L’obiettivo dichiarato è rendere la cultura più accessibile, portando spettacoli ed espressioni artistiche fuori dai luoghi tradizionali – musei, gallerie, teatri e sale da concerto – e avvicinandoli direttamente ai cittadini, trasformando piazze e strade in luoghi di partecipazione culturale diffusa
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L’arte di strada a Catanzaro si prepara ad avere una disciplina organica e specifica. Il prossimo Consiglio comunale, convocato per il 25 e 26 maggio, sarà infatti chiamato, tra i vari atti, anche a discutere e approvare il “Regolamento per la disciplina dell’esercizio delle arti di strada nel territorio del Comune di Catanzaro”, il provvedimento con cui l’amministrazione punta a regolamentare un fenomeno sempre più diffuso, definendo diritti, limiti e modalità di svolgimento delle attività artistiche negli spazi pubblici cittadini. Nel testo del regolamento proposto le espressioni artistiche di strada sono considerate non come semplice intrattenimento occasionale, ma come un patrimonio culturale capace di incidere sulla vita sociale della città. Nelle premesse del documento, infatti, il Comune individua tra i propri obiettivi la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale, attraverso iniziative in grado di incentivare la conoscenza della cultura e ampliarne la fruizione. L’amministrazione sottolinea inoltre il ruolo degli enti territoriali nel creare sinergie con soggetti pubblici e privati per sostenere la diffusione delle arti, considerate strumenti di sviluppo sociale, crescita del territorio e rafforzamento del senso di appartenenza della comunità.
Il regolamento riconosce formalmente l’arte di strada nelle sue diverse forme come “antica tradizione popolare”, elemento di aggregazione sociale e arricchimento culturale, ma anche strumento di integrazione con il patrimonio architettonico e monumentale della città, di sviluppo del turismo culturale e di sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi. Un principio che richiama direttamente l’articolo 33 della Costituzione, che tutela la libertà dell’arte. L’obiettivo dichiarato è rendere la cultura più accessibile, portando spettacoli ed espressioni artistiche fuori dai luoghi tradizionali – musei, gallerie, teatri e sale da concerto – e avvicinandoli direttamente ai cittadini, trasformando piazze e strade in luoghi di partecipazione culturale diffusa.
Le nuove norme si applicheranno agli artisti di strada che esercitano attività performative, artistiche ed espressive. Potranno esibirsi i maggiorenni ma anche giovani dai sedici anni in su, purché sotto la responsabilità di un adulto incaricato di effettuare le comunicazioni previste dal regolamento. Sono invece escluse dall’applicazione della disciplina le attività svolte in aree e locali privati, gli spettacoli soggetti alle norme sul pubblico spettacolo previste dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e tutte le attività di artigianato o di altra natura prive di finalità artistiche o performative.
Uno dei punti centrali del provvedimento riguarda la gestione degli spazi. Gli artisti per poter svolgere le proprie attività devono prenotare spazi ed orari di esibizione con una comunicazione, mediante le modalità e le tempistiche indicate dagli uffici del settore competente, individuato dalla giunta comunale. Gli stessi potranno esibirsi esclusivamente nelle postazioni che saranno individuate con successivi atti della Giunta comunale. L’amministrazione avrà la facoltà di stabilire per ogni area eventuali attività consentite o vietate e differenziare gli orari a seconda della zona interessata. È inoltre prevista la possibilità di individuare ulteriori aree dedicate in occasione di eventi, manifestazioni o particolari iniziative pubbliche. Le postazioni, tuttavia, potranno essere sospese temporaneamente per esigenze di ordine e sicurezza pubblica su richiesta delle autorità competenti oppure per motivi legati alla viabilità o ad altre necessità organizzative.
Particolare attenzione è riservata alla tutela del patrimonio urbano. Le esibizioni dovranno svolgersi evitando qualsiasi danno a monumenti, edifici storici o beni di particolare valore artistico e architettonico. L’elenco dei divieti occupa una parte consistente del regolamento e disegna con precisione i limiti entro i quali gli artisti potranno operare. Non sarà consentito chiedere un biglietto d’ingresso o pretendere un pagamento per assistere alle esibizioni: il compenso potrà arrivare soltanto tramite offerte spontanee del pubblico, attraverso il tradizionale “passaggio con cappello”. Vietate poi tutte le attività che possano generare situazioni di rischio per persone e spettatori, anche in relazione alle condizioni meteo o alle caratteristiche del luogo in cui si svolgono le performance.
Tra gli stop previsti figurano anche gli spettacoli con animali e quelli che prevedono l’utilizzo di fiamme libere. Non sarà inoltre possibile utilizzare l’attività artistica per finalità promozionali o pubblicitarie, fatta eccezione per messaggi riconducibili a campagne di pubblica utilità. Gli artisti non potranno installare manifesti pubblicitari né utilizzare strutture stabili per occupare in modo permanente gli spazi. Vietato anche montare sedie, panche, coperture, palchi o altre strutture destinate al pubblico. Il regolamento disciplina inoltre la convivenza con altri eventi cittadini. Le attività artistiche non potranno svolgersi contemporaneamente e nelle vicinanze di manifestazioni organizzate da enti pubblici, soggetti privati autorizzati, eventi religiosi o comizi elettorali. Un passaggio specifico riguarda la musica: le esibizioni musicali non potranno sovrapporsi agli spettacoli in programma in arena o nei teatri cittadini. Ampio spazio viene riservato anche alla tutela dei minori. Il testo vieta espressamente l’impiego di ragazzi al di sotto dei sedici anni durante le esibizioni artistiche.
Il regolamento interviene anche su fenomeni tradizionalmente associati alle attività di strada ma ritenuti incompatibili con la disciplina prevista. Viene infatti esclusa l’esecuzione di giochi che possano configurare forme di azzardo, come il gioco delle tre carte, e sono vietate tutte le attività considerate speculative sulla credulità popolare: da cartomanti e chiromanti fino a pratiche esoteriche, sortilegi o sedicenti rituali. L’attività di controllo sarà affidata alla Polizia Locale e agli altri organi competenti.
Con l’approdo in aula il Comune punta dunque a definire una cornice normativa dettagliata per regolamentare un fenomeno in crescita, cercando un equilibrio tra promozione culturale, libertà artistica, sicurezza e decoro urbano.



