Il pm ha invocato anche la condanna del professore Mollace e del dirigente dell’Asp veterinaria Caparello. Secondo l’accusa sono stati commessi gravi illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive
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Il pubblico ministero della Procura di Catanzaro, Saverio Sapia, ha invocato al termine della propria requisitoria nove condanne e un’assoluzione nell’ambito del procedimento denominato Grecale che contempla la presenza di un’associazione per delinquere, all’interno dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, che avrebbe commesso gravi illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (detti stabulari), all’interno dell’ateneo catanzarese, nei quali venivano fatte sperimentazioni per progetti di ricerca.
Il pm ha chiesto la condanna di Giuseppe Caparello (direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro) a 5 anni e 4 mesi di reclusione; Maria Caparello (figlia di Giuseppe Caparello, accusata di corruzione perché ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie al rapporto corruttivo tra il padre e l’ex rettore), 2 anni e 8 mesi; Luciano Conforto (veterinario Asp addetto alle ispezioni negli stabulari), un anno; Luca Gallelli (membro della commissione di concorso per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica), 2 anni e 4 mesi; Vincenzo Mollace (professore universitario, responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari incriminati), un anno e 4 mesi; Emilio Russo (sperimentatore e supervisore delle sperimentazioni), 9 mesi; Pierfrancesco Tassone (responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari), 9 mesi; Daniele Torella (responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari), 2 anni e 6 mesi; Domenico Voci (veterinario dell’Asp addetto ai controlli negli stabulari), 9 mesi. Chiesta l’assoluzione di Vincenzo Musolino.
Parti civili e responsabili civili
In questo processo si sono costituite parte civile diverse associazioni animaliste mentre l’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’Asp di Catanzaro e il ministero della Salute, si sono dovuti costituire come responsabili civili.
Gli enti pubblici – che non hanno mai voluto costituirsi parte civile – erano stati citati quali responsabili civili da alcune associazioni animaliste. Richiesta accolta dal gup Gilda Danila Romano. Si tratta di enti pubblici che avrebbero potuto chiedere un risarcimento e rischiano ora di dover risarcire. Umg, Asp e Ministero hanno chiesto di essere estromessi perché sostengono di non essere responsabili per quanto avvenuto nei due stabulari interessati dall’inchiesta “Grecale” dove le cavie, è la tesi accusatoria, venivano maltrattate, uccise crudelmente, tenute in condizioni precarie. E questo avrebbe creato un danno non solo agli animali ma anche alla ricerca perché si rischia di falsare l’attendibilità di una ricerca dal momento che una cavia sottoposta a stress non risponde in maniera attendibile alla sperimentazione.


