Transdisciplinare, internazionale e variegato, tre aggettivi per definire il Performing Fest di Catanzaro in programma al Polo Fieristico Colosimo di Lido dal 7 al 14 marzo con manifestazioni di ogni genere in un villaggio artistico che prevede anche iniziative nel centro storico.

«Sono state coinvolte – precisa Simona Caramia, referente scientifico dell’evento –  l'Accademia di Belle Arti di Napoli, l'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, l'ISIA di Faenza, l'Accademia di Belle Arti di Sassari, il Conservatorio di Napoli, la Scuola Superiore Meridionale di Napoli, il Conservatorio di Taranto, Conservatorio di Terni, Conservatorio di Perugia, Conservatorio di Siena e l'Università di Brescia. Ognuno dei partner da circa 18 mesi ha portato avanti una ricerca sul campo che sarà presentata in anteprima proprio in occasione del festival». 

«Abbiamo preparato tutto con molta cura, lo scoprirete vedendo la mostra – dice il direttore dell’ABA Catanzaro Virgilio Piccari – Il nostro stimolo qual è? Quello di aprire attraverso una politica orientata alla cultura, decisamente aprire una politica che consenta a questa città, questo territorio di rivivere quel valore di bellezza. Gli studenti sono entusiasti, bastava poco devo dire, perché hanno quella febbre, quella passione legata al linguaggio dell'arte che per troppi anni è stata oscurata». 

«Performing è stato un viaggio – conclude l’assessora alla Cultura Donatella Monteverdi –  è importante perché mette insieme anche quest'idea della formazione con l'idea degli eventi. In ogni caso la città deve venire a visitare Performing perché è bellissimo».

Spazi e scelte

La scelta degli spazi fieristici segna un passo avanti importante nel percorso del festival: non solo un luogo che accoglie eventi, ma un ecosistema culturale abitabile, dove talk, workshop, live, performance, musica, cinema e arti digitali convivono ogni giorno in un unico grande ambiente. Il villaggio Performing nasce per favorire incontro, attraversamento e permanenza, offrendo al pubblico la possibilità di vivere il festival come esperienza quotidiana e condivisa.

Un villaggio aperto a città, quartieri e università

Portare il festival nel quartiere marinaro significa anche spostare il baricentro della produzione culturale verso le aree più periferiche della città. Il Polo fieristico “Cav. G. Colosimo” diventa così un contenitore urbano funzionale per avvicinare l’arte performativa ai residenti dei quartieri più popolosi della città, alla comunità universitaria e a chi arriva da fuori città, grazie a una logistica più accessibile e a spazi ampi e inclusivi.

Questa impostazione rafforza la vocazione sociale del festival: abbattere le distanze tra centro e periferia, tra luoghi istituzionali della cultura e tessuto quotidiano, promuovendo partecipazione, prossimità e coinvolgimento intergenerazionale. Performing Festival si propone così come uno strumento di rigenerazione simbolica e relazionale, in cui l’arte performativa diventa linguaggio condiviso e occasione di cittadinanza attiva.

Al San Giovanni i risultati della ricerca artistica 

Uno degli output più significativi del progetto Performing sarà la presentazione dei risultati delle ricerche in campo artistico, in programma il 7 marzo alle ore 10.30 al Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro. A cura di Simona Caramia, l’incontro di apertura della mostra vedrà gli interventi di Elena Bellantoni, Simone Bergantini, Matilde De Feo, Luana Perilli e Fabio Sandri, che illustreranno i progetti sviluppati in questi mesi di ricerca. La mostra resterà visibile sino al 15 maggio al Complesso Monumentale del San Giovanni.