Si moltiplicano ora dopo ora gli interventi di cordoglio seguiti alla notizia della morte dell’attore, regista, sceneggiatore e pittore Paolo Turrà, scomparso a Roma all’età di 87 anni.

Ecco il pensiero condiviso e sottoscritto dai colleghi della Cineteca della Calabria:

«Con la scomparsa di Paolo Turrà se ne va una parte di noi. I ricordi di una vita, le pagine condivise insieme, le visioni a venire di un fratello maggiore prima ancora che un amico. Rimane però l’immagine eterna e la testimonianza indelebile di un magnifico attore e di un uomo meraviglioso. Non è un caso che la dipartita di Paolo sia avvenuta nella notte degli Oscar quale segno di un legame inscindibile, potente, a tratti folle, provato con il cinema. Quando da simbolo di un Novecento fiducioso, delicato e fragile, ancora giovanissimo partì con la valigia in mano e all’arrivo a Roma, cadde per terra morto letteralmente di fame ma vivido del grande sogno di fare il cinema. Accolto da Tito Marconi, in quella stagione florida ebbe modo di prendere parte a grandi produzioni, conoscendo le stelle di quel tempo ancora mitico e illuminante.

Alle spalle una lunga carriera iniziata a metà degli anni ’50, nel cuore della Cinecittà di Fellini, di Ben-Hur, Cleopatra, Cartagine in fiamme, del Teatro
Volturno dell’avanspettacolo e tanto altro, Paolo lavora con Giovanni Amati, marito di Anna Maria Pancani, una delle attrici de “Le amiche” di Antonioni. In quegli anni magici conosce Totò, De Sica, Anna Magnani, Rossellini, Germi e tante star di Hollywood. Proveniente da una famiglia di artisti, respira quell’aria densa e irripetibile che contraddistingue il successo del cinema italiano nel mondo.

Sono gli anni della sua formazione umana e culturale che prosegue con il completamento degli studi in un istituto d’arte. Innamorato della sua città, anche per ragioni familiari deve rinunciare al suo percorso romano, ma lo fa senza nessun filo di collera e mantenendo un rapporto comunque assiduo con la Capitale. Rientra a Catanzaro, alla quale riserva la sua passione ed il suo impegno cieco che si manifestano anche nel mondo dell’arte pittorica. Ritrova la città delle sale cinematografiche, del Masciari di Gianni Amelio, del Politeama che ospita produzioni importanti e attori di grido. Nel tempo partecipa come attore ad una serie interminabile di film, che lo vedono protagonista anche al
fianco della Cineteca della Calabria e della Casa del Cinema.

Animo nobile, dotato di una bontà e di una umiltà inarrivabili, Paolo è riuscito a conquistare gli animi diquanti lo hanno conosciuto e di quanti hanno avuto modo di apprezzarlo sul grande schermo. Innamoratissimo della sua famiglia e degli adorati figli e nipoti. Paolo è entrato nell’Olimpo del cinema, portandosi dietro le sue immense qualità e il peso gravoso del ragazzo di provincia, come  rappresentante di intere epoche di giovani che hanno dato tutto per inseguire i propri sogni.

Paolo rimarrà sempre nei nostri cuori, nelle scene che ha girato, nei primi piani che ha bramato senza mai richiederli,proprio perché infallibile e perenne galantuomo. Paolo non ha semplicemente animato i nostri progetti, li ha sostenuti, li ha presi in braccio, sulle spalle, li ha accompagnati in auto, li ha sorretti per mano, per strada e li ha fatti girare prima nelle pellicole, poi nei proiettori digitali e infine nelle nostre teste. Ogni sua interazione di cinema è stato un progresso, ogni talento è stato servizio, ogni gratitudine ricevuta è
stato un dono quintuplicato che ha riservato agli altri. Gli altri per Paolo erano
semplicemente tutto.

Un instancabile lavoratore, quasi affetto dalla patologiadell’essere generoso, non mancava di affrancare la sua prossimità, così come il caro Maurizio Comito, che lo ha preceduto nel viaggio, alle persone cui voleva bene. E noi il bene glielo abbiamo voluto tutto. Grati per la condivisione, per averci fatto rivivere anni e raccontato momenti inediti di quella favola che da sempre rappresenta
la famiglia del cinema come antidoto alla povertà e alla miseria esistenziale, al
pessimismo, alle gelosie, alle fazioni e alle guerre. Paolo è stato un testimone di pace, e la sua bocca dedita a battute, a copioni e a splendide interpretazioni, non ha mai conosciuto il rancore e la rabbia per alcuno. Paolo, con quel profilo un po' Al Pacino e un po' Turrà, non stonava sui red carpet e le moquette magniloquenti, sui set noti, sui palcoscenici prestigiosi, ma era davanti la macchina da presa, in quelle facce degli ultimi che si esaltava e si superava in quanto parte di una fetta di storia del nostro bel paese. Le cose cambiano. Per tutte le generazioni, fare cinema significa mille ragioni, talvolta condivisibili, altre meno. Ma per Paolo ha significato prima di tutto dare l’esempio e prendere parte al giorno della festa, un giubilo perenne, una gioia che si rinnova e si attualizza, una ubriacatura non molesta, al quale chiunque abbia preso
parte non vuole saperne di farla finire. Paolo è stato attore, regista, sceneggiatore, è stato un uomo di cinema al punto da dubitare che nelle sue vene scorressero pellicole e immagini prima che sangue. Un grazie a quanti gli sono sempre stati accanto.

La Città di Catanzaro ha l’obbligo artistico e morale di ricordare Paolo Turrà, in maniera simbolica e concreta pensando da subito di dedicare un giusto spazio pubblico alla sua memoria. Noi, lo porteremo sempre nei nostri cuori,  rinnoveremo il suo messaggio, facendo in modo che non si disperda la sua preziosa eredità di cose artistiche e umane.
Paolino caro, ci mancherà la tua voce, il tuo immancabile sorriso, il tuo perenne
entusiasmo, le tue telefonate rinfrancanti e incessanti, i tuoi abbracci, i ciak ripetuti, i self-tape inviati, la camminata arcuata, quei capelli al vento e gli occhi belli che hanno fatto di te l’eterno ragazzo che sei. Il dolore della tua mancanza non può prendere il posto della felicità di aver diviso il cinema a tutte le ore del giorno e della notte. Troppo per dirlo a parole. Siamo sicuri che dove sei adesso, l’audio è perfetto, la luce è bluastra, come i film americani che tanto adoravi, e il paesaggio alle tue spalle, è davvero magnifico. Amico nostro, allora, ancora una volta insieme: Azione! 
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Eugenio Attanasio, Davide Cosco e Domenico Levato (Cineteca della Calabria)

Nella foto da sinistra Paolo Turrà, al centro Marco Leonardi e a destra Eugenio Attanasio