Due giorni tra fisco, disuguaglianze e fondi europei: la delegazione guidata dall’europarlamentare calabrese porta sindaci e amministratori calabresi al centro del confronto sulle politiche economiche Ue, tra proposte sugli extraprofitti e sfide concrete per lo sviluppo delle aree interne
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Bruxelles non è poi così lontana. Per due giorni, è stata quasi casa. Una casa istituzionale, fatta di corridoi lunghi e lingue diverse, ma attraversata da un’unica domanda: che posto ha il Sud, e la Calabria in particolare, dentro il futuro fiscale ed economico dell’Europa? La risposta, almeno nelle intenzioni, è arrivata forte e chiara dalla missione guidata dall’europarlamentare Pasquale Tridico, che ha portato nel cuore del Parlamento Europeo una rappresentanza ampia di sindaci e amministratori calabresi, affiancati da colleghi di Campania, Puglia, Abruzzo e Molise. Non una passerella, ma un tentativo concreto di portare la voce delle aree interne nel cuore del dibattito economico e politico dell'Unione.
La prima giornata si è consumata nel perimetro dell’EU Tax Symposium. Sul palco, accanto a Tridico in veste di presidente della sottocommissione sulle Questioni fiscali e organizzatore dell'evento, due nomi di primo piano del dibattito economico globale: i premi Nobel Joseph Stiglitz e Philippe Aghion. Non è stato un confronto rituale. Si è parlato di disuguaglianze, di crescita, di come il fisco possa essere strumento di riequilibrio e non solo di prelievo. Dei rischi e delle opportunità dell'Intelligenza artificiale. Ed è stata rilanciata la proposta di tassare le grandi compagnie digitali. Ma non solo. Alla prossima plenaria di Strasburgo, Tridico proporrà che i Paesi Ue tassino gli extraprofitti delle aziende energetiche e dei produttori di armi. Le risorse ricavate verrebbero utilizzate per sostenere cittadini e piccole imprese, duramente colpiti dall’aumento dei costi di luce, gas e carburante. Una misura condivisa anche da Stiglitz che ha parlato dell'opportunità di tassare almeno temporaneamente queste aziende.
La seconda giornata ha cambiato tono. Nella Sala Spaak del Parlamento, il focus si è stretto su “Fondi strutturali nel Mezzogiorno e sviluppo delle aree interne”. E qui la Calabria non era ospite ma protagonista.
Le voci arrivate dal territorio hanno dato sostanza al dibattito.

La professoressa Rosanna Nisticò dell’Università della Calabria ha tracciato il quadro delle opportunità e dei limiti nell’utilizzo dei fondi europei.
Più diretto, l’intervento della sindaca del comune di Parenti Donatella Deposito, che ha portato dentro l’aula il tema dello spopolamento.

Il confronto con gli esperti, tra cui Lauro Panella e Sebastiano Fadda, ha insistito su un concetto tanto semplice quanto spesso disatteso: non basta avere fondi, bisogna saperli spendere bene. E, soprattutto, in modo coerente con i bisogni reali dei territori. La delegazione ha avuto inoltre l'opportunità di incontrare la presidente dell'Emiciclo di Bruxelles, Roberta Metsola ma ai sindaci calabresi resta qualcosa di più di una foto istituzionale.
Tornano con contatti, strumenti, e forse – elemento meno visibile ma decisivo – con una maggiore consapevolezza del proprio ruolo dentro i meccanismi europei. Mentre sul piano strettamente politico la notizia che arriva dal Belgio è che Pasquale Tridico è saldamente alla guida di un gruppo politico che geograficamente coincide con il collegio elettorale: dall'Abruzzo fino alle aree più interne della Calabria. Mentre, politicamente, supera gli steccati dei partiti e vede accanto ad esponenti del Movimento 5 stelle, un lunga lista di amministratori con un passato nel centrosinistra e oggi "non collocati" nei partiti tradizionali che vedono nell'ex presidente dell'Inps un riferimento nazionale. La carovana calabrese ha risposto presente con il capogruppo in consiglio regionale di "Tridico Presidente", Enzo Bruno (presente anche Enzo Romeo, primo cittadino di Vibo del Partito Democratico), e decine di sindaci e amministratori di piccoli e grandi comuni da tutte e cinque le province.
Una "base" che dopo la sconfitta alle elezioni regionali pare non essersi dissolta, come capita sovente in politica, ma anzi è cresciuta e tiene dentro anche varie espressioni di civismo e associazionismo.





