In una nota puntano il dito contro le tante inefficienza: viabilità, emergenza idrica e igiene urbana. «La politica deve assumersi la responsabilità del proprio fallimento»
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«Non è più tempo di attese, né di tolleranza verso una gestione della cosa pubblica che sembra aver smarrito la sua funzione primaria: garantire i servizi essenziali e la sicurezza dei propri amministrati». Lo si legge in una nota del Comitato “Villaggio Le Roccelle” di Borgia.
Secondo il comitato, «il quartiere Le Roccelle versa oggi in uno stato di degrado inaccettabile, vittima di un’inerzia amministrativa che ne sta compromettendo non solo il valore immobiliare e sociale, ma la stessa incolumità dei residenti.
È necessario denunciare con forza una situazione che ha superato il limite della decenza:
- viabilità e infrastrutture al collasso, il manto stradale, ridotto a un colabrodo di buche profonde, rappresenta un pericolo costante per automobilisti e pedoni. A questo si aggiunge la preoccupante condizione del cavalcavia di accesso al mare, nodo vitale per il territorio che necessita di interventi urgenti e certificati.
- emergenza idrica e igiene urbana: la carenza costante di acqua potabile è una ferita aperta che umilia quotidianamente le famiglie, aggravata da una gestione della raccolta rifiuti che appare insufficiente e priva di una visione di decoro urbano.
- sicurezza e spazi sociali: il parchetto giochi, che dovrebbe essere il cuore pulsante della socialità per i più piccoli, è oggi un simbolo di incuria e potenziale pericolo.
Un’amministrazione che non tutela i luoghi dell’infanzia – si legge nella nota – è un’amministrazione che sta rinunciando al futuro. Il rispetto della legalità e dell’impegno verso la comunità non si misura nelle promesse elettorali, ma nella manutenzione ordinaria e nella capacità di ascolto del territorio. Vedere un quartiere dalle potenzialità straordinarie come Le Roccelle abbandonato a se stesso è un insulto al senso civico e alla dignità di chi paga le tasse e merita servizi efficienti.
Non si richiede più un tavolo tecnico e un cronoprogramma certo degli interventi di ripristino perché lo abbiamo più volte richiesto. La cittadinanza non accetterà più risposte elusive o silenzi istituzionali. La politica deve tornare a essere servizio, trasparenza e cura del dettaglio, oppure deve assumersi la responsabilità del proprio fallimento davanti ai cittadini. Il prossimo passo sarà alla Procura della Repubblica.
La resilienza di una comunità si vede dalla sua capacità di pretendere il meglio per il proprio territorio. È ora che Borgia e le sue periferie tornino a respirare».

