Il 26 giugno 2026 potrà essere ricordato come una giornata che ha unito due popoli, con la cerimonia di gemellaggio tra la Biblioteca Vincenziana di Davoli e la Biblioteca Pubblica di Kolomyja, cittadina Ucraina. L’iniziativa non vuole essere un semplice accordo istituzionale, ma una vera e propria collaborazione che possa aiutare a rafforzare il rapporto tra i nostri Paesi attraverso la cultura.

La cerimonia, tenutasi nel pomeriggio presso la Biblioteca del comune del Basso Ionio e moderata da Maria Antonietta Corapi, dopo i saluti iniziali, ha visto la partecipazione del coro Berehynya e della Corale della Parrocchia di S.Roberto Bellarmino impegnati nel canto degli inni nazionali dei due Paesi.

Subito dopo, la parola è passata ai rappresentanti della Biblioteca di Kolomyja, in collegamento dall’Ucraina, scelta per questo gemellaggio grazie alla collaborazione tra la Biblioteca Vincenziana di Davoli e l’Associazione Kolos: «Oggi non firmiamo semplicemente un accordo di collaborazione, ma apriamo una nuova pagina di amicizia, di comprensione reciproca e di scambio culturale tra Ucraina e Italia. Le biblioteche sono luoghi in cui nasce il dialogo, si custodisce la memoria e si costruisce il futuro. Attraverso i libri, la cultura e l’incontro tra le persone, edifichiamo ponti tra Paesi, città e comunità, rafforzando i valori della solidarietà e della reciproca conoscenza. Ci auguriamo che questo accordo sia l’inizio di una lunga e proficua amicizia, capace di creare nuove opportunità di collaborazione e di crescita».

Alle parole cariche di speranza giunte dall’Ucraina ha fatto eco l’intervento del vicesindaco di Davoli, Salvatore Pittelli, che ha espresso la forte vicinanza dell’amministrazione e l’orgoglio del territorio: «Sono molto emozionato perché oggi è un giorno storico. Davoli è terra di accoglienza da sempre ed è terra con importanti e straordinarie eccellenze. Questa biblioteca è importantissima per la nostra amministrazione ed è importante il lavoro dei volontari. Oggi avete dimostrato, con il vostro impegno quotidiano, che la cultura unisce, anche in un momento così complesso. Noi siamo orgogliosi di essere al vostro fianco.»

Successivamente, ha preso la parola il direttore della struttura ospitante, Aldo Marcellino, il quale ha sottolineato l’alto valore dell’intesa: «La Biblioteca Pubblica di Kolomyja e la Biblioteca Vincenziana di Davoli oggi assumono un impegno che produrrà degli effetti positivi. Oggi inauguriamo un ponte tra Davoli e Kolomyja, tra la Calabria e l’Ucraina. Kolomyja appartiene a un Paese ferito dalla guerra, un Paese nel quale troppe famiglie hanno conosciuto la paura. Sappiamo che il silenzio e l’indifferenza rendono ogni ferita ancora più profonda. Per questo abbiamo scelto di dire alla città di Kolomyja e al popolo ucraino “Non siete soli!”».

Le parole del direttore sono state accolte dal pubblico con un forte applauso, che ha fatto da preludio al momento più importante della cerimonia, la firma del protocollo di gemellaggio da parte del Direttore Marcellino, del vicesindaco Pittelli e nel ruolo di testimone, dalla prof.ssa Lucia Montesanti, docente dell’Università  Magna Graecia di Catanzaro, resasi a sua volta protagonista con il suo intervento su “La cultura come strumento di unione tra i popoli”.

In seguito all’intervento della docente, l’evento si è spostato all’esterno, dove è stata svelata la targa celebrativa di questo gemellaggio e si sono esibiti il gruppo dell’Associazione Kolos, con poesie e canzoni della tradizione ucraina, e il gruppo folkloristico “I Strinari di Calabria” con musiche e danze tipiche calabresi.

L’obiettivo del gemellaggio tra la Biblioteca Vincenziana di Davoli e la Biblioteca Pubblica di Kolomyja è creare un legame culturale stabile tra le due comunità, facendo della biblioteca uno spazio di incontro, dialogo e cooperazione, un progetto che punta a favorire la conoscenza reciproca tra Italia e Ucraina, promuovere la lettura e l’educazione, e rafforzare il dialogo interculturale, coinvolgendo in particolare le nuove generazioni. In sostanza, l’idea è usare la cultura come ponte per avvicinare i popoli e costruire relazioni fondate su solidarietà, comprensione e pace.