Il turismo cresce nei dati ufficiali, ma sul territorio emergono ombre. Il racconto di un giovane gestore di un lido di Montepaone: «Pochi visitatori da fuori e Ferragosto è sembrato un giorno qualsiasi»
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È tempo di bilanci, anche se la stagione estiva sembra non voler andare via, per le attività balneari calabresi. Tra turismo, clienti fidelizzati e nuovi clienti, la stagione ha riservato sorprese, un po’ per tutti.
I dati pubblicati dal Ministero del Turismo sembrano dare una boccata d’aria alla voce “turismo” per la nostra regione, o perlomeno nella prima metà di quest’anno, quando il turismo sembra essere cresciuto di oltre il 23% rispetto all’anno precedente. Cresce, sempre secondo i dati del Ministero, anche il turismo straniero, del 25%. Ma quanto spendono? Forse è questa la domanda principale che dovremmo porci e, difatti, la risposta non rispecchia le aspettative. Proprio sul nostro giornale, pochi giorni fa, il professor Domenico Marino, economista dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha rilevato questo problema: i turisti stanno poco e spendono poco.
Secondo le previsioni stilate da Open Calabria, il 92% dei turisti avrebbe scelto una meta costiera e solo l’8% una zona montana.
Anche il presidente di Confesercenti Calabria, Aloisio, ha rimarcato la soddisfazione del settore turistico, che dopo tanti anni ha rivisto la presenza di turisti stranieri.
Bene Reggio Calabria, con 140mila arrivi in più rispetto alla provincia di Crotone. Nel confronto nazionale, la Calabria è la regione che è cresciuta più di ogni altra in Italia. A seguire Umbria e Piemonte. Anche le strutture alberghiere hanno registrato un aumento del 3%, secondo i dati del Viminale.
Ma questi dati trovano un riscontro reale da parte di chi quei numeri li vive concretamente?
A rispondere alle nostre domande, per saperne di più sul tema, è un giovane gestore di un lido situato sul lungomare di Montepaone. Nuova gestione, nuova famiglia che investe nel nostro territorio. Nuova linfa e un modo giovane di vedere le cose, offrendo un intrattenimento diverso per i ragazzi e per i turisti. Non si può negare che anche il giovane gestore abbia dato ragione a Marino.
Una prima valutazione di questa tua avventura.
Un’esperienza positiva che mi ha fatto crescere moltissimo. Mi sono addentrato nel mondo dell’imprenditoria, in uno dei settori forse più complessi. Ho voluto differenziarmi dal modello “classico” di stabilimento balneare, offrendo ai miei clienti eventi serali e notturni che hanno fatto riscoprire un posto quasi dimenticato.
Che risposta ha dato il territorio?
Un netto 50 e 50.
Positive, perché tante persone hanno risposto con la loro presenza. Ci hanno sostenuto sia a livello commerciale sia personale. Non il classico rapporto tra gestore e cliente, ma ormai amici che credono nel mio, e nel nostro, progetto.
Negative, perché sarebbe bello avere una concorrenza leale, seppur competitiva. Il brutto, però, arriva quando la lealtà diventa per alcuni un brutto ricordo.
Sembra di capire che il problema sia anche la concorrenza. Forse sleale?
Questo lo ha detto lei. Io so solo che, per fortuna, il mio lido ha avuto una marea di controlli. E lo ripeto: per fortuna. Ci hanno fatto sentire più al sicuro e hanno fatto sentire più al sicuro anche i nostri clienti. Quando non si ha nulla da nascondere, non si ha neanche paura.
Sembra che parlare di turismo sia quasi un sogno. È la verità?
Il turismo non è pervenuto. Paradossalmente, io ho lavorato, grazie a una buona pubblicità, con persone locali che chiamavano continuamente. Poche le persone arrivate da fuori, ma di quei pochi nessuno era straniero, se non alcuni gruppi di amici che a giugno si sono mossi dall’Irlanda e dall’Inghilterra.
Di turismo “tricolore”, come detto, poco. Prevalentemente Lazio, Piemonte e Lombardia.
Ci sono stati momenti, però, un po’ difficili.
Non posso immaginare un Ferragosto come un qualsiasi altro giorno. Questo è sintomo di una scarsa risposta. Tante volte, purtroppo, mi sono trovato costretto ad annullare serate con artisti che volevano esibirsi nel mio lido per la mancanza di pubblico.
Cosa manca, allora?
Un sistema che non faccia schizzare alle stelle il costo delle case. Montepaone è un posto bellissimo, ma i prezzi per un affitto sono folli. Quante spese deve affrontare una famiglia?
Non si può pensare che una casa costi quasi cinquemila euro per due mesi se poi esci da casa e non hai un servizio taxi, non hai un bus. Non hai servizi che in altre zone d’Italia sono del tutto normali.
Hai conciliato l’attività balneare e quella di lounge bar durante la sera. Che risposta ha avuto il territorio?
Molto positiva. Abbiamo fatto divertire i ragazzi e questa è stata una soddisfazione immensa.
Grazie alla scelta di buoni organizzatori per le feste, includendo anche format provenienti da fuori regione e spaziando tra i generi musicali, abbiamo accolto un bacino di utenza sempre più ampio, senza scontentare nessuno.
Ho introdotto attività al di là del beverage, come tornei di burraco, attività sportive nautiche e tornei di beach volley, dove tutta la comunità del posto ha risposto presente.
So che c’è stata un’attenzione anche verso il mondo dello sport.
Certo. Con il più famoso Run Club di Catanzaro, “Join the Run”. Con questi ragazzi siamo stati protagonisti, il 2 giugno, di una 6 km che ha coinvolto i Comuni di Montauro e Montepaone, registrando la presenza di circa 800 persone.
Con questi ragazzi abbiamo svolto, durante la stagione, diverse attività che hanno raggiunto altrettante persone.
E il mondo nautico?
Ho pensato anche al mondo delle barche. Offrivamo alle imbarcazioni la possibilità di aperitivi, collaborando con l’importante azienda Aperol.
Qual è l’augurio che fai a te stesso per l’anno prossimo?
Sono sicuro che, con il buon senso e una buona organizzazione, questo posto può dare tanto sia a chi lo vive tutto l’anno sia a chi lo vive per una sola settimana.
Il mio più grande sogno è vedere l’anno prossimo tanti turisti. Gente da fuori.
Vuoi aggiungere altro?
Una cosa importantissima, un sassolino: non si deve fare di tutta l’erba un fascio. Io sono qui da febbraio per offrire un servizio ai miei clienti e non mi sognerei mai di subaffittare un ombrellone. Questi fatti di cronaca mi danno dispiacere e il mio pensiero va a quei clienti lì.

