha voluto rivolgere un pensiero proprio all'associazione. Ha ringraziato i volontari per il servizio svolto ogni giorno accanto ai malati oncologici, ricordando come i pazienti siano «compagni di viaggio» accomunati dalla sofferenza ma anche dalla speranza, e sottolineando il valore di un'associazione che offre quotidianamente accoglienza, accompagnamento e sostegno umano.
La serata si è infine conclusa con un momento di fraternità tra coristi, volontari, pazienti, amici e fedeli, a suggellare una giornata nella quale il traguardo accademico si è intrecciato con una vicenda personale vissuta tra corsie d'ospedale, aule del Conservatorio e servizio pastorale.

