Non un semplice concerto. Non una cena-spettacolo. Non un percorso enogastronomico. Ma un'esperienza immersiva in cui musica, cultura, paesaggio, memoria e convivialità diventano un unico racconto. Il debutto di un nuovo format da alimentar negli anni.

È questo il cuore di "Olio, Pane e Vino Sound – Canti e danze lungo rotte mediterranee", la nuova produzione originale di Armonie d'Arte Festival, in programma martedì 4 agosto nello straordinario scenario del Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, a Borgia, uno dei luoghi simbolo della Calabria mediterranea.

L'evento, perfettamente coerente con il macrotema permanente del Festival, "Nuove Rotte Mediterranee", e con la declinazione del 2026, "Approdi", propone un viaggio che attraversa secoli di storia e migliaia di chilometri di mare, facendo incontrare tradizioni musicali e culture popolari che, ieri come oggi, accomunano le sponde del Mediterraneo.

Alle ore 20.00 sarà possibile vivere un'esclusiva cena a tema, ispirata alle antiche ricette romane e medievali, mentre alle 22.00 prenderà il via il concerto che vedrà protagonista uno dei più grandi interpreti della musica popolare europea, Ambrogio Sparagna, insieme alla Orchestra Popolare Italiana dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, con la partecipazione speciale del musicista tunisino Ziad Trabelsi e del greco Theodoro Melissinopoulos, in un dialogo musicale che attraversa tre grandi culture del Mediterraneo.

Ambrogio Sparagna, il custode contemporaneo della musica popolare

Parlare di Ambrogio Sparagna significa raccontare una delle figure più autorevoli della musica popolare italiana ed europea. Compositore, etnomusicologo, ricercatore, autore e straordinario virtuoso dell'organetto, Sparagna ha dedicato oltre quarant'anni della propria vita alla ricerca, alla documentazione e alla valorizzazione del patrimonio musicale dell'Italia centro-meridionale, intrecciandolo costantemente con le tradizioni dei popoli mediterranei.

Il suo lavoro non si limita alla conservazione della memoria: la sua è una continua opera di rigenerazione culturale, capace di trasformare repertori antichi in spettacoli contemporanei, vivi, coinvolgenti e popolari nel senso più alto del termine. Negli anni ha collaborato con alcuni dei più importanti musicisti del panorama internazionale, portando la musica di tradizione orale sui palcoscenici più prestigiosi, fino ad esibirsi con i Berliner Philharmoniker, dimostrando come il linguaggio popolare possa dialogare con la musica colta senza perdere autenticità.

Con Sparagna la musica popolare torna ad essere ciò che è sempre stata: una festa collettiva, un rito condiviso, uno spazio di incontro tra persone, generazioni e culture.

L'Orchestra Popolare Italiana, un laboratorio permanente della memoria

Accanto a lui, l’Orchestra Popolare Italiana dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, ensemble residente della Fondazione Musica per Roma e oggi considerata una delle realtà artistiche più importanti dedicate alla musica di tradizione orale.

L'orchestra rappresenta un progetto unico nel suo genere: recupera canti, ballate, danze e repertori provenienti da tutta la penisola, reinterpretandoli attraverso un linguaggio contemporaneo che conserva l'anima originaria ma la rende accessibile al pubblico di oggi. Il risultato è una musica capace di far convivere ricerca antropologica e spettacolo, memoria e innovazione, identità e futuro. Una musica che invita naturalmente al canto, al movimento, alla partecipazione.

Tunisia, Grecia e Italia: il Mediterraneo da ascoltare

Accanto ai musicisti italiani, due ospiti internazionali rafforzano il significato profondo del progetto. Il tunisino Ziad Trabelsi, tra i massimi interpreti dell'oud e della tradizione musicale nordafricana, e il greco Theodoro Melissinopoulos, portano sul palco le sonorità dell'altra sponda del Mediterraneo, dimostrando come melodie, ritmi e strumenti abbiano continuato per secoli a viaggiare insieme alle persone, alle merci e alle idee.

Il Mediterraneo, in questa produzione, non è soltanto uno spazio geografico. È una civiltà condivisa. Un mare che non divide ma accomuna. Una trama di approdi, partenze, contaminazioni e riconoscimenti reciproci.

Olio, pane e vino: tre simboli che raccontano un'intera civiltà

Il titolo dello spettacolo non è soltanto evocativo. È una dichiarazione culturale. Olio, pane e vino sono probabilmente gli elementi che meglio sintetizzano l'identità del Mediterraneo. Non rappresentano semplicemente alimenti. Sono simboli antropologici, religiosi, sociali e culturali.

L'olio racconta la luce, gli ulivi millenari, la pazienza della terra e il sapere tramandato di generazione in generazione. Il pane è il gesto della condivisione, della comunità, dell'incontro quotidiano, del lavoro che diventa nutrimento. Il vino custodisce la festa, il dialogo, la convivialità, il tempo lento delle relazioni, ma anche una stratificazione simbolica che attraversa tutta la storia del Mediterraneo, dalle civiltà classiche fino alla tradizione cristiana.

Sono tre elementi che appartengono a popoli differenti del mare nostrum, che parlano lingue diverse e professano religioni diverse, eppure condividono gli stessi gesti, gli stessi profumi, gli stessi paesaggi. Celebrarli attraverso la musica significa riconoscere una radice comune che continua ad attraversare il presente.

In un tempo dominato dalla velocità, dalla standardizzazione e da consumi sempre più artificiali, il richiamo alla semplicità di questi elementi diventa anche un invito a recuperare autenticità, sostenibilità e consapevolezza.

La musica incontra il gusto

Il concept dello spettacolo diventa esperienza concreta attraverso una serie di appuntamenti che coinvolgono anche il gusto.

Prima del concerto, alle ore 20.00, sarà servita a tavola in un’area dedicata, una suggestiva terrazza nel cuore del Parco Scolacium, una cena a tema ispirata alle antiche ricette romane e medievali.

Il menu, curato da Il Piatto Giusto Lab&Store con la firma della chef Valentina Amato, propone piatti che reinterpretano ingredienti antichi in chiave contemporanea: dal croccante di farro monococco con miele e olive agli strati di pan brioche con hamburger vegetale alla menta, dai crostini multicereali con involtino di zucchina e fonduta di pecorino fino allo gnocco di pastinaca e funghi alla salvia, alla crespella di grano saraceno alla gricia, al carpaccio di arista con verdure in agro e sformatino allo zafferano, per concludere con una sbriciolata di pasticciotto, crema e amarena, e vino naturalmente. La cena è disponibile attraverso un pacchetto che comprende anche il posto di primo settore per il concerto, con prenotazione obbligatoria entro il 2 agosto.

Se non a cena, all’ingresso in platea, tutti gli spettatori riceveranno comunque una degustazione omaggio dedicata proprio ai tre protagonisti simbolici dell'evento. L'olio extravergine sarà proposto da Podere d'Ippolito, il pane da Il Piatto Giusto Lab&Store, i vini da Cantine Russo & Longo, mentre il percorso si completerà con il caffè di Guglielmo e gli amari di Pikrò, trasformando anche il momento conviviale in parte integrante della narrazione artistica.

Un pomeriggio dedicato alla tarantella

La giornata del 4 agosto inizierà già nel pomeriggio con un laboratorio di tarantella, curato dalla danzatrice Francesca Trenta, aperto a tutti su iscrizione. Non un semplice corso di danza, ma un'occasione per entrare nel linguaggio del ballo popolare, comprenderne le radici e sperimentarne l'energia collettiva. I partecipanti avranno inoltre l'opportunità di prendere parte allo spettacolo serale in un momento appositamente dedicato, diventando essi stessi parte del racconto.

Un approdo che guarda al futuro

Con "Olio, Pane e Vino Sound", Armonie d'Arte Festival continua a sviluppare una progettualità culturale che supera i confini tradizionali dello spettacolo dal vivo. La musica dialoga con il paesaggio archeologico, il patrimonio immateriale incontra quello monumentale, il gusto si intreccia con la ricerca antropologica, mentre il Mediterraneo torna ad essere raccontato non come luogo di separazione ma come spazio di civiltà condivisa.

È questa la filosofia che attraversa l'intera XXVI edizione del Festival: costruire nuovi approdi culturali, dove arte, storia, natura e comunità possano ritrovarsi in un'unica esperienza capace di parlare al presente e immaginare il futuro.

Il 4 agosto, tra le vestigia di Scolacium, questo approdo prenderà la forma di una grande festa collettiva, nella quale canti, danze, sapori e tradizioni si uniranno per ricordare che, al di là delle differenze, il Mediterraneo continua ad avere un linguaggio comune fatto di musica, condivisione e umanità.

Il messaggio della Direttrice artistica, Chiara Giordano: «Il Mediterraneo non è soltanto un mare. È una memoria viva. È il luogo in cui il paesaggio diventa cultura, il cibo diventa racconto, la musica diventa linguaggio comune. "Olio, Pane e Vino Sound" nasce da questa consapevolezza: riportare al centro ciò che davvero unisce i popoli, oltre ogni confine. L'olio, il pane e il vino rappresentano una parte luminosa della nostra identità mediterranea: la cura della terra, la condivisione, la convivialità, il rispetto dei tempi della natura e delle relazioni. Abbiamo voluto trasformare questi simboli in un'esperienza artistica, dove il pubblico non assiste semplicemente a uno spettacolo, ma lo attraversa con tutti i sensi. La musica straordinaria di Ambrogio Sparagna e dell'Orchestra Popolare Italiana, insieme agli artisti della Grecia e della Tunisia, restituisce la voce di un Mediterraneo che non smette di generare incontri, scambi, contaminazioni. È questo il senso profondo del nostro tema, "Approdi": riconoscere che ogni approdo è un incontro fecondo ed anche una possibilità di futuro, quando la cultura riesce a farci sentire parte della stessa storia.»