I primi cittadini insieme per l'iniziativa promossa da LaC rilanciano il loro ruolo di presidio delle comunità e chiedono più risorse, collaborazione istituzionale e interventi concreti delle istituzioni
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I sindaci sono stati i veri protagonisti della serata di Falerna dedicata alla Meravigliosa Calabria, alle sue straordinarie bellezze e alle grandi sfide che ne condizionano il futuro. L’iniziativa promossa da LaC ha avuto il merito di restituire finalmente la parola a chi vive e amministra ogni giorno i territori: gli amministratori locali, arrivati numerosi da ogni parte della regione per confrontarsi, avanzare proposte, condividere esperienze e indicare possibili soluzioni.
Dal nord al sud della Calabria, dalle città ai piccoli borghi, dal Tirreno allo Ionio, passando per la montagna e le aree interne, è emersa una voce unitaria: quella di sindaci che rivendicano con orgoglio il proprio ruolo istituzionale e chiedono di essere ascoltati dalla Regione e dal Governo nazionale.
Molti hanno sottolineato come, con l’attuale governo regionale, sia stato possibile instaurare un dialogo e un confronto costante, non sempre facile né scontato, ma oggi ritenuto indispensabile per affrontare insieme il governo di una regione complessa, dalle grandi città fino ai centri più periferici. Una terra dalla storia millenaria e dal patrimonio ambientale e paesaggistico tra i più preziosi d’Europa, ma anche una terra che continua a fare i conti con uno spopolamento sempre più drammatico, con la fuga dei giovani, la carenza di servizi essenziali e le difficoltà che gravano soprattutto sulle aree interne.
Eppure, nonostante tutto, da Falerna è arrivato un messaggio di speranza e determinazione. I sindaci hanno rivendicato con orgoglio e dignità il loro impegno quotidiano, spesso silenzioso, per promuovere i rispettivi territori, difendere le comunità e costruire, giorno dopo giorno, il futuro della Calabria.
Le loro richieste sono chiare: una collaborazione più stretta tra tutti i livelli istituzionali, maggiori risorse per i Comuni, una distribuzione più equa dei finanziamenti, il riconoscimento del merito amministrativo e un sostegno concreto a chi ogni giorno tutela il territorio, valorizza il paesaggio, difende l’ambiente e mantiene vive comunità sempre più esposte al rischio dello spopolamento.
L’incontro di Falerna ha rappresentato anche qualcosa di più: il tentativo di costruire una rete stabile tra amministratori che condividono problemi, responsabilità e idee. Una Calabria che non si rassegna al declino, ma continua a credere nella possibilità di invertire una tendenza che oggi appare sempre più preoccupante.
Al centro del confronto è tornato inevitabilmente il tema dello spopolamento, insieme alla cronica insufficienza di risorse che penalizza soprattutto i piccoli Comuni. Da qui la richiesta di un coordinamento permanente tra le amministrazioni, capace di trasformare le idee in progetti e i progetti in concrete opportunità di sviluppo.
Più di ogni altra cosa, però, è emersa la consapevolezza del ruolo che i sindaci svolgono quotidianamente. Sono il volto dello Stato nelle comunità, spesso l’unica istituzione realmente presente nei territori più lontani e più fragili. Sono i primi ai quali i cittadini si rivolgono per chiedere aiuto, avanzare proposte, segnalare problemi e pretendere risposte.
Da Falerna è arrivato un messaggio forte e inequivocabile: basta con il vittimismo e con la rassegnazione. I sindaci calabresi rivendicano orgoglio, dignità istituzionale e coraggio. Chiedono rispetto per il lavoro che svolgono e il pieno riconoscimento del loro ruolo di autentico presidio della democrazia. Perché sono loro, ogni giorno, nelle aree interne, nei piccoli borghi e nei territori più periferici del Paese, a rappresentare il primo e più vicino volto dello Stato, il punto di riferimento delle comunità e l’ultimo argine contro l’abbandono e lo spopolamento.



