Tra le pareti imponenti della Casa delle Culture di Tiriolo, in provincia di Catanzaro, l’aria si è fatta improvvisamente densa di un’emozione che va oltre la semplice cronaca letteraria. In una serata bagnata dalla partecipazione della comunità e sostenuta dalla Proloco "Terra dei Feaci", la presentazione di “Notte Chiara” della giornalista e copywriter Chiara Paone, non è stata soltanto l'esposizione di un'opera edita da Scatole Parlanti, ma lo svelamento di una rinascita. Accanto a Gabriella Grande della Pro-loco "Terra dei Feaci", al giornalista Martino Critelli e alla farmacista della rete CPN Fiorella Cannatà, l’autrice ha consegnato ai presenti non solo un libro, ma un pezzo della propria anima, trasformando una diagnosi che avrebbe potuto spegnere ogni speranza in un manifesto di resistenza luminosa.

Chiara Paone, attraverso il suo libro, ha inteso raccontare come si possa abitare il dolore senza lasciarsi consumare da esso. Il Linfoma di Hodgkin, piombato nella sua vita in uno stadio avanzato, ha segnato l’inizio di un calvario durato quattro anni, scandito da terapie estenuanti, due trapianti di midollo e l’ombra costante delle recidive. Eppure, in questo scontro frontale con la fragilità, la scrittrice ha trovato la forza di ribaltare la prospettiva, rifiutando di lasciarsi incasellare nel perimetro di una cartella clinica.

Con voce ferma e commossa, l’autrice ha spiegato che dal 2022 la sua missione è diventata quella di abbattere il tabù del tumore, dimostrando che esiste un modo diverso di attraversare la tempesta. Raccontare la bellezza incontrata nel dolore significa, per lei, sedersi ogni giorno dietro un banco di scuola dove l’insegnante è la sofferenza stessa. In questa lezione durissima, Chiara ha scelto di essere l’alunna che ruba segreti alla vita, riuscendo paradossalmente a prendere più di quanto la malattia sia riuscita a sottrarle. Con una forza che tocca le corde più profonde, ha confessato di aver cercato di mettere a nudo la propria vulnerabilità fino a consumare lei stessa il male, anziché esserne vittima.

"Notte Chiara" si snoda attraverso dieci racconti che sono altrettanti squarci di umanità autentica. Tra le pagine, il lettore incontra la solitudine dei corridoi d’ospedale, lo stordimento di una notizia inaspettata e la stanchezza di corpi che cedono, ma anche la solidarietà invisibile di chi resta accanto a chi lotta. È un viaggio che attraversa i ricordi di un passato che appare ormai sfocato e un futuro che si fa nebbioso, muovendosi costantemente tra la fede e il dubbio. Queste storie non cercano di nascondere il buio o di addolcirlo con false consolazioni; scelgono invece di attraversarlo con dignità, convinte che proprio nel punto più profondo della sofferenza sia possibile rintracciare un barlume di chiarezza. Perché, come suggerisce il titolo stesso, nessuna notte è così fitta da non poter accogliere l'alba.