Continua a chiedere la giusta attenzione su tematiche cruciali legate alla salute dei pazienti nefropatici e alla gestione dei servizi sanitari dedicati l' Aned , Associazione Nazionale Emodalizzati Dialisi e Trapianto, tramite il suo referente in Calabria, Pasquale Scaramozzino, insiste sul potenziamento del personale sanitario: «le prospettive sono nere manca perché molto personale medico e infermieristico nei vari centri dialisi della regione, sono 37 in tutto e ovunque ci sono questi problemi. E naturalmente viene meno la qualità della cura dei malati perché in alcuni centri in particolare c'è un rapporto tra malato e infermiere di uo a quattro o cinque contro uno a tre che dovrebbe essere secondo le leggi regionali».

E se da un lato manca dunque un adeguato incremento del personale dall'altro aumenta il numero dei pazienti nefropatici: «la mancata prevenzione sta portando ad un aumento esponenziale dei malati e questo ci preoccupa. Esattamente in questo momento ne contiamo 1561 . E' un dato statistico che deriva dalle informazioni che ricaviamo dai responsabili dei centri dialisi visto che la Regione non ha i numeri. Oltre alla prevenzione l'anno scorso sono mancati i trapianti. In Calabria da 35 siamo passati solo a 16 e le conseguenze si riverberano poi sull'aumento della giacenza dei malati».

Da qui l'appello alle istituzioni sanitarie regionali: «l'appello è l'ennesimo - concludono - abbiamo mandato delle pec, abbiamo sollecitato il Dipartimento Tutela della Salute ad attenzionare questo mondo. I reni sono il crocevia del corpo umano e se non si fa prevenzione e non si fanno trapianti, si prevede che, tra qualche anno, la malattia renale sarà quella che provocherà molti più morti rispetto a oggi».