Il Consiglio comunale scorre via rapido, quasi in sordina. La seconda convocazione, fissata alle 13:30 dal presidente Gianmichele Bosco, restituisce un’aula semivuota: appena 14 consiglieri presenti all’appello iniziale. Un dato che fotografa plasticamente il tono dimesso della seduta, priva di contrapposizioni politiche e con un ordine del giorno essenziale.
Dopo il passaggio formale sull’approvazione dei verbali, l’attenzione si concentra sul punto principale: il regolamento per la definizione agevolata delle ingiunzioni fiscali e degli accertamenti esecutivi, illustrato dall’assessora al Bilancio Luisa Lacava. Un provvedimento atteso, che recepisce sollecitazioni trasversali – politiche e civiche – e che punta a facilitare la regolarizzazione delle posizioni debitorie da parte dei contribuenti, alleggerendo il peso di sanzioni e interessi. Per Palazzo De Nobili, l’obiettivo è chiaro: migliorare la capacità di riscossione, soprattutto sui crediti più datati. Sul testo si innesta un emendamento, arrivato il 26 aprile e firmato, tra gli altri, dai consiglieri Caviano e Passafaro. Una proposta condivisa da maggioranza e opposizione, che amplia la rateizzazione fino a un massimo di 36 rate, con importo minimo fissato a 50 euro. Prima scadenza il 30 settembre 2026, poi pagamenti mensili. Il tutto con il via libera del Collegio dei revisori. L’emendamento passa senza scosse, seguito dall’approvazione dell’intera delibera. Si procede quindi alla sostituzione di due componenti dimissionarie della Commissione Pari opportunità. Entrano Ilaria Frustaci, indicata da CZ al Centro, e Mihaela Mihai, espressione di Noi con l’Italia. Anche in questo caso, nessuna discussione, nessuna tensione.

A margine della seduta, però, arriva la nota più politica della giornata. L’assessore allo Sport Antonio Battaglia replica alle critiche sollevate dai consiglieri Parisi e Veraldi sull’affidamento dei gadget rosa per la tappa del Giro d’Italia del 12 maggio.

La linea dell’assessore è netta: si tratta di un affidamento tramite Mepa all’azienda licenziataria ufficiale del marchio, in capo a RCS. Nessuna esclusione delle imprese locali per scelta politica, ma un vincolo tecnico legato al branding dell’evento. 

Il Consiglio si chiude così, senza strappi e senza sussulti. Una seduta breve, tecnica, quasi burocratica. Con la politica che, per un giorno, resta ai margini.