Il primario di Malattie infettive ha spiegato le modalità con cui si contrae l’infezione. Il direttore sanitario: «Non ci troviamo di fronte ad una situazione d’allarme, casi limitati. Restiamo in vigile attesa»
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«Al momento sono pazienti che riusciamo a monitorare. Sono tranquilli, pur essendo in epatite acuta». Così il primario del reparto di Malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, Paolo Scerbo, descrive la condizione dei pazienti attualmente ricoverati. Sono quattro, una quinta persona è stata dimessa nella giornata di ieri. Complessivamente dieci le persone che sinora hanno fatto accesso all’ospedale dopo aver contratto l’infezione.
Epatite A, dieci casi in Calabria
I casi sono in aumento in tutta Italia e anche in Calabria. Il direttore sanitario della Dulbecco, Sergio Petrillo, spiega: «Al momento il numero dei casi, individuati e efficacemente trattati dalla nostra azienda, è molto limitato. Si attesta ad una decina rispetto a situazioni più rilevanti come, ad esempio, in Campania dove i casi sono arrivati a 150. In ogni caso non ci troviamo di fronte a una situazione allarmante».
Epatite A, come avviene il contagio
Già nei giorni scorsi l’Asp di Catanzaro ha avviato una indagine epidemiologica con campionamenti sulle acqua che hanno dato esito negativo. Casi si sono registrati nell’area del catanzarese e del lametino. Il primario spiega: «La modalità di trasmissione è abbastanza semplice, tramite pesce crudo e soprattutto le cozze che, in genere, portano questo virus. Esiste anche la possibilità che la trasmissione avvenga tramite vegetali non lavati».
In relazione al decorso della malattia, Scerbo ha evidenziato che «i pazienti sono continuamente monitorati. L'epatite A è un'epatite acuta. Nella quasi totalità dei casi si ha un decorso autolimitante. Esiste però la possibilità, calcolata nello 0,5-0,1% dei casi in cui può evolvere in epatite fulminante. Dobbiamo, quindi, monitorare quei parametri che ci consentono di valutare ed eventualmente prendere le contromisure opportune».
Il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Dulbecco ha precisato che «restiamo in vigile attesa. Chiaramente, è allertato il pronto soccorso, abbiamo due reparti malattie infettive quindi siamo nelle condizioni ideali per poter trattare non solo coloro i quali sono già afferiti ma eventualmente gli ulteriori casi che si potrebbero manifestare. È quasi pleonastico ribadire: grande attenzione all'utilizzo di frutti di mare crudi, pesce crudo e all'utilizzo delle verdure poco igienizzate. Queste sono norme elementari di precauzione che potrebbero essere a volte più che sufficienti per escludere la possibilità di contrarre questa infezione».
Epatite A, il vaccino
Secondo quanto riferito dal primario delle Malattie infettive una cura non esiste ma è necessario agire in prevenzione: «Esiste anche un vaccino che non comporta grossi effetti collaterali. È un'offerta esistente ma non è un vaccino obbligatorio. Una volta somministrato dà quella protezione immunitaria che spesso dura anche a vita. Inoltre, in tema di prevenzione è ovviamente al momento essenziale evitare di consumare pesce crudo, cozze crude. Non abolirle dalla propria dieta ma consumare dopo un'attenta cottura».


