Due pareggi per rimettere insieme i pezzi, adesso serve una vittoria per dare un senso alla ripartenza. Il Catanzaro si prepara alla trasferta di Cesena con la consapevolezza di aver compiuto qualche passo avanti rispetto alle difficoltà delle prime settimane, ma anche con l'urgenza di conquistare punti per risalire una classifica che continua a destare preoccupazione. Sabato 7 novembre, alle ore 15, allo stadio Dino Manuzzi, i giallorossi affronteranno i romagnoli nell'undicesima giornata del campionato di Serie B. Una sfida complicata, contro un avversario ancora imbattuto tra le mura amiche, che rappresenterà un banco di prova importante per misurare i progressi della formazione calabrese.

La partita avrà un significato particolare soprattutto per Michele Mignani, che tornerà da ex nello stadio in cui ha allenato il Cesena. Ma i sentimenti e i ricordi dovranno necessariamente lasciare spazio alle esigenze del presente. Il tecnico, subentrato dopo la pesantissima sconfitta casalinga contro l'Ascoli, ha avuto poco tempo per intervenire su una squadra apparsa fragile, discontinua e soprattutto incapace di trovare quell'equilibrio necessario per affrontare un campionato difficile come quello cadetto.

Dal crollo con l'Ascoli ai segnali di ripresa: il Catanzaro cerca continuità

Il primo obiettivo di Mignani è stato quello di restituire compattezza e organizzazione a un gruppo profondamente scosso dall'1-6 incassato al Ceravolo contro l'Ascoli. Il pareggio conquistato a Benevento, arrivato grazie alla rete di Buso nei minuti di recupero, ha rappresentato un primo segnale di reazione. Una partita affrontata con un atteggiamento prudente, comprensibile considerando il pochissimo tempo a disposizione del nuovo allenatore per trasmettere le proprie idee.

Contro il Padova, invece, si è visto qualcosa in più. Il Catanzaro ha mostrato maggiore intensità, aggressività e capacità di gestire diverse fasi della partita, riuscendo a costruire occasioni importanti e dando l'impressione di poter finalmente ritrovare una propria identità. Il gol di Dorval aveva indirizzato la sfida, prima che Varas riportasse il risultato in equilibrio. Nel finale i giallorossi hanno provato a conquistare l'intera posta in palio, senza però trovare la giocata decisiva.

Due prestazioni che hanno restituito un minimo di fiducia all'ambiente, ma che non possono bastare. La classifica impone un cambio di passo e il Catanzaro deve necessariamente tornare a vincere. L'ultimo successo risale alla gara interna contro la Carrarese del 12 settembre, troppo tempo per una squadra che aveva iniziato la stagione con ambizioni ben diverse rispetto alla lotta nelle zone basse della graduatoria.

Le scelte di Mignani: Koffi da valutare, Pecorino e Giovane verso il rientro

Dal punto di vista tattico, il tecnico sembra intenzionato a proseguire sulla strada intrapresa nelle prime due partite della sua gestione, senza stravolgere un assetto che ha garantito maggiore equilibrio. La difesa a tre dovrebbe essere confermata, con Frosinini, Antonini e Imperiale davanti a Pigliacelli. Sulle corsie esterne spazio a Candela e Dorval, mentre in mezzo al campo Petriccione dovrebbe essere affiancato da Tchaouna e Alesi, con quest'ultimo che potrebbe anche agire in posizione più avanzata.

Resta qualche interrogativo per il reparto offensivo. Koffi ha interrotto anticipatamente una delle ultime sedute di allenamento, apparentemente per motivi precauzionali, e le sue condizioni saranno valutate in vista della partita. In caso di piena disponibilità, l'attaccante dovrebbe partire accanto a capitan Iemmello, chiamato ancora una volta a mettere la propria esperienza e qualità al servizio della squadra.

Le notizie più incoraggianti arrivano invece da Emanuele Pecorino e Samuel Giovane. Entrambi sono tornati a lavorare con il gruppo e potrebbero rappresentare due alternative importanti per Mignani. In particolare, il recupero di Pecorino permetterebbe al tecnico di avere una soluzione offensiva differente, utile soprattutto per dare maggiore presenza fisica negli ultimi metri. Resta da capire se i due saranno immediatamente utilizzabili e con quale autonomia.

Non è escluso, comunque, che Mignani decida di confermare gran parte dell'undici visto contro il Padova. La necessità di consolidare i meccanismi collettivi potrebbe infatti prevalere sulla tentazione di apportare cambiamenti significativi.

Il Cesena di Diamanti e il pericolo Shpendi

Dall'altra parte ci sarà un Cesena che ha costruito buona parte delle proprie certezze sul rendimento casalingo. La formazione allenata da Alessandro Diamanti è ancora imbattuta al Manuzzi e si presenta alla sfida dopo il pareggio ottenuto sul campo del Südtirol. I romagnoli dovrebbero schierarsi con il 4-3-3, un sistema che punta sulla qualità degli esterni offensivi e sulla capacità di attaccare gli spazi.

Il principale osservato speciale sarà inevitabilmente Cristian Shpendi, autore di otto reti nelle prime dieci giornate e capocannoniere del campionato. Numeri che raccontano l'importanza dell'attaccante nell'economia offensiva della squadra bianconera. Per il Catanzaro sarà fondamentale limitarne i movimenti, evitando di concedergli profondità e situazioni favorevoli all'interno dell'area di rigore.

Diamanti dovrebbe affidarsi a Siano tra i pali, con Ciofi, Gelli, Ilic e Mangraviti in difesa. A centrocampo possibile il ritorno dal primo minuto di Bisoli, insieme a Bohinen e Pagano, mentre il tridente offensivo dovrebbe essere completato da D'Andrea e Fiori ai lati di Shpendi.

Per i giallorossi sarà una prova impegnativa soprattutto sul piano della tenuta difensiva. Il Catanzaro ha mantenuto la porta inviolata soltanto una volta nelle prime dieci giornate e proprio la capacità di concedere meno occasioni agli avversari rappresenta uno degli aspetti sui quali Mignani sta cercando di intervenire. Contro una squadra dotata di individualità importanti serviranno attenzione nelle marcature, compattezza tra i reparti e una gestione più efficace delle transizioni.

Il tabù del Manuzzi: il Catanzaro non vince a Cesena dal 1977

A rendere ancora più impegnativa la trasferta ci sono anche i precedenti. Il Catanzaro non conquista una vittoria sul campo del Cesena dal 1977, quando riuscì a imporsi per 1-0 grazie a una rete di Renzo Rossi. Un digiuno che dura da quasi mezzo secolo e che racconta le difficoltà storicamente incontrate dalle Aquile in terra romagnola.

Quello di sabato sarà il trentacinquesimo confronto ufficiale tra le due formazioni. Nei 34 precedenti il bilancio è leggermente favorevole ai calabresi, con 13 vittorie del Catanzaro, 12 del Cesena e 9 pareggi. Un equilibrio complessivo che, tuttavia, cambia sensibilmente quando si prendono in considerazione le sfide disputate al Manuzzi.

Le ultime due trasferte si sono infatti concluse con altrettante sconfitte per i giallorossi. Nell'agosto del 2024 il Cesena si impose per 2-0, mentre il confronto più recente, disputato il 21 marzo scorso, terminò 3-1 per i padroni di casa. Diverso il rendimento al Ceravolo, dove il Catanzaro ha conquistato tre successi consecutivi negli ultimi incroci, compresa la vittoria per 1-0 nei playoff del maggio 2025.

Una vittoria per cambiare prospettiva

Al di là dei precedenti e delle difficoltà dell'avversario, la sfida di Cesena rappresenta soprattutto un passaggio importante nel percorso di ricostruzione avviato da Mignani. Il tecnico ha scelto di partire dalla solidità e dall'equilibrio, consapevole che una squadra reduce da una serie di risultati negativi abbia prima di tutto bisogno di ritrovare fiducia nei propri mezzi.

Ma il tempo delle sole indicazioni positive rischia di non essere più sufficiente. Il Catanzaro ha bisogno di trasformare i miglioramenti sul piano del gioco in risultati concreti, anche per evitare che il distacco dalle posizioni più tranquille della classifica diventi progressivamente più difficile da colmare.

La Serie B resta un campionato nel quale bastano pochi risultati consecutivi per cambiare prospettiva. Una vittoria a Cesena potrebbe restituire entusiasmo all'ambiente e permettere ai giallorossi di affrontare i prossimi impegni con maggiore serenità. Per riuscirci servirà una prestazione completa, nella quale alla ritrovata organizzazione difensiva dovranno accompagnarsi maggiore lucidità nelle scelte offensive e capacità di sfruttare le occasioni.

Il ritorno di Mignani al Manuzzi, dunque, non sarà soltanto una sfida contro il suo passato. Per il Catanzaro sarà soprattutto l'occasione per dimostrare che la ripartenza è qualcosa di più di una semplice reazione d'orgoglio. E magari per interrompere un tabù che resiste dal 1977.

Le probabili formazioni

Cesena (4-3-3): Siano; Ciofi, Gelli, Ilic, Mangraviti; Bisoli, Bohinen, Pagano; D'Andrea, Shpendi, Fiori. Allenatore: Alessandro Diamanti.

Catanzaro (3-5-2): Pigliacelli; Frosinini, Antonini, Imperiale; Candela, Tchaouna, Petriccione, Alesi, Dorval; Koffi (Pecorino), Iemmello. Allenatore: Michele Mignani.

Arbitro: Marco Di Loreto della sezione di Terni.

Calcio d'inizio: sabato 7 novembre, ore 15, stadio Dino Manuzzi di Cesena.