Il Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche chiede la revoca della delibera sul concorso per 349 infermieri: «Paradossale che a valutare laureati siano commissari senza laurea»
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Il Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Calabria rompe il silenzio e interviene ufficialmente sul concorso bandito da Azienda Zero Calabria per l’assunzione a tempo indeterminato di 349 infermieri, contestando duramente la composizione della commissione esaminatrice.
In una comunicazione indirizzata al direttore generale di Azienda Zero Gandolfo Miserendino, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e alla presidente della FNOPI Barbara Mangiacavalli, gli OPI esprimono «profondo disappunto» per le modalità con cui sarebbero stati individuati i componenti della Commissione.
Secondo il Coordinamento, l’assenza di un coinvolgimento diretto degli Ordini professionali nella fase preparatoria della procedura sarebbe «incomprensibile» e in contrasto con i principi di valorizzazione delle competenze professionali previsti dall’articolo 35 del decreto legislativo 165 del 2001.
Gli Ordini ricordano infatti di essere «enti pubblici sussidiari dello Stato», titolari della rappresentanza e tutela della professione infermieristica, e sottolineano la collaborazione consolidata negli anni con le aziende del Servizio sanitario regionale.
Ma il punto più critico riguarda la qualificazione professionale dei commissari nominati.
Il Coordinamento segnala che almeno due componenti della Commissione «non risultano in possesso di laurea», pur essendo chiamati a valutare candidati laureati.
Una circostanza definita «paradossale» dagli OPI calabresi, che ritengono tale situazione potenzialmente lesiva della credibilità stessa della selezione pubblica.
Dubbi vengono espressi anche sulla figura del presidente della Commissione, un medico gastroenterologo che, secondo il Coordinamento, non avrebbe una specializzazione coerente con le materie oggetto del concorso infermieristico, come previsto dal DPR 220 del 2001.
Nel documento si evidenzia inoltre come la Calabria disponga di «un ampio patrimonio accademico e scientifico nel campo delle Scienze infermieristiche», composto da professori universitari, ricercatori e docenti con esperienza nelle discipline cliniche, organizzative e metodologiche.
Professionalità che, secondo gli OPI, avrebbero potuto garantire «maggiore qualità nella valutazione delle prove, maggiore aderenza agli standard nazionali e maggiore credibilità agli occhi dei candidati».
Il Coordinamento guidato da Fausto Sposato sottolinea inoltre come in altre regioni italiane «considerate virtuose» una commissione con tali caratteristiche «non sarebbe stata neppure ipotizzata».
Da qui la richiesta formale ad Azienda Zero di revocare e riformulare la delibera numero 126 del 5 giugno 2026, ridefinendo la Commissione sulla base di criteri «pienamente rispettosi della legge, della professionalità e dell’interesse pubblico».
Gli OPI chiedono anche l’apertura di un tavolo istituzionale permanente per definire criteri condivisi nella selezione dei commissari dei concorsi infermieristici e domandano la trasmissione dei curricula dei commissari già nominati entro trenta giorni.
Infine il Coordinamento si riserva «ogni ulteriore iniziativa», comprese eventuali segnalazioni agli organi di vigilanza, qualora non dovesse arrivare un riscontro ritenuto adeguato.
L’appello conclusivo resta però orientato al confronto istituzionale.
«L’obiettivo – sostengono gli OPI – è tutelare la qualità del Servizio sanitario regionale e la dignità della professione infermieristica calabrese».

