Circa un centinaio di mezzi pesanti alla Cittadella regionale. Derenzo: «Cerchiamo un tavolo con la governance calabrese per arrivare al governo centrale»
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Sono circa un centinaio i mezzi pesanti che sono confluiti nel parcheggio della Cittadella a Catanzaro, aderendo così alla manifestazione indetta da Fedralog contro il caro carburante. Alla base della mobilitazione vi è infatti il prezzo insostenibile del caro carburante, che ha reso improduttiva ogni attività. Presenti alla manifestazione anche alcuni agricoltori provenienti da Caraffa e San Floro, che hanno aderito alle ragioni della protesta del movimento Territorio e Agricoltura.
«L'olio nuovo extravergine biologico me lo comprano a 4,00-4,50 euro al chilo, ma i costi di produzione aumentano. Il gasolio è aumentato a 1,70 euro al litro e la manodopera, nemmeno specializzata, la pago 60 euro alla giornata, oltre ai contributi», ha spiegato Giuseppe La Croce, agricoltore catanzarese e autotrasportatore. «Dobbiamo tutelare e vendere prima il nostro olio – ha aggiunto –, abbiamo ancora le cisterne piene».
Alla manifestazione è presente anche Angelo Derenzo, referente provinciale di Fedralog, che spiega le ragioni della mobilitazione: «Noi siamo qui da stamattina alle sette, è una manifestazione pacifica per fare sentire alle istituzioni la nostra presenza».
«Stiamo cercando un tavolo di confronto con la governance calabrese affinché potremmo arrivare al governo centrale per tutta la problematica che stiamo vivendo, per il carovita, per il caro carburante, per una serie di cose che ormai il settore è da diversi mesi in ginocchio, oggi più di ieri», ha aggiunto Derenzo. Sul peso del caro carburante sulle attività degli autotrasportatori, il referente provinciale di Fedralog sottolinea: «Il caro carburante ha inciso il 40%, oggi come oggi abbiamo un costo del 40% in più rispetto ai mesi scorsi».
Derenzo commenta anche l'annuncio del presidente della Regione Calabria relativo a misure per 15 milioni di euro a sostegno delle aziend: «Io ho letto che il presidente ha annunciato 15 milioni di euro per le aziende, non so come vengono suddivise, non so quale sarà il parametro di divisione, però è già un segnale di aiuto».
«Sono stato sempre fiducioso nel presidente della Regione perché è molto attento alle problematiche – ha aggiunto in conclusione –, però purtroppo c'è un problema imminente che non si può andare più avanti».
«A fine anno rischio di non arrivarci»
«La situazione è drammatica. Sono un autotrasportatore calabrese, ho 29 anni e oggi conto 27 dipendenti. Non è bello pensare che a fine anno rischio di non arrivarci e quindi spero che chi ha il potere di intervenire lo faccia al più presto», ha aggiunto Giuseppe Bonadio, titolare di una ditta di autotrasporto di Lamezia Terme. «Da quattro anni, come associazione Fedralog, chiediamo alla Giunta un tavolo tecnico in modo da poter rappresentare i problemi che affliggono il settore dell’autotrasporto calabrese. Il caro carburante, arrivato a costi mai raggiunti prima, ha portato a una situazione drammatica, perché tante aziende oggi rischiano di chiudere realmente. Abbiamo una tassazione esagerata e il carburante alle stelle».
«Un’azienda di autotrasporto si attesta su un utile annuo dal 3% al 5% dei ricavi. Ad oggi, con il carburante a 2 euro e 42 centesimi, non si può. Quella di Eni è stata per noi autotrasportatori una beffa, non ci agevola perché scarichiamo da un’extra-rete. Dopo sette mesi con il carburante a questi prezzi non abbiamo più liquidità».
«Siamo alla canna del gas, non si può più andare avanti»
«Siamo alla canna del gas, non si può più andare avanti: gasolio, autostrada, tutto aumentato, tutti i prodotti», ha aggiunto Michele Cozza, di Fagnano Castello, in provincia di Cosenza. «Siamo qui per protestare affinché la Regione trasferisca le nostre istanze al Governo centrale».
L’autotrasportatore spiega che «basterebbe dimezzare le accise e l’Iva sulle accise, già il gasolio scende a 1,70 euro e possiamo lavorare». Secondo Cozza, il Governo dovrebbe poi intervenire per calmierare i prezzi dell’autostrada: «Non ci sono 100 metri di autostrada percorribile in sicurezza e noi paghiamo pure di più». L’autotrasportatore aggiunge che anche la Regione dovrebbe fare di più: «Ma non con le promessine da 15 milioni che non si sa quando e come verranno distribuiti, quando siamo già finiti, quando saremo già in fallimento. Siamo qui con il cuore in mano».

