Il primario di Terapia del Dolore presso il Presidio Ciaccio dell’Azienda universitaria Dulbecco Pietro Maglio analizza dati e profili sanitari dei pazienti afferenti al reparto di Catanzaro
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«Una sindrome dolorosa complessa che incide tantissimo sulla vita di chi ne soffre. In Calabria secondo i medici di medicina generale i pazienti affetti da fibromialgia sono l’1,65% della popolazione: oltre quindicimila calabresi, in particolare donne, con picco tra i 50 ed i 60 anni».
A fornire il dato è il dottor Pietro Maglio, direttore facente funzioni dell’Unità Operativa Dipartimentale di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Dulbecco – Presidio Ciaccio di Catanzaro, da anni in prima linea in queste ed in altre battaglie per lenire le sofferenze dei pazienti.
Sintomi e diagnosi
«Le pazienti che afferiscono qui ed a quelli dolore diffuso complesso, affaticamento, disturbo del sonno, difficoltè cognitive con o senza depressione».
Non è letale ma nemmeno oggettiva
«La diagnosi è clinica – precisa Maglio – occorre stabilire 3 mesi di dolore diffuso e sintomi associati come insonnia, disturbi del comportamento ed esclusione di altre cause. La scienza sta cercando ancora di individuarne bio-marcatori ma ancora c’è bisogno di lavorarci su».
Le cure
«La cura è come si dice da noi “taylored”, cioè personalizzata sul singolo paziente; ai farmaci vanno abbinati comportamenti adeguati come dormire meglio, mangiare regolare ed il gold standard con pratica fisica a carichi progressivi».
Fibromialgia e SSN
«Dobbiamo dire che il Sistema sanitario nazionale italiano è molto avanzato rispetto al resto d’Europa su questa patologia. Questo perché – continua il dirigente catanzarese – il paziente affetto rappresenta un costo elevato, sia per le cure sia per le assenze sul posto di lavoro. La Legge 38 del 2010 ci ha fatto fare enormi passi avanti, facendoci registrare il sintomo-dolore in cartella clinica ed esprimendolo in una scala da 1 a 10; in seguito trattiamo i dolori con farmaci sempre più disponibili grazie ad una maggiore sensibilità di legge»
Ed in Calabria?
«Nonostante le varie critiche generali, in tema di terapia del dolore la Calabria ha una rete di centri predisposti ben diffusi. Ma il primo approccio del paziente rimane quello dei medici di base e dei pediatri»
A chi soffre
«I pazienti che accusano dolori diffusi e non riconducibili a cause precise – conclude Maglio – si rivolgano ai medici di famiglia con cui trovare insieme la giusta strada per debellare questo tormento invalidante. Non sentitevi scoraggiati, nemmeno pazzi e nè depressi: noi siamo qui per aiutarvi»
Il grazie più bello
«La gratitudine che mi è rimasta più impressa? No, sono quotidiane queste manifestazioni di ringraziamento. E sa perchè? Non derivano dalla soluzione della patologia ma dal miglioramento della qualità di vita, che è poi quello che conta».

