Il nuovo corso del Catanzaro prende ufficialmente il via da Giorgio Gorgone. Il nuovo allenatore giallorosso si è presentato alla stampa affiancato dal presidente Floriano Noto, dal direttore sportivo Ciro Polito e dal direttore generale Nicola Bignotti, inaugurando la stagione 2026-2027. Ad accompagnare uno dei momenti più attesi dell’estate è stato anche un gesto dal forte valore simbolico: tra il pubblico erano presenti i bambini che, al termine della finale playoff persa contro il Monza, avevano lasciato il campo in lacrime per la promozione in Serie A soltanto sfiorata. Una presenza fortemente voluta dal presidente Noto, che ha scelto di ringraziarli personalmente, riconoscendo in loro l’immagine più autentica dell’amore per i colori giallorossi.

Per Gorgone quella del Catanzaro rappresenta una sfida importante ma, allo stesso tempo, impossibile da rifiutare. «Catanzaro non si può rifiutare», ha affermato il tecnico, consapevole di raccogliere l’eredità di una squadra protagonista negli ultimi anni. «È una panchina complicata, questo è evidente, ma preferisco guardare il lato positivo. Il Catanzaro, grazie a un gruppo storico, ha ottenuto risultati straordinari e speriamo che quel gruppo possa rimanere il più possibile. Se qualcuno dovesse partire, però, sono convinto che il direttore abbia dimostrato di avere le capacità per cambiare volto alla squadra mantenendo comunque un livello molto alto».

Pur nel segno della continuità, Gorgone vuole aggiungere qualcosa di suo. Il concetto ripetuto più volte è quello dell’intensità, una caratteristica che, secondo il nuovo allenatore, non dovrà mai diminuire. «Cercherò di mantenere quelle che sono le caratteristiche ben evidenti che ho visto nel Catanzaro. Voglio però alzare ancora il livello di intensità, di aggressione e di coraggio. Non perché siano mancati fino a oggi, ma perché il rischio sarebbe quello di abbassarli. Una squadra che si sente appagata da quello che ha fatto diventa una squadra in difficoltà e questo non deve accadere».

Sul mercato il confronto con il direttore sportivo è costante. Gorgone non entra nel merito dei singoli nomi, ma conferma che la strategia è già tracciata. «Con Polito parlo continuamente. Dal punto di vista numerico è abbastanza semplice: ci sono giocatori che hanno fatto un campionato importante e, qualora dovessero andare via, bisognerà sostituirli adeguatamente per quello che hanno rappresentato. Ci confrontiamo ogni giorno e il direttore sa perfettamente quali siano le esigenze della squadra».

Il tecnico, però, manda anche un messaggio chiaro allo spogliatoio. Al di là delle qualità tecniche, ciò che farà la differenza sarà l’atteggiamento. «Sono un allenatore molto disponibile e do tutto per i ragazzi che alleno. Però, se vedo egoismo nel gestire determinate situazioni, ne faccio tranquillamente a meno. Quando si indossa una maglia come quella del Catanzaro bisogna avere il rispetto di dare sempre il massimo. Questo lo pretendo da tutti. Se qualcuno ritiene di non avere più le motivazioni per restare lo capisco, perché il calcio funziona così, ma bisogna avere l’onestà di dirlo chiaramente».

Parole che lasciano intendere come il nuovo Catanzaro sarà costruito prima di tutto sulla disponibilità e sul senso di appartenenza, ancora prima che sulle qualità individuali.

Gorgone ha poi raccontato le emozioni del suo arrivo in Calabria, spiegando di ritrovare nel Catanzaro una passione che conosce bene. «Quando affronto certe squadre mi porto dietro sempre dei ricordi. Io vengo da una piazza nella quale si respirava una grandissima passione e qui rivedo lo stesso entusiasmo. Ho sempre visto una tifoseria rispettosa, corretta e capace di trasmettere il peso, nel senso più bello del termine, di una maglia importante. Il Catanzaro è una squadra che mi è sempre piaciuta e che ho seguito con attenzione negli ultimi anni».

Sugli obiettivi, invece, il nuovo tecnico preferisce non sbilanciarsi, pur senza rinunciare all’ambizione. «Fare paragoni con quello che è stato fatto nella scorsa stagione è quasi impossibile. È inevitabile che tutti guarderanno ai risultati ottenuti fino a oggi, ma questo fa parte del nostro lavoro. Io penso che, finché esiste una possibilità, sia giusto sognare qualcosa di straordinario. Vivo il calcio in questo modo e sono felice di poter affrontare questa sfida in una piazza come Catanzaro».