Il consigliere comunale illustra gli effetti della nuova Legge 40/2025 sui risarcimenti e le tempistiche per l’erogazione degli aiuti alle imprese
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di Antonello Talerico*
Quando un’alluvione, una frana o un incendio colpiscono un territorio in Calabria, la domanda che tutti fanno è sempre la stessa: “Come e quando verrò risarcito?”
La Legge 40/2025 serve proprio a dare una risposta più chiara e soprattutto più rapida rispetto al passato. Il percorso da seguire per il risarcimento del danno inizia innanzitutto quando lo Stato dichiara lo stato di emergenza nazionale per un evento calamitoso. Con la nuova Legge è stato introdotto un meccanismo normativo che accelera rispetto al passato le procedure per far ottenere i contributi alle vittime, poiché i criteri per i danni sono già definiti. Il cittadino o l'imprenditore danneggiato devono però compiere alcuni atti e adempimenti. Dopo la calamità, il cittadino deve:
1. Segnalare il danno al proprio Comune (abitazione, attività, terreno, impianti);
2. Presentare una domanda di contributo secondo moduli standard nazionali (non più diversi per ogni emergenza);
3. Allegare la documentazione richiesta (titolo dell’immobile, perizia, foto, ecc.).
Rispetto al passato i moduli sono unici e le richieste sono istruite con procedure semplificate. Il Comune non deve “inventarsi” il percorso.
Con la Legge 40/2025 il Commissario per la ricostruzione ha poteri chiari e tempi definiti. I Comuni fanno da sportello diretto per i cittadini e lo Stato finanzia attraverso fondi già programmati, non con provvedimenti occasionali. Questo evita i rimpalli tra uffici che in Calabria hanno spesso bloccato tutto per anni. Sui tempi dei risarcimenti la legge n. 40/2025 introduce tempi più certi e più brevi rispetto al passato perché le istruttorie sono standardizzate; le autorizzazioni sono ridotte ed i controlli avvengono in parallelo, non uno dopo l’altro. Prima per ottenere i risarcimenti occorreva attendere spesso 2–5 anni solo per avviare la ricostruzione.
Ora l’obiettivo è avviare i contributi entro pochi mesi dalla fine dell’emergenza, con stati di avanzamento che sbloccano i pagamenti.
Non più “tutto alla fine”, ma pagamenti progressivi man mano che i lavori procedono. In Calabria il problema non era solo la scarsità di fondi, ma i
Comuni piccoli senza uffici tecnici; le procedure troppo complesse; la necessità di continue autorizzazioni dal governo centrale.
*Consigliere Comunale Catanzaro

