La questione ospedaliera nel capoluogo riflette visioni diverse sullo sviluppo urbanistico, con il Consiglio comunale come campo di confronto tra Germaneto e Pugliese
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Altro che confronto tecnico sulla migliore collocazione del nuovo ospedale. La discussione sul futuro presidio sanitario del capoluogo si è ormai trasformata in uno scontro politico, con accuse reciproche che superano il merito della questione e finiscono per investire visioni opposte della città e del suo futuro. Ad accendere nuovamente il dibattito è stato l’intervento dell’ex presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini, che ha contestato l’ipotesi – sostenuta dalla componente della direzione nazionale del Pd Jasmine Cristallo – di realizzare il nuovo ospedale nell’area di Germaneto, denunciando il rischio di uno svuotamento progressivo del centro urbano e di una vera e propria desertificazione di vaste porzioni del territorio cittadino.
Parole che hanno provocato la pronta reazione del gruppo consiliare del Partito Democratico, che ha respinto al mittente le accuse, ricordando come proprio Tallini sia stato protagonista di una lunga stagione politica che, secondo i dem, avrebbe contribuito a determinare molte delle criticità che oggi Catanzaro è chiamata ad affrontare. Nel documento diffuso dai consiglieri democratici, il riferimento è diretto. Sentir parlare di “diktat romani” da parte di chi ha occupato per anni posizioni di primo piano nelle istituzioni cittadine e regionali viene considerato poco credibile. Per il PD, la priorità non può essere il regolamento dei conti con il passato, ma la costruzione di una rete sanitaria moderna, efficiente e capace di rispondere alle esigenze dei pazienti e degli operatori.
I democratici individuano in Germaneto la scelta più coerente con una visione strategica di lungo periodo. Un'area che ospita già il polo universitario, importanti servizi e infrastrutture e che, secondo questa impostazione, offrirebbe le condizioni ideali per una struttura sanitaria di nuova generazione. Al contrario, la permanenza nell'area dell'attuale presidio Pugliese rischierebbe, secondo il gruppo consiliare, di aggravare ulteriormente le criticità legate alla viabilità e alla congestione urbana.
Ma la replica di Tallini è stata tutt'altro che morbida. L'ex consigliere regionale ha definito il gruppo democratico un “PD bonsai”, accusandolo di voler sostenere un progetto destinato a cancellare il ruolo storico degli ospedali Pugliese e Ciaccio. Una posizione che, a suo dire, finirebbe per compromettere l'equilibrio urbano della città, trasferendo il cuore dell'assistenza sanitaria nella valle del Corace e privando interi quartieri di una funzione strategica che per decenni ne ha rappresentato un motore economico e sociale.
Non solo. Tallini contesta anche la scelta localizzativa dal punto di vista territoriale, richiamando presunti rischi legati alle caratteristiche dell'area individuata e sostenendo che il trasferimento delle attività ospedaliere rappresenterebbe un colpo durissimo per il tessuto cittadino.
Il clima, insomma, è ormai quello delle grandi occasioni. La sensazione è che la questione ospedaliera stia assumendo un significato che va ben oltre l'aspetto sanitario. Sul tavolo non c'è soltanto la scelta di dove costruire il nuovo presidio, ma l'idea stessa di sviluppo urbano che dovrà accompagnare Catanzaro nei prossimi decenni. E sarà proprio il Consiglio comunale a diventare il prossimo campo di confronto. Da una parte chi considera Germaneto il naturale approdo di una città policentrica proiettata verso il futuro. Dall'altra chi teme che quella scelta possa segnare l'inizio di un progressivo svuotamento del cuore storico del capoluogo e punta nel potenziamento del presidio Pugliese – Ciaccio.
Una partita destinata a lasciare tracce profonde, perché questa volta non si discute soltanto di un ospedale. Si discute della geografia politica, economica e sociale della Catanzaro che verrà.




