Cisl Fp e Nursind contestano il provvedimento che disciplina il trasferimento dei lavoratori: rischio esuberi, risorse tagliate e procedure non concluse. Chiesto un dietrofront immediato per evitare criticità nelle Asp
Tutti gli articoli di Sanità
PHOTO
La Cisl Fp e il Nursind hanno trasmesso una nota contenente una richiesta di rettifica del dca, adottato nella giornata di ieri dal commissario ad acta e riguardante il passaggio di funzioni e personale dalle aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero.
I segretari Luciana Giordano e Vincenzo Marrari «esprimono forte perplessità in merito al contenuto del decreto. In particolare, nella parte in cui conferisce mandato ai direttori generali e commissari straordinari delle aziende del servizio sanitario di procedere alla revisione del fabbisogno del personale, eliminando le unità equivalenti a tempo pieno e indeterminato comunicate nell’ambito del procedimento condotto da gruppo di lavoro.
E nella parte in cui si conferisce mandato al dirigente generale del dipartimento regionale salute e servizi sanitari a decurtare alle aziende sanitarie le risorse corrispondenti alle unità equivalenti a tempo pieno, a valere sulle risorse relative al finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA del bilancio di previsione 2025-2027 e comunque alla corrispondente riduzione del costo in capo alle aziende del sistema sanitario regionale o assegnare ad Azienda Zero le risorse nel limite del fabbisogno di personale provvisorio necessario per lo svolgimento delle attività relative alle funzioni trasferite o trasferire dalle Aziende sanitarie ad Azienda Zero le risorse corrispondenti atte a rendere operativa, nonché a finanziare la funzione
I sindacati precisano che «le procedure negoziali disciplinate dall’art. 7 del CCNL Comparto Sanità pubblica 2022/2024 (confronto regionale) non sono state ancora perfezionate, come si evince dal verbale dell’incontro tenuto lo scorso 11 marzo 2026 fra le sigle sindacali firmatarie del citato CCNL e il direttore generale del dipartimento regionale Salute e Servizi Sanitari, visto che allo stato attuale non si ha cognizione del numero di unità di lavoratrici e lavoratori che acconsentiranno al passaggio dalle Asp di appartenenza ad Azienda Zero.
Orbene, è evidente che l’eventuale attuazione della disposizione di procedere alla revisione dei fabbisogni di personale secondo il contingente individuato nel Dca n. 62 del 18 marzo 2026, pari a n. 1.244 unità, farebbe registrare in ogni singola Asp un’eccedenza di personale per il corrispondente numero di lavoratori che non dovesse acconsentire al passaggio ad Azienda Zero.
Lo stesso ragionamento va applicato riguardo al trasferimento delle risorse finanziarie, che, si ribadisce, costituiscono oggetto di confronto regionale ai sensi del su indicato art. 7 del CCNL Comparto Sanità pubblica 2022/2024 e che non potranno, in alcun modo, essere scorporate dai bilanci delle Asp senza aver prima cognizione del numero di personale (e della relativa posizione economica in godimento) che acconsentirà di transitare in Azienda Zero e senza aver ottemperato preventivamente all’istituto di partecipazione sindacale del confronto regionale.
Alla luce delle argomentazioni sopra esposte, la Cisl Fp e il Nursind Calabria chiedono la rettifica del DCA n. 62 del 18 marzo 2026 nelle parti oggetto delle presenti osservazioni».


